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Napoli, le rubano il montascale: donna disabile prigioniera in casa.

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Succede anche questo in un Paese, l’Italia, lontano ancora anni luce da altre realtà sul fronte dell’integrazione e della cultura dell’accessibilità: a Giugliano, alle porte di Napoli, la cinquantaseienne Rosaria Esposito – costretta in carrozzina dall’età di 11 anni per le conseguenze di una vaccinazione sbagliata- ha subito il furto del montascale che le consentiva di accedere alla propria abitazione.

“Con mio marito siamo usciti alle tre del pomeriggio. Al rientro, attorno alle dieci, ci siamo accorti che dall’androne del palazzo dove abitiamo era sparito il montascale” ha raccontato l’interessata. 

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Non potendosi permettere l’acquisto di un impianto fisso perché i costi per l’acquisto del montascale erano fuori dalla sua portata, la donna aveva ricevuto il dispositivo in comodato d’uso dalla Asl di Napoli.

Si tratta di un montascale a cingoli, idoneo per il trasporto della carrozzina su scale e, dunque, indispensabile per permettere alla Esposito di entrare e uscire liberamente da casa.

Risultato: non essendo lo stabile dotato di ascensore (“il Comune ha sempre fatto sapere che per carenza di fondi sarebbe stato impossibile installarlo”), la donna risulta “prigioniera” in casa.

E ha dei sospetti: “Il montascale pesa più di un quintale ed è lungo quasi due metri. Per portarlo via ci si saranno messi almeno in quattro. Possibile che nessuno si sia accorto di niente? I ladri conoscevano gli orari dei miei spostamenti”.

Un furto su commissione? Sul caso indagano i carabinieri. In attesa dell’esito delle indagini, assistiamo all’ennesimo caso di inciviltà, reso ancor più disprezzabile dalla condizione di disabile della vittima.

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