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Discriminazione verso i disabili, condannata la Provincia di Pavia

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“Dopo anni di appelli caduti nel vuoto finalmente il tribunale di Milano ha imposto alla Provincia di Pavia di cessare la condotta discriminatoria nei confronti delle persone con disabilità”
Catia Pietra, rappresentante del comitato Comitato di Coordinamento pavese per i problemi dell’handicap, non ha nascosto la sua soddisfazione per il finale positivo di una battaglia condotta in nome dell’accessibilità e dell’integrazione.

sala-annunciata-catia-pietraIl casus belli era stato dato dall’acquisto da parte della Provincia di un montascale a cingoli per superare le barriere architettoniche presenti nella Sala dell’Annunciata, dove si svolgono i lavori della Provincia. Catia Pietra ha da subito affermato l’inadeguatezza del dispositivo a garantire alle persone con disabilità il comodo e sicuro accesso alla sala, caratterizzata dalla presenza di due rampe di scale per l’accesso ai palchi.
Si legge nella sentenza: “La prova pratica del montascale cingolato ha rivelato che questo è idoneo a permettere l’accesso ai palchi, seppur con lentezza e difficoltà, alle sole sedie a ruote di tipo tradizionale, mentre lo stesso non è adeguato per il trasporto di sedie motorizzate“, aspetto quest’ultimo da sempre denunciato da Catia Pietra, che vive in prima persona l’esperienza della disabilità.

Ancora, si legge: “La barriera architettonica opposta alla fruibilità di una significativa porzione di un edificio pubblico destinato, anche, a finalità istituzionali appare tanto più grave ove si ponga mente al fatto che lo spazio pubblico esaminato è pacificamente utilizzato quale sala consiliare della Provincia di Pavia”

Eppure il problema potrebbe essere facilmente risolto con l’installazione di un servoscala a piattaforma, oppure con una piattaforma elevatrice o un montacarichi per disabili. Questi strumenti al contrario di quelli mobili permetto alla persona disabile di superare la barriera architettonica in totale sicurezza e autonomia.catia-pietra-pavia-disabili

Assistita pro bono dall’avvocato Giuseppe Polizzi, Catia Pietra ha condotto la sua battaglia, riassumendola così: “Grazie al supporto tecnico offerto dagli avvocati, abbiamo deciso di intraprendere le vie giudiziarie per difendere i diritti delle persone disabili all’autodeterminazione. Di fronte a una politica sorda, esistono le aule di tribunale”.

I fatti hanno dato ragione alla battagliera Catia, col tribunale di Milano che, nel condannare la Provincia di Pavia, ha sottolineato nella motivazione la valenza discriminatoria al rifiuto opposto dall’Amministrazione a rendere possibile un accesso al palco della sala consiliare di Pavia per i soggetti dotati di carrozzina elettrica, e un accesso comunque più sicuro ed agevole per tutti i soggetti dotati di disabilità motorie”.

Un punto a favore nella battaglia, ancora tutta da vincere, sull’accessibilità e sull’abbattimento delle barriere architettoniche per il godimento pieno dei diritti di tutti i cittadini, disabili e non, nel nostro Paese.

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