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Ritardo mentale e disabilità cognitiva: i diritti del disabile

Il ritardo mentale o disabilità cognitiva comprende deficit dell’intelletto e della capacità di adattamento negli ambiti concettuali, sociali e pratici. Nel dettaglio la definizione di ritardo mentale è stata sostituita della disabilità cognitiva o disabilità intellettiva.

Un concetto che, nel manuale diagnostico dei disturbi mentali (DSM-5) equivale al ritardo lieve e al ritardo medio, che causano la disabilità cognitiva. Si tratta, in particolare, di una disabilità evolutiva, che racchiude in sé anche le disabilità intellettuali acquisite a causa di traumi durante i periodi dello sviluppo.


Ritardo mentale


Come nasce e si sviluppa il ritardo mentale

La disabilità che si definisce comunemente come ritardo mentale è un disturbo che esordisce in età evolutiva e racchiude deficit del funzionamento intellettivo e adattivo. Con il primo, anche detto ritardo cognitivo, ci si riferisce particolarmente alle capacità mentali come problem solving, pianificazione, capacità di giudizio, apprendimento scolastico e l’apprendimento dell’esperienza.

Con ritardo mentale lieve o medio si intende un basso QI o quoziente di intelligenza. Che si ottiene tramite test di intelligenza come la Scala di Wechsler, la Stanford Binet, la scala Leiter-R: se sotto a 70 o inferiore si parla di minore funzionamento intellettivo. Oltre al semplice test del QI è da valutare anche il funzionamento adattivo generale del soggetto.

Nel dettaglio con funzionamento adattivo si farà riferimento all’efficacia con cui si affrontano le situazioni quotidiane sulla base degli standard di autonomia definiti per fascia d’età, ambito socio culturale e contesto ambientale.


Ritardo mentale: la disabilità intellettiva e la sua classificazione

In base alle funzionalità compromesse possiamo identificare quattro livelli di gravità, dal ritardo mentale lieve a quello moderato o grave fino al grado estremo. La gravità viene classificata sulla base di tre criteri:

  • Criterio concettuale, che comprende le competenze linguistiche, abilità di lettura, scrittura, matematica e ragionamento e memoria;
  • Criterio sociale, che comprende la capacità empatica, il giudizio sociale e interpersonale, la capacità di comunicazione e di fare amicizie;
  • Criterio sociale, che riguarda abilità personali come il sapersi prendersi cura di se stessi, la responsabilità sul lavoro, la gestione del denaro e del tempo libero.

Le caratteristiche del ritardo mentale lieve

Si tratta del ritardo mentale più diffuso, con una media di circa l’83-85% delle persone e nei bambini si manifesta con carenze nelle capacità sociali e comunicative nel periodo dai 0 ai 5 anni d’età, con una compromissione anche delle abilità senso-motorie.

In queste situazioni la persona acquisisce durante l’età adulta capacità sociali e occupazionali che assicurano un livello minimo di auto sostentamento, ma necessitano di una guida e assistenza, soprattutto nelle situazioni di stress.

Le caratteristiche del ritardo mentale moderato

In questo caso parliamo di una forma di disabilità che prevede un ritardo mentale moderato e accomuna il 10-14% dell’intera popolazione. In questo caso i bambini arrivano ad acquisire molto lentamente il linguaggio e le abilità prescolastiche e al termine dell’iter evolutivo arrivano ad acquisire un’organizzazione cognitiva tra i 4 e 7 anni.

Le caratteristiche del ritardo mentale grave

Questa situazione si riscontra nel 3-4% dei soggetti con questa patologia e la produzione verbale è costituita da poche parole o frasi semplici.

La maggior parte delle persone affette da ritardo mentale grave si trova bene in comunità o nella vita in famiglia, a meno di non dover richiedere di assistenza specializzata o altre cure.

In generale dobbiamo ricordare che il ritardo mentale non è un disturbo perenne e chi ha una diagnosi può adattarsi all’ambiente, anche se si associano disturbi come deficit di attenzione, ansia, autismo, movimento stereotipo o altri disturbi.


Le cause del ritardo mentale e del ritardo cognitivo

Nel 30 – 50% dei soggetti non è identificabile una causa chiara per il ritardo cognitivo, anche se prevalgono le cause psicosociali o biologiche. I fattori di rischio includono:

  • Ereditarietà (circa il 5%);
  • Alterazioni precoci dello sviluppo embrionali (30%).

I diritti del disabile con ritardo mentale

I diritti riconosciuti alle persone con ritardo mentale o disabilità cognitiva, non sono diversi da quelli ammessi per disabilità causate da altre patologie invalidanti. Per fruire dei vari benefici esistenti è fondamentale che sia stato certificato lo stato di handicap, ai sensi dell’articolo 3 della legge 104/92.

Come abbiamo approfondito in altri articoli del nostro blog la certificazione viene rilasciata a seguito di visita medica da effettuarsi presso la commissione medica della ASL di appartenenza.

Ovviamente si deve ben distinguere tra la condizione di handicap generica e i casi in cui la commissione medica riconoscerà lo stato di handicap in condizione di gravità, in questo ultimo caso si potrà contare infatti su un panorama di agevolazioni abbastanza ampio.

 


E’ utile sapere che c’è un caso dove non è necessario seguire rigidamente questa prassi, parliamo del riconoscimento dello stato di handicap per una persona con la Sindrome di Down. Per queste persone il percorso è diverso, possiamo dire molto più semplice, potranno infatti evitare tutta la burocrazia normalmente necessaria per la visita presso la commissione Asl.
Come stabilito dalla legge 289/2002 all’articolo 94 comma 3:

“ In considerazione del carattere specifico della disabilità intellettiva solo in parte stabile, definita ed evidente, e in particolare al fine di contribuire a prevenire la grave riduzione di autonomia di tali soggetti nella gestione delle necessità della vita quotidiana e i danni conseguenti, le persone con sindrome di Down, su richiesta corredata da presentazione del cariotipo, sono dichiarate, dalle competenti commissioni insediate presso le aziende sanitarie locali o dal proprio medico di base, in situazione di gravità ai sensi dell’articolo 3 della legge 5 febbraio 1992, n. 104, ed esentate da ulteriori successive visite e controlli. (…)”

Questo significa che le persone con la Sindrome di Down non dovranno sottoporsi alla visita presso la Commissione Medica della ASL, sarà sufficiente recarsi presso il proprio medico di famiglia per farsi rilasciare la certificazione di handicap.

Per maggiori informazioni sulla legge 104/92 ti invitiamo a leggere la normativa completa qui.

 

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