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Vittorio Sgarbi e la sua idea di “città civile”.

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Sgarbi-handicappati-Urbino-scaleLa prima cosa che viene da pensare è che Vittorio Sgarbi sia  così convinto della vittoria nella corsa alla poltrona di primo cittadino di Urbino da poter fare a meno del voto dei disabili e di tutte le persone che convivono con problemi di mobilità ridotta.

Difficilmente, infatti, il critico d’arte potrà contare sul sostegno di costoro dopo la “sparata” fatta in occasione di un’intervista rilasciata a Maria Gabriella Lanza della testata on line “il Ducato”: “Una città civile non ha ascensori né scale mobili. Ci sono le biciclette o qualsiasi altra cosa. Solo le città abitate da zoppi, nani e handicappati hanno le scale mobili. Se le devono mettere nel culo” ha dichiarato Sgarbi senza mezzi termini. rgentin-Sgarbi-Urbino-scale

Accessibilità? Integrazione? Diritti dei cittadini? Tutte parole senza senso per il candidato sindaco della città che diede i natali a Raffaello, per il quale piattaforme elevatrici, montascale e altri ausili per anziani e disabili sono “brutti” o, peggio ancora, indegni di una città civile.

Dalle pagine del Redattore Sociale, Ileana Argentin – esponente del Pd da anni in lotta per l’affermazione dei diritti dei disabili – ha risposto al critico d’arte: “Si sa come si nasce ma non si sa come si muore, ecco cosa rispondo a Sgarbi, pover’uomo. Non gli auguro certo di aver bisogno anche lui, prima o poi, di scale ed ascensori. Ma certo la sua ignoranza mi lascia senza parole e mi stupisce ogni giorno di più”. 

Incalzato dalle polemiche, Sgarbi ha voluto precisare: “Non mi stavo rivolgendo a chi soffre di infermità fisiche. Il mio era un attacco agli amministratori e ai politici, zoppi e nani mentali perché non sanno riconoscere il patrimonio artistico di Urbino nel suo incommensurabile valore”.

Basterà questa rettifica per spuntarla nella corsa alla fascia tricolore di sindaco?

 

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