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Sentenza shock: “Usare contrassegni per disabili altrui non è reato”

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contrassegno parcheggio per disabiliLa sentenza è di quelle destinate a far discutere, e già è partito il tam tam sui social network: ricollegandosi a una pronuncia della Corte di Cassazione datata 2011, il giudice del tribunale di Bari, Flora Cistulli, al termine di un procedimento durato quasi tre anni (i fatti risalgono al 2009) ha stabilito che utilizzare in auto un contrassegno per disabili appartenente ad altri non costituisce reato.

Vigili urabani in motocicletta
Ha così assolto un funzionario di banca che aveva parcheggiato sulle strisce blu esponendo sul parabrezza della sua Bmw il permesso per disabili intestato al padre.

Secondo il giudice  – che ha accolto in toto le argomentazioni della difesa – il fatto “non costituisce reato”: il 47enne barese è stato scagionato dunque dalle accuse di sostituzione di persona e truffa aggravata.

La denuncia era partita dagli agenti della Polizia Municipale, che non avevano dato peso alle giustificazioni dell’interessato (il quale aveva spiegato d’essersi dovuto allontanare anzitempo dal luogo di lavoro per andare a soccorrere il padre, colto da malore).

La decisione crea un precedente destinato  a chiudere con l’assoluzione degli imputati tutti i processi nati per casi analoghi dalle segnalazioni dei vigili urbani “per uso improprio del contrassegno” (40 procedimenti soltanto a Bari).

Per Gioacchino Visaggi, dell’associazione Paraplegici Puglia, si tratta di una beffa: “Le decisioni si rispettano, ma non la condividiamo. Per fortuna sui nuovi pass predisposti dal Comune sarà obbligatoria la fotografia, e questi abusi diminuiranno”.

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