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Possibilità di votare anche per le persone con disabilità intellettiva

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Possibilità di votare anche per le persone con disabilità intellettivaSono diverse le modalità di voto per le persone in condizione di disabilità, esiste la possibilità del voto da casa per chi fa uso e dipende da apparecchiature elettromedicali, possibilità di seggi speciali sul posto per chi ricoverato e addirittura di voto assistito per coloro che hanno disabilità motorie e sensoriali, dove è consentita la presenza di una persona nella cabina che aiuta l’elettore al voto.

Con meno considerazione viene invece affrontato il diritto al voto per le persone con disabilità intellettive, come ad esempio i soggetti con sindrome di Down, diritto sul quale viene data spesso scarsa informazione e dimostrazione di poco interesse da parte delle istituzioni politiche.

La AIPD e la ASL Roma E a tal proposito, promuovono una campagna di sensibilizzazione, evidenziando il fatto che poche persone con disabilità intellettiva, esercitano il proprio diritto al voto, per mancanza di informazione delle stesse persone disabili o dei familiari e di interventi atti alla semplificazione dell’esercizio del voto da parte delle pubbliche istituzioni.

Durante la presentazione dell’iniziativa, Pietro Barbieri, presidente FISH dice: “È necessario cambiare modello sull’idea delle persone in condizioni di marginalità: la disabilità non è una malattia, se non si esce da questo equivoco e non si considera una condizione ordinaria della vita, si continuerà a vivere nel pregiudizio. In questo contesto porre l’attenzione sulla questione del diritto di voto alle persone con disabilità intellettiva non è esattamente una questione superficiale. Paradossalmente di questo tema non ci si occupa molto, pare scontato o inutile invece deve essere una questione centrale. Se non ci credono per primi le istituzioni e gli operatori difficilmente potremo avere delle guide che portano e orientano le persone a esercitare il proprio diritto pieno di cittadinanza. Non esiste una qualità di diritto di voto altrimenti mettiamo in dubbio la democrazia. Questa iniziativa da un passo solido e chiaro in questo senso. Chiederemo con forza che questo sia rispettato”.

Giovanni Grillo, che ha la sindrome di Down spiega: “Siamo diversi per via degli occhi e per avere più difficoltà ad imparare cose nuove, però possiamo esprimere la nostra opinione ed imparare come si vota”; mentre Mauro Ursella: “Anche se siamo persone con la sindrome di Down siamo lo stesso dei cittadini con tanto di diritto di recarsi alle urne quando ci sono le elezioni. Penso che ognuno debba avere il diritto di votare e di esprimere l’opinione personale dando la propria preferenza”.

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