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Una piazza di Fermo, nelle Marche, intitolata a un ragazzo disabile

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A un anno dalla sua scomparsa a causa di un male incurabile, il Comune di Fermo, nelle Marche, ha deciso di intitolare una piazza alla memoria di Albano Angelini, un ragazzo disabile “con un’infanzia difficile che ha costruito il suo percorso di integrazione attraverso l’affetto e la stima dell’intera comunità”.  

L’iniziativa è stata promossa dalla Comunità di Capodarco, che aveva ospitato Angelini per anni. Il responsabile, don Vinicio Albanesi, in occasione della cerimonia ufficiale ha voluto ricordare la storia di un ragazzo come tanti, ma in grado a dispetto delle difficoltà di “trovare un proprio equilibrio anche grazie al rispetto di Capodarco e della Comunità, che hanno saputo valorizzare il molto che aveva. Non era poeta, non era scrittore né medico. Era un uomo che ha vissuto con dignità, combattendo i propri limiti, pretendendo e ottenendo rispetto. Per questo è stato un grande”. 

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Cresciuto con un ritardo psicomotorio, dopo gli anni in collegio Albano aveva provato a trovare un lavoro. Dopo diversi tentativi e nonostante il parere negativo della commissione medica che lo giudicò non idoneo, presentammo al Comune di Fermo un progetto per una borsa di lavoro da operatore ecologico”, ha raccontato don Albanesi.

Dopo una fase iniziale di apprendimento, il ragazzo era diventato abile e capace, guadagnandosi la stima e l’affetto dei concittadini. Poi, la brutta malattia: “Per volontà della madre, ai suoi funerali è stata fatta una raccolta fondi per i bambini disabili della Casa della Carità di Penipe, in Ecuador”. Ai quali gli operatori potranno raccontare la storia di un disabile “normale” il cui nome oggi è anche quello di una piazza marchigiana: piazza Albano Angelini, giardiniere”.

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