Dall’antichità ai nostri giorni vogliamo raccontare la storia del montascale, strumento fondamentale nella corsa ai traguardi dell’accessibilità e del superamento delle barriere architettoniche. Quando l’uomo ha pensato e realizzato le prime rudimentali scale sono nate anche le barriere architettoniche, ci sono voluti secoli affinché vedessero la luce le prime idee – anche queste rudimentali – per permetterne il superamento anche a chi aveva delle disabilità.

In questa pagina vogliamo rappresentare l’evoluzione storica di questo dispositivo che permette di risolvere le problematiche derivate dagli ostacoli strutturali che impediscono, e che hanno impedito nei secoli,  gli spostamenti in autonomia delle persone con disabilità.

Montascale a Parigi nel 1889

Troverete l’evoluzione della storia del montascale divisa in tre epoche differenti, ciascuna delle quali rappresenta un periodo storico dove questo strumento è nato, si è evoluto ed è giunto fino ai nostri tempi nella forma e con le caratteristiche che oggi conosciamo. Alla fine troverete un’interessante raccolta di imaggini storiche che mostrano l’evoluzione dei mezzi di sollevamento verticale nella storia.

Con la costruzione del “trono-montascale”, espressamente ordinata dal re d’Inghilterra Enrico VIII nel 1540, fece la sua comparsa il primo esempio di montascale della storia. Ma se quello voluto dal sovrano inglese può essere considerato il “papà” dei moderni dispositivi per il sollevamento e il trasporto delle persone disabili o con ridotta mobilità, già nell’antichità Greci e Romani utilizzavano congegni ispirati allo stesso principio di funzionamento.

Col passare del tempo il montascale registrò un successo sempre maggiore, con modalità di impiego talvolta insolite e sorprendenti (il re francese Luigi XV, ad esempio, ne faceva uso per entrare di soppiatto dalle finestre delle sue amanti nella reggia di Versailles…). Inizialmente funzionanti esclusivamente a forza di braccia, con l’avvento dell’energia elettrica cominciarono ad entrare in commercio i montascale prodotti su scala industriale: la sfida alle barriere architettoniche era definitivamente lanciata.

Agli inizi del XIX il montascale conquistò il mercato statunitense ed europeo. Contestualmente alla crescente presa di coscienza nella società dei problemi legati alla disabilità e alla presenza delle barriere architettoniche, le grandi case produttrici introdussero modelli sempre più evoluti e funzionali. Tra questi è passato alla storia l’“Inclin-ator”, progettato da C.C. Crispen, originario della Pennsylvania, per aiutare i suoi amici colpiti da poliomielite a salire e scendere le scale di casa.

Negli anni che seguirono alcune aziende americane ed europee portarono ulteriormente avanti lo sviluppo delle tecnologie e dei materiali: una ricerca che, da allora, è in continua evoluzione.


INDICE

 

 


Dagli antichi Romani ai primi brevetti industriali: la storia del montascale

La storia del montascale inizia da Archimede
Il montascale, una storia antica come l’uomo. Un’esagerazione? Certamente no. Stante che fin dall’antichità la soluzione al problema del sollevamento e del trasporto in verticale delle persone con ridotta mobilità o colpite da disabilità ha impegnato le menti più brillanti.

Ne sa qualcosa il grande Archimede di Siracusa, matematico, fisico e astronomo vissuto nel III secolo a.C. Nessuno può dire se anche quella volta esclamò “Eureka!”, ma senz’altro grande fu la sua soddisfazione per l’ideazione dell’antenato del moderno montascale, consistente in un articolato sistema di corde e pulegge che consentiva il trasporto verso l’alto di materiali e persone.

Dispositivi di caratteristiche analoghe furono impiegati anche dai Romani: nel Colosseo, ad esempio, erano in funzione veri e propri ascensori per l’ingresso in arena dei gladiatori e delle bestie feroci, con grande effetto scenico.

Col passare del tempo, l’esigenza del superamento delle scale si fece – soprattutto nei grandi centri abitati – sempre più pressante. La tradizione vuole che il vulcanico sovrano inglese Enrico VIII nel 1540 ordinasse l’installazione del primo vero montascale della storia nella sua sontuosa dimora di Whitehall, a Londra.

A quanto pare, a seguito di una rovinosa caduta da cavallo il re dovette convivere con seri problemi di deambulazione, aggravati dai sui 190 chili di peso. Gli ingegneri reali costruirono così il “trono-montascale”, un complicato congegno di funi e carrucole azionato a forza di braccia dai servitori di palazzo. Grazie a questo ingegnoso sistema Enrico VIII poté salire e scendere le scale senza dover più essere sollevato di peso dai suoi attendenti (pratica che non s’addiceva alla sua dignità di capo di una nazione).

Storia del montascale

Un altro monarca, duecento anni dopo, si segnalò per un impiego assai ingegnoso del montascale

Luigi XV di Francia camminava benissimo, ma la privacy non poteva dirsi uno dei punti forti della reggia di Versailles. Per raggiungere, nottetempo e con discrezione, le stanze delle cortigiane, il sovrano nel 1743 ordinò l’installazione della “sedia volante”, un marchingegno dotato di un contrappeso e nascosto dentro una canna fumaria. Quando arrivava l’ordine, una squadra di servitori doveva entrare nel camino e azionare la macchina, che consentiva al re di salire, non visto, una scala esterna che lo conduceva dritto tra le braccia delle sue amanti, ospitate ai piani alti della reggia.

Soltanto attorno alla fine del XIX secolo iniziarono ad apparire i primi prodotti su scala industriale. Tanto in Europa quanto negli Stati Uniti, l’evoluzione delle tecnologie e dei materiali portò alla sostituzione della forza fisica con l’energia elettrica.

Le braccia dei servitori ormai non erano più indispensabili e, soprattutto, il montascale passò dall’essere un dispositivo riservato a pochi eletti a uno strumento prezioso e insostituibile nell’ottica del superamento delle barriere architettoniche, installabile pressoché ovunque e accessibile alle diverse fasce sociali. Anche le tipologie del dispositivo si modificarono nel corso del tempo: non soltanto il più comune montascale a poltroncina per scale rettilinee, ma anche quello per percorsi curvilinei e tortuosi, per scale esterne, montascale a cingoli, montascale a ruote, fino ad arrivare ai montascale a piattaforma e alle piattaforme elevatrici.

Dai tempi di Archimede a oggi la tecnologia ha fatto passi da gigante, pur partendo da un obiettivo rimasto immutato nel corso dei secoli: puntare ai traguardi dell’accessibilità e dell’abbattimento delle barriere architettoniche.


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In principio fu “Inclin-ator”: il montascale conquista Europa e Stati Uniti

La fine del XIX secolo è passata alla storia come una stagione di grandi progressi tecnologici e di invenzioni di alto livello, e ciò anche nel campo dei montascale.

In occasione dell’Esposizione Mondiale di Parigi del 1889, ad esempio, suscitarono grande interesse i modelli di montascale per il sollevamento di persone ed oggetti messi in mostra sulla Torre Eiffel, che venne inaugurata quell’anno. In precedenza, l’americano Elisha Otis aveva provveduto a brevettare il primo ascensore, che fu presentato a New York nel 1857.

Il primo modello di montascale propriamente detto fu presentato a Parigi dal francese Amiot. La sua macchina era pensata per rendere meno faticoso l’utilizzo delle scale per le persone con mobilità ridotta (ciò in particolare negli uffici e nelle dimore private sprovviste di ascensore).
Il dispositivo prevedeva due piste metalliche sovrapposte con una piattaforma a ruote trainata grazie a un cavo azionato dall’alimentatore elettrico posto in cima alla rampa.
Il primo montascale dell'era moderna

Nel 1923 l’imprenditore americano C.C. Crispen, originario della Pennsylvania, brevettò con grande successo il suo “Inclin-ator”, il progenitore dell’odierno montascale a poltroncina. Crispen era un ingegnere meccanico autodidatta mosso dall’intenzione di aiutare alcuni amici resi disabili dalla poliomielite ad affrontare le scale di casa.

Dopo aver affermato la validità della sua idea, facilitato in questo dal sostegno ricevuto dalla Philadelphia Electric Company che lo supporto nella creazione della sua azienda, Crispen iniziò la produzione e la commercializzazione del suo Inclinator.

La Inclinator Company esiste ancor oggi dopo 90 anni: è un’azienda a conduzione familiare con sede ad Harrisburg in Pennsylvanya, ed è attiva nel campo dei servoscala e degli elevatori per uso domestico.

Dagli inizi del Novecento la storia del montascale è stata segnata dalle numerose innovazioni introdotte dalle grandi case produttrici statunitensi ed europee

Ascensore elettrico primi 900
Il fenomeno è andato sviluppandosi di pari passo con la crescente presa di coscienza a livello individuale e sociale, oltreché politico, delle problematiche delle persone colpite da disabilità. Parallelamente, anche il campo dei sistemi di sollevamento fu investito dal vento delle innovazioni, con l’introduzione di prodotti riconducibili a quattro grandi categorie:

  1. Ascensori idraulici – Funzionavano sfruttando la pressione dell’acqua fornita dalla rete idrica o generata da accumulatori;
  2. Elevatori elettrici – Impiegavano un motore collegato al meccanismo di sollevamento utilizzando l’energia elettrica per i movimenti della piattaforma verso l’alto e verso il basso;
  3. Ascensori a trasmissione – Trasferivano la potenza generata dai motori elettrici al meccanismo per il sollevamento per mezzo di cinghie;
  4. Montavivande manuali – Con essi, a forza di braccia, era possibile trasportare su e giù vivande e oggetti di piccole dimensioni. Il loro impiego avveniva principalmente nei ristoranti, negli istituti per anziani e negli alberghi. Una particolare variante di maggiore portata, il console lift, veniva installato anche nelle ville e nelle case di campagna a più piani.

A partire dal secondo dopoguerra, negli Usa così come nel Nord Europa il montascale si affermò come oggetto d’uso comune. Il progresso tecnologico consentì la realizzazione di varie tipologie di dispositivi, installabili tanto in interni quanto in esterni. Si poté dunque distinguere tra montascale rettilinei (che tutt’oggi presentano il non disprezzabile vantaggio di tempi di progettazione e installazione ridotti) e curvilinei (che consentono di affrontare in sicurezza scale tortuose o con più cambi di pendenza).

Un’altra distinzione poté ricollegarsi alla disabilità più o meno grave dell’utilizzatore: si affermò così il montascale a poltroncina o, in caso di necessità di sollevamento della carrozzina, quello a piattaforma. Furono inoltre introdotti i montascale a ruota, a cingoli, e le moderne piattaforme elevatrici. Tra le grandi case produttrici si segnalarono inizialmente alcune aziende britanniche e olandesi. In tempi più recenti, si sono distinte per gli ottimi risultati altre aziende olandesi, tedesche e italiane.


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La casa “a misura di disabile”? Col montascale non è più una missione impossibile

una barriera architettonica
Dal tempo degli antichi Greci e Romani al medioevo, per arrivare fino ai giorni nostri, il sogno di case e città accessibili ha impegnato le menti più brillanti nella ricerca di soluzioni sempre più all’avanguardia. Naturalmente, la medesima esigenza è stata fatta propria anche dal legislatore, e oggi quella dell’abbattimento delle barriere architettoniche è un’esigenza prioritaria in tutte le società contemporanee.

Quanto al nostro Paese, dalla lettura del D. M. 236/89, recante le “prescrizioni tecniche necessarie a garantire l’accessibilità, l’adattabilità e la visitabilità degli edifici privati e di edilizia residenziale pubblica sovvenzionata e agevolata, ai fini del superamento e dell’eliminazione delle barriere architettoniche”, emerge che per il nostro ordinamento queste siano da intendere in termini di ostacoli fisici o legati alle percezioni visive o uditive. Più in generale, rientra nel concetto di barriera architettonica tutto ciò che impedisce alle persone (e non solo, dunque, ai portatori di handicap) di muoversi liberamente nello spazio all’interno e all’esterno di edifici o costruzioni.

In questa prospettiva, il montascale risulta al giorno d’oggi uno strumento imprescindibile nella corsa ai traguardi dell’accessibilità e delle case realizzate “a misura di disabile”. Elemento chiave nella progettazione dei montascale moderni è, infatti, quello della personalizzazione: il dispositivo di regola viene realizzato nel rispetto delle esigenze dell’utilizzatore e della sua famiglia e in base alla gravità dell’handicap, alla tipologia della scala e alle caratteristiche generali dell’ambiente destinato ad accoglierlo. Altro aspetto fondamentale è poi quello della sicurezza: oltre ad essere soggetto a rigorosi test di collaudo, il montascale – tanto quello per uso in interni quanto quello destinato a una installazione in esterni – deve essere munito delle necessarie certificazioni internazionali ed europee.

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Installare un montascale non significa soltanto facilitare l’accesso alle scale da parte di anziani o disabili: è la qualità della vita dell’utilizzatore e dei suoi cari a trarne beneficio

signora su montascale a poltroncina rettilineo
Infatti, a mano a mano che la cultura del montascale si è fatta largo anche alle nostre latitudini alcuni gravi problemi hanno finalmente trovato rimedio, a partire da quello del rischio di caduta dalle scale, il peggior incubo delle persone con mobilità ridotta. Ma non soltanto: quante famiglie in passato sono state costrette dalle circostanze a massicci e onerosi lavori di modifica o ristrutturazione della propria abitazione – se non addirittura doverla abbandonare per andare a vivere altrove – per venire incontro alle esigenze di un parente anziano o disabile? Il montascale, al contrario, consente di mantenere inalterati gli ambienti domestici, con conseguente notevole risparmio di tempo e denaro.

L’installazione del montascale rappresenta anche una valida alternativa al ricovero degli anziani negli istituti di riposo. Infatti, la possibilità di muoversi con sicurezza all’interno dell’ambiente domestico ha spesso e volentieri sollevato i familiari dell’utilizzatore dal compito – sempre gravoso, talvolta impossibile – di organizzare veri e propri “turni” di assistenza, a conferma che la qualità della vita passa in primo luogo dagli elementari gesti quotidiani quali salire e scendere le scale di casa senza dover necessariamente dipendere dagli altri.

Una delle sfide del nostro tempo è di certo quella della realizzazione di una casa “intelligente”. Una delle chiavi di volta in questo senso è rappresentata dalla domotica: una vera e propria nuova scienza degli anni Duemila che raggruppa quelle tecnologie che consentono l’automazione di tutte le strutture abitative.

Il ruolo del montascale si inserisce perfettamente anche in questo contesto: a poltroncina, a piattaforma, a cingoli o a ruote, il dispositivo è in grado di risolvere tutti i problemi di superamento delle scale, in sicurezza e comfort. Così la casa diventa “a misura di disabile”. Definitivamente.


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Galleria fotografica riguardante la storia del montascale



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