Il montascale e la sfida delle barriere architettoniche

Dall’antichità ai nostri giorni, il montascale non ha mai smesso il ruolo di strumento fondamentale nella corsa ai traguardi dell’accessibilità e del superamento delle barriere architettoniche.

Dagli antichi Romani ai primi brevetti industriali: il montascale nella storia

origini ed evoluzione storica del montascale
Con la costruzione del “trono-montascale”, espressamente ordinata dal re d’Inghilterra Enrico VIII nel 1540, fece la sua comparsa il primo esempio di montascale della storia. Ma se quello voluto dal sovrano inglese può essere considerato il “papà” dei moderni dispositivi per il sollevamento e il trasporto delle persone disabili o con ridotta mobilità, già nell’antichità Greci e Romani utilizzavano congegni ispirati allo stesso principio di funzionamento.

Col passare del tempo il montascale registrò un successo sempre maggiore, con modalità di impiego talvolta insolite e sorprendenti (il re francese Luigi XV, ad esempio, ne faceva uso per entrare di soppiatto dalle finestre delle sue amanti nella reggia di Versailles…). Inizialmente funzionanti esclusivamente a forza di braccia, con l’avvento dell’energia elettrica cominciarono ad entrare in commercio i montascale prodotti su scala industriale: la sfida alle barriere architettoniche era definitivamente lanciata.

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In principio fu “Inclin-ator”: il montascale conquista Europa e Stati Uniti

montascale inclinator

Agli inizi del XIX il montascale conquistò il mercato statunitense ed europeo. Contestualmente alla crescente presa di coscienza nella società dei problemi legati alla disabilità e alla presenza delle barriere architettoniche, le grandi case produttrici introdussero modelli sempre più evoluti e funzionali. Tra questi è passato alla storia l'”Inclin-ator”, progettato da C.C. Crispen, originario della Pennsylvania, per aiutare i suoi amici colpiti da poliomielite a salire e scendere le scale di casa. Stannah, Jan Hamer & Co e altre grandi aziende portarono ulteriormente avanti lo sviluppo delle tecnologie e dei materiali: una ricerca che, da allora, è in continua evoluzione. Accanto ai montascale, inoltre, le città e le case accolsero nuovi dispositivi per il sollevamento di oggetti e persone: ascensori idraulici, elevatori elettrici, montavivande manuali e altri congegni assunsero progressivamente la dimensione di oggetti d’uso comune. Il traguardo dell’integrazione non era più un miraggio per pochi.

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La casa “a misura di disabile”? Col montascale non è più una missione impossibile

montascale era moderna
Nell’ordinamento giuridico italiano il concetto di “barriera architettonica” trova sua definizione nel testo del D.M. 236/89. Essa include tutto ciò che impedisce ai cittadini, colpiti o no da disabilità, di muoversi in sicurezza all’interno degli edifici e delle costruzioni.

In questa prospettiva, il montascale gioca sempre più un ruolo chiave nel consentire ad anziani e portatori di handicap di migliorare la qualità della vita quotidiana, ovviando con semplicità e sicurezza (sono oggigiorno indispensabili le relative certificazioni internazionali ed europee) al problema del superamento delle scale, ossia la barriera architettonica per eccellenza. Punto di forza dei montascale moderni è anche l’elevato standard di personalizzazione: i produttori sono infatti ormai in grado di ideare e realizzare dispositivi adatti ad ogni tipo di scala, installabili indifferentemente in esterni e interni in armonia con le caratteristiche, le dimensioni e l’arredamento dell’ambiente destinato ad ospitarli.

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Galleria fotografica riguardante la storia del montascale