Home » Blog » News » Scuola » Classe scarica compagna disabile “Costi troppo, niente gita a Parigi”

Classe scarica compagna disabile “Costi troppo, niente gita a Parigi”

| 0

padova-disabile-gita-facebook

Già la frase in sé fa abbastanza impressione: “Un buon sovrano sa che il singolo è sacrificabile per il bene dei più”. Se poi salta fuori che l’autrice è una studentessa liceale, e che la “destinataria” è una sua compagna di classe costretta da cinque anni in carrozzina a causa di una grave disabilità, c’è di che rimanere di sasso.

Il caso, riportato dal Mattino di Padova, è quello di una diciottenne iscritta al liceo Fanoli di Cittadella, piccolo centro del Veneto distante una trentina di chilometri dalla Città del Santo. Secondo quanto riportato, durante i preparativi per la gita di quinto anno a Parigi gli studenti si sarebbero accorti che la presenza della ragazza disabile avrebbe portato a una lievitazione dei costi considerata eccessiva. “Non possiamo spendere 600 euro per una gita”, è stato scritto su Whatsapp. “Vogliamo rendere tristi venti persone per farne contenta una sola? Certo, lei non ha colpe ma noi non possiamo aspettare all’infinito, perché l’organizzazione rischia di saltare. Urge una votazione in classe”. Infine, l’autrice lancia il sasso e ritira la mano: “Non voglio essere io a farglielo sapere, facciamoglielo dire da qualche altra sua amica”.

ragazza-gita-disabile-padova

Possiamo solo immaginare l’amarezza dell’interessata nel leggere queste frasi, da lei riportate (e poi cancellate dopo poco) su Facebook. In difesa dell’alunna disabile si è schierata la sorella: “Questo è puro razzismo. Mia sorella ha rinunciato per quattro anni ad andare in gita, ma i suoi compagni non si rendono conto degli sforzi e della lotta quotidiana che deve affrontare tutti i giorni per non sentirsi “diversa”. Ha pianto tutto il tempo, e ora della gita non vuole più saperne”.

In classe regna ancora l’incertezza: c’è chi vuole la compagna disabile a tutti i costi, c’è chi ammette che i costi salirebbero troppo (“ma non è colpa sua, è colpa della poca tutela da parte delle istituzioni”, è stato uno dei commenti). E lei, la disabile “rifiutata”, che dice? “Votare per la mia presenza alla gita? Che meschinità. Mi sono sentita trattata come un oggetto” .
E come darle torto?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *