Home » Blog » Persone e disabilità » Lascia lavoro per la figlia: “Vivo in auto da quando non cammina più”

Lascia lavoro per la figlia: “Vivo in auto da quando non cammina più”

| 0

scuola-disabile-dorme-auto

“Facevo il meccanico, ma ho lasciato il lavoro. Perché? Perché mia figlia Claudia ha bisogno di me”. La Repubblica ha raccontato la storia di Gaetano Di Gregorio, che ogni mattina dalle 8 alle 13.30 aspetta che la figlia – costretta in carrozzina dalla disabilità – concluda le ore di lezione a scuola. “Lei ha bisogno di me. La accompagno e aspetto sotto la scuola dentro la mia auto. Per lei è importante sapere che ci sono, sapere che per qualsiasi cosa sono qui, pronto a intervenire” ha spiegato l’uomo, residente a Santeramo, in provincia di Bari. Ma che malattia affligge la ragazza? “Non lo sappiamo con certezza. Prima ci hanno parlato di Sla, poi di Duchenne. Mia figlia ha avuto una crisi respiratoria circa due anni fa. Era notte, il suo cervello è rimasto per troppo tempo senza ossigeno. Al suo risveglio dal coma, durato due settimane, hanno fatto tutte le analisi. di gregorio-claudia-disabile-autoSiamo andati a Pisa, a Roma… niente da fare, quella di mia figlia è una malattia senza nome. Degenerativa, anche se negli ultimi giorni sembra stare un po’ meglio”. La giovane respira grazie a una valvola tracheotomica. La sua muscolatura va progressivamente indebolendosi, e comincia a far fatica anche a scrivere al pc. Nonostante ciò “non abbiamo saltato nemmeno un giorno di lezione. Lei è eccezionale, la sua forza di volontà è incredibile. Se Claudia, a dispetto delle previsioni dei medici che le davano pochissime speranze, oggi è a scuola, perché io non dovrei essere qui?” racconta Di Gregorio indicando la sua vecchia jeep bianca: paraurti arrugginito, sedili malandati, finestrini sempre abbassati. E l’officina meccanica? “La apro tre mesi l’anno, quando Claudia non va a scuola e mia moglie è a casa”. Di Gregorio è sempre accanto alla figlia: “Spesso mi chiamano in classe per aiutarla a rimuovere il muco. Potrebbe farlo un infermiere ma preferisco farlo io, non vorrei che lei si sentisse abbandonata”. L’uomo racconta che in questi casi la figlia l’accoglie sorridendo: “Il suo unico desiderio è che un ricercatore, o uno scienziato, si prenda cura di lei. Claudia vuole imparare, vorrebbe sempre essere interrogata. Pensi che ha chiesto una lavagna luminosa: arrivare alla cattedra per lei ormai è troppo difficile”. De Gregorio lo dice mentre sale le scale della scuola: l’ha appena chiamato il bidello, sua figlia ha bisogno di lui.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *