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I compagni in visita al Quirinale ma solo lui, autistico, torna a casa

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La classe in visita d’istruzione al Quirinale ma Antonio, dodicenne con problemi di autismo, resta a casa: nessuno infatti aveva avvisato dell’iniziativa né la famiglia né l’insegnante di sostegno del ragazzo. Ancora una volta sono i più piccoli a fare le spese della difficoltà di gestire con maturità e prontezza le situazioni che coinvolgono le persone colpite da disabilità (si veda a tal proposito l’articolo pubblicato su questo blog che racconta la storia del bimbo cui è stato negato l’accesso ai giochi del parco Gardaland di Peschiera del Garda). Sulle pagine della Stampa sono state pubblicate le  dichiarazioni della madre, Anna: “Le prime medie della scuola di mio figlio sono andate a Quirinale per il saluto al Presidente Napolitano. Una giornata di festa e amicizia, peccato che mi abbiamo chiamato dalla scuola attorno alle 9.30 perché andassi a prendere Antonio entro le 10.30. La classe andava al Quirinale, lui no. Antonio non riesce ad esternare le sue emozioni con la parola, ma so del suo turbamento interiore. E anche a me, nel vedere il suoi compagni sorridenti coi loro cappellini  e le magliette azzurre e rosse, è scesa una lacrima”. La scuola in questione è la “Di Donato”, un istituto modello del quartiere Esquilino, a Roma. visita-scuola.quirinale-autisticoFrequentato da tanti alunni cinesi e di altre nazionalità, nella persona dei suoi dirigenti è caduto nella svista -chiamiamola così – di non aver informato dell’evento né i famigliari di Antonio, né l’insegnante di sostegno del piccolo. Non una telefonata, una email, un sms.  Nulla di nulla. L’autismo, evidentemente, fa ancora paura. Non si sa come gestirlo, non si sa bene che fare, meglio soprassedere. Forse… ma certo non per una mamma battagliera come Anna. La donna, tramite Whatsapp, ha informato dell’accaduto i genitori dei compagni di Antonio, e subito è scattata la corsa alla solidarietà. Presto salta fuori che qualche giorno prima si erano svolte le prove generali dell’incontro col Presidente della Repubblica, e anche in quell’occasione la famiglia di Antonio era stata tenuta all’oscuro di tutto. L’indignazione monta tra le famiglie della classe del ragazzo, che fanno pressioni sulla presidenza della scuola Di Donato per trovare una soluzione. La preside non si trova, è già al Quirinale. La vicepreside, alla fine, chiama personalmente la signora Anna dichiarandosi disposta ad accompagnare lei stessa Antonio alla visita. Come d’incanto, in extremis il nome del dodicenne viene inserito nella lista dei partecipanti. Nel tardo pomeriggio avviene la stretta di mano di Antonio con il Capo dello Stato, dopo un bel giro tra i giardini del Quirinale scortato da un corazziere e l’incontro col ministro Giannini.

Tutto è bene quel che finisce bene? Probabilmente sì… ma c’è voluto il coraggio di mamma Anna e la solidarietà di tante famiglie perbene.

Possibile che l’autismo faccia ancora così paura in Italia?

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