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Quest’anno 50 stazioni italiane diventeranno accessibili a tutti

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I pareri degli utenti intorno alle Ferrovie dello Stato non sono di certo sempre positivi, anzi: non mancano mai critiche relative ai puntualissimi ritardi dei treni, alla sporcizia delle carrozze e delle stazioni e alle tante altre piccole e grandi pecche di questo servizio di trasporto pubblico. C’è però qualcuno che ha ben più diritto di lamentarsi: parliamo ovviamente delle persone disabili, le quali nelle stazioni italiane trovano spesso delle barriere architettoniche che non lasciano loro alcuna possibilità di viaggiare in autonomia e in modo confortevole. Di più: in alcuni casi l’accesso ai treni non è solamente difficoltoso, è del tutto impossibile.


Le campagne di sensibilizzazione

Va sottolineato che, dopo anni di proteste, qualcosa si sta finalmente muovendo, anche grazie a delle campagne di sensibilizzazione specifiche, come quella  #vorreiprendereiltreno, organizzata dalla omonima Onlus. Insomma, parte del pubblico italiano è stato efficacemente sensibilizzato sul tema delle barriere architettoniche nel mondo del trasporto pubblico, e così, anche grazie a questa nuova spinta dal basso, la Rete Ferroviaria Italiana (Rfi) si è impegnata a fare investimenti importanti per rendere le stazioni dei treni più facilmente accessibili per i portatori di disabilità.


Gli interventi per eliminare le barriere architettoniche nelle stazioni italiane

Nel dettaglio, per l’innalzamento dei marciapiedi, per l’installazione di piattaforme elevatrici per persone e per altri interventi strutturali finalizzate a migliorare l’accessibilità della Rete, Rfi si è impegnata ad investire 2,5 miliardi di euro nei prossimi 10 anni. L’obiettivo, con questo tesoretto, è quello di rendere perfettamente acessibili 620 stazioni italiane che tutt’oggi presentano delle pesanti carenze sotto questo punto di vista. Nello specifico, gli interventi strutturali programmati saranno costituiti dall’indispensabile innalzamento dei marciapiedi a 55 centimetri dal piano dei binari, così da eliminare il salto tra la banchina e il treno; dall’installazione di percorsi e di mappe tattili per i non vedenti; dalla riqualificazione delle pensiline e, in caso di bisogno, dalla realizzazione di nuove; dall’installazione di ascensori per ovviare all’utilizzo delle scale, anche di quelle mobili; infine, dalla riqualificazione dei sottopassaggi, che contemplerà la costruzione di nuove rampe di accesso ai binari.


Una segnaletica migliore

La Rete Ferroviaria Italiana non vuole però rendersi più accessibile unicamente a chi presenta delle difficoltà di tipo motorio. Le barriere architettoniche, insomma, non sono l’unico problema. Anche le persone con disabilità sensoriali e cognitive incontrano infatti molte criticità nelle stazioni italiane, e per questo parte dei finanziamenti verrà utilizzata per migliorare la segnaletica e l’illuminazione delle stazioni, per installare dei monitor informativi e degli impianti di diffusione sonora, nonché per creare nuove aree di sosta.

Di certo la rivoluzione delle stazioni italiane non avverrà in pochi mesi: già il fatto che questi investimenti per eliminare le barriere architettoniche siano previsti nell’arco di un decennio la dice lunga sul tempo che sarà effettivamente necessario per abbattere tutte le barriere architettoniche delle stazioni italiane. È però un inizio: per il 2018 sono previsti lavori di ammodernamento in 50 stazioni, per un esborso totale di 220 milioni di euro. La Rete Ferroviaria Italiana, dunque, sta pian piano diventando quella che dovrebbe essere, ovvero la rete di tutti quanti, anche delle persone disabili. La speranza, in ogni modo, è che non solo Rfi proceda in questa direzione, ma che tanti altri soggetti pubblici e privati prendano come esempio questa iniziativa, installando rampe, montascale, miniascensori e mappe tattili per rendersi finalmente accessibili a tutti i disabili.

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