Legge 104 testo aggiornato: regole e prescrizioni per “l’integrazione sociale e i diritti delle persone con disabilità”. Una normativa dettagliata e completa per i diritti e le garanzie offerte ai portatori di handicap.

In questa pagina vogliamo guidare il lettore attraverso le varie fasi della legge 104 92, dalla definizione di chi ne ha diritto, alle modalità con le quali avviene il riconoscimento e le varie agevolazioni e benefici previsti.

La legge 104/92 è una normativa complessa che richiama e/o si collega a diverse leggi o decreti, altre norme emanate successivamente completano il quadro di intervento a favore delle persone disabili e delle loro famiglie.
Per non parlare delle numerose sentenze della Cassazione e le circolari degli enti che nel corso degli ultimi 20 anni hanno affinato e precisato meglio finalità e ambito di intervento.

Ovviamente, il testo della legge 5 febbraio 1992 n. 104 rimane ancora difficile da interpretare per molte persone, ed è per questo che la trattazione che ci impegniamo ad offrire ha proprio l’obiettivo di consentire anche a chi non conosca il gergo legale di comprendere al meglio il suo fondamentale contenuto.

Ti stai sicuramente chiedendo: ma la legge 104 come funziona?
Qui ti sarà possibile sapere come presentare la domanda per il riconoscimento dell’handicap, capire chi abbia diritto ai benefici legge 104, come richiedere il pensionamento anticipato, le agevolazioni fiscali, i permessi e molto altro.


Una guida completa sulla Legge 104

Indice



Cosa prevede la legge 104?

Con l’entrata in vigore della legge 104/92, meglio definita “legge quadro sulla disabilità”, si è fatto un considerevole passo avanti per garantire il pieno rispetto della dignità umana, dei diritti di libertà e autonomia della persona disabile e per promuoverne la piena integrazione nella famiglia, nella scuola, nel lavoro e nella società.

La legge 104 92 ha riempito un vuoto normativo di rilevante importanza sociale, ha in qualche modo rivoluzionato il modo di intendere la disabilità. Già la sua caratteristica di “legge quadro” lascia chiaramente intendere che il suo ambito di intervento debba essere molto ampio. Le integrazioni e le modifiche successivamente intervenute hanno certamente accresciuto l’efficacia delle disposizioni previste nel testo originario della legge 104.

Definendo i diritti e dettando le linee guida, per assistenza e tutela delle persone con handicap, va a coprire quasi interamente tutti gli aspetti relativi al mondo della disabilità.

La legge 104/92 prescrive che vengano superati gli impedimenti derivanti dall’handicap creando le condizioni affinché la persona disabile possa raggiungere la massima autonomia possibile, gli vengano garantiti la partecipazione alla vita della collettività e la completa realizzazione dei suoi diritti.

A ogni persona affetta da minorazioni invalidanti si devono assicurare i servizi e le prestazioni di prevenzione, le cure e la riabilitazione nonché un’adeguata tutela giuridica ed economica. La legge 104 prescrive inoltre che si debbano prevedere e strutturare tutti quei servizi necessari a prevenire e superare situazioni di disagio sociale della persona con handicap.

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Legge 104 a chi spetta?

La legge 104 92 nel definire i soggetti aventi diritto stabilisce che portatori di handicap sono tutte quelle persone con una minorazione fisica, psichica o sensoriale, tale da determinare:

  • difficoltà nelle relazioni, nell’apprendimento o nell’integrazione lavorativa,
  • un processo di emarginazione o di svantaggio sociale,
  • riduzione dell’autonomia tale da rendere necessario un intervento di assistenza permanente, sia nella sfera delle relazioni che in quella individuale.

Quando ci si trova nella condizione di disabilità o quando si deve assistere un parente disabile, sopratutto se con handicap grave, ci si pone spesso la fatidica domanda: chi ha diritto alla legge 104?

Per comprendere bene chi abbia diritto all’applicazione della legge 104 sarà fondamentale considerare con attenzione il suo articolo 3, che definisce esattamente le caratteristiche. I requisiti individuati dalla legge 104/92 si riferiscono sia alle minorazioni fisiche, sia a quelle psichiche e sensoriali, ed essa introduce anche la definizione di persona con handicap grave.

In quest’articolo della legge vengono definite sostanzialmente due categorie principali di disabili, le persone con handicap e le persone con handicap grave. Saranno queste le persone che faranno richiesta legge 104 presentando l’apposita domanda.

Capire la differenza tra le due categorie individuate è essenziale, in quanto solo per chi si trovi in uno stato di disabilità grave sono previsti, soprattutto a livello familiare, benefici come quelli legati ai permessi e ai congedi lavorativi.

Particolare attenzione viene riservata dalla legge quadro sulla disabilità alle situazioni di handicap grave, queste godono infatti di priorità nell’accesso alle prestazioni e negli interventi dei servizi pubblici.

La legge 104 92 si applica a tutte le persone con disabilità che risiedono, abbiano domicilio o stabile dimora nel territorio italiano. Viene applicata anche ai familiari che assistono un portatore di handicap.

Disabili totali suddivisi per fascia di età
Disabili suddivisi per fascia di età – Dati ISTAT

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Come viene accertato l’handicap?

Un altro punto fondamentale previsto dalla legge 104/92 è costituito dall’accertamento dell’handicap. Questo è regolato dagli articoli 3 e 4 della legge dove vengono stabilite le caratteristiche dell’handicap stesso, la composizione della commissione medica che accerterà i requisiti legge 104 e le modalità operative della stessa.

Particolare attenzione merita l’argomento Legge 104 art 3 comma 3, è questa la parte che riguarda il riconoscimento dell’handicap grave. Se si hanno i requisiti richiesti per vedersi riconoscere la condizione di gravità prevista da questo comma si potrà usufruire dei benefici e delle agevolazioni specifiche.

La definizione dell’handicap riconosciuto: legge 104 requisiti.

All’articolo 3 della legge 104, oltre a essere definiti quali sono i soggetti aventi diritto alle tutele, vengono stabilite anche le caratteristiche che differenziano l’handicap. La parte più importante è proprio quella riguardante la definizione del tipo di handicap riconosciuto, questo perché saranno poi differenti i benefici e le assistenze che il servizio pubblico è tenuto a prestare.

Le due categorie di handicap classificate sono le seguenti:

Legge 104 art 3 comma 1: definisce la persona con handicap

Definizione di persona con handicap:
“E’ persona handicappata colui che presenta una minorazione fisica, psichica o sensoriale, stabilizzata o progressiva, che è causa di difficoltà di apprendimento, di relazione o di integrazione lavorativa e tale da determinare un processo di svantaggio sociale o di emarginazione.”

Legge 104 art 3 comma 3: definisce la persona con handicap grave

Definizione di persona con handicap grave.
“Qualora la minorazione, singola o plurima, abbia ridotto l’autonomia personale, correlata all’età, in modo da rendere necessario un intervento assistenziale permanente, continuativo e globale nella sfera individuale o in quella di relazione, la situazione assume connotazione di gravità. Le situazioni riconosciute di gravità determinano priorità nei programmi e negli interventi dei servizi pubblici.”

Con il riconoscimento della disabilità e della condizione di gravità le persone interessate e le famiglie che le assistono, possono contare su una serie di agevolazioni volte a favorirle nell’accesso ai sevizi sanitari, amministrativi e nell’integrazione sociale.


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La commissione medica che accerta chi ha diritto alla legge 104

L’handicap viene accertato a seguito di un esame medico svolto dinanzi a una commissione presente in ogni Asl. La commissione è composta, oltre che da medici, anche da psicologi e assistenti sociali. Dal 1 gennaio 2010 le commissioni mediche devono essere integrate da un medico dell’INPS.

La commissione medica che accerta la situazione di handicap è composta da:

  • un medico specialista in medicina generale al quale spetta la presidenza;
  • due medici che possono essere dipendenti o convenzionati della ASL di cui uno deve essere specialista in medicina del lavoro;
  • un medico specialista in neurologia, psichiatria o psicologia nei casi in cui la persona da visitare sia affetta da una menomazione psichica o intellettiva;
  • un medico dell’INPS integra la commissione come componente effettivo
  • un sanitario che rappresenti l’associazione di categoria alla quale è iscritto il richiedente: ANMIC, UIC, ENS, ANFAS;

Nei casi in cui si debba esaminare una domanda di riconoscimento della situazione di handicap grave, la legge 104 all’art. 1 comma 1 prevede che questa commissione debba essere integrata da due ulteriori figure professionali in servizio presso l’unità sanitaria locale:

  • un operatore sociale;
  • un esperto nel caso da esaminare;

Come chiedere la 104?

Per ottenere il riconoscimento della propria disabilità ai sensi della legge 5 febbraio 1992 n. 104, l’interessato deve:

  1. presentare la domanda legge 104 all’Inps; la domanda si presenta in via telematica o anche tramite enti appositamente abilitati (Caaf, Patronati, ecc.);
  2. rivolgersi al proprio medico curante perché trasmetta all’Inps la certificazione medica relativa alla disabilità.

Si nota spesso che vi è una discreta confusione sulle differenze tra invalidità civile al 100%, condizione di handicap e condizione di handicap grave. I benefici previsti dalla legge 104 non si applicano alle persone con invalidità civile, le quali, volendo usufruirne, dovranno presentare domanda e sottoporsi all’esame dell’apposita commissione presso le ASL di appartenenza.

Tipologia di disabilità suddivisa per fasce di età
Suddivisione per fasce di età in base alla tipologia di disabilità – Dati ISTAT

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Obiettivi della Legge 104 92

La legge 5 febbraio 1992 n 104, si propone la tutela delle persone con disabilità attraverso un’articolata serie di interventi, riassumiamo quelli più importanti:

  • prevenire la patologia mediante l’accertamento e la diagnosi di eventuali malformazioni e la terapia prenatale;
  • l’assistenza della gestante nelle gravidanze, i parti e le nascite “a rischio”;
  • servizi di terapia e riabilitazione, per consentire il recupero del disabile – se possibile – o per agevolarne la permanenza all’interno del suo contesto familiare;
  • il supporto alla famiglia, attraverso informazioni, sostegno psicologico, economico e il coinvolgimento negli interventi socio-sanitari;
  • azioni di prevenzione dirette ai bambini (anche nelle scuole) per contrastare la minorazione, limitarne i disagi, accertare l’insorgenza di malattie invalidanti (attraverso controlli medici periodici);
  • interventi volti ad assicurare la salubrità degli ambienti sui luoghi di lavoro, nell’ambiente di vita e la prevenzione di infortuni.

Gli scopi sociali della legge 104 del 1992

Gli obiettivi della legge 104 con una rilevante valenza sociale si possono sintetizzare nei seguenti punti:

  • Garantire il rispetto della dignità umana del soggetto disabile e della sua famiglia;
  • Consentire l’autonomia e la libertà di movimento di chi abbia una disabilità;
  • Promuovere l’integrazione piena della persona, a livello sociale, nella famiglia, nel lavoro e nella scuola;
  • Rimuovere, e anche prevenire, tutte le condizioni che possono impedire lo sviluppo della persona e il raggiungimento per essa di un buon grado di autonomia;
  • Consentire anche il recupero funzionale e di tipo sociale di chi abbia un handicap a diversi livelli;
  • Tutelare a livello giuridico la persona con disabilità;
  • Eliminare le barriere architettoniche che rendono impossibile la libera circolazione della persona disabile.

Si può, quindi, comprendere come la legge 104 del 1992 abbia degli obiettivi nobili, e come solamente conoscendola, e facendola applicare nel modo corretto dalle Istituzioni, sia possibile arrivare davvero a tutelare ed assistere le persone disabili.

Spesso trascuriamo il fatto che una percentuale rilevante delle persone con disabilità sono anziani, ben otre il 70% del totale. Nella maggior parte dei casi con pensioni misere, necessitano pertanto di un’assistenza e di servizi sanitari che funzionino.

Esattamente quello che si propone la legge 104: deve essere applicata pienamente!

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Cura e riabilitazione

L’art. 7 della legge 104 prescrive che debbano essere garantiti alle persone con disabilità adeguati livelli di cura e riabilitazione oltre a favorire l’inserimento e l’integrazione sociale. Questo deve avvenire integrando programmi di prestazioni di assistenza sanitaria e sociale che valorizzino le abilità delle persone con handicap coinvolgendo la famiglia e la comunità nella quale vive.

Per realizzare questi programmi il Servizio Sanitario Nazionale si serve di strutture proprie o convenzionate per garantire al disabile:

  • gli interventi riabilitativi e ambulatoriali, a domicilio o nei centri socio-riabilitativi ed educativi;
  • la fornitura e la riparazione degli strumenti necessari a trattare le menomazioni.

La prevenzione e la cura sono due cardini della legge 104, questo per garantire un livello di assistenza che permetta alla persona con handicap una vita piena e integrata nella società.

Molta importanza viene data alla diagnosi precoce, vedasi il percorso delle gestanti in caso di gravidanza a rischio, sottoposte ad un controllo preventivo piuttosto articolato e completo.

Quest’ultimo aspetto ha permesso negli ultimi anni di ridurre notevolmente quelle disabilità derivate da patologie del feto, con la medicina moderna in molti casi curabili, o anche le stesse cerebrolesioni da parto statisticamente regredite.

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Disabilità e Integrazione Sociale

Con l’art. 8 la legge quadro 104 stabilisce linee di indirizzo mirate all’inserimento e alla piena integrazione sociale della persona affetta da handicap. Sono previsti interventi di assistenza sociale e sanitaria a domicilio, che possono essere anche di tipo economico a sostegno della persona con disabilità e del nucleo familiare che lo assiste.

Particolare attenzione viene data a favorirne la mobilità e l’autonomia negli ambienti domestici e nei luoghi pubblici con programmi di abbattimento delle barriere architettoniche.

Inoltre sono indicati i necessari provvedimenti per garantire ai disabili il diritto all’informazione e allo studio, con particolare attenzione a strutture e dotazioni didattiche adeguate allo scopo e alla disponibilità di personale docente e assistenti appositamente qualificati.

Dovranno essere disposte misure atte a favorire l’inserimento e la piena integrazione della persona con disabilità nel mondo del lavoro, oltre ad adeguare servizi educativi, strutture sportive, quelle per il tempo libero e per la socializzazione.

La situazione in Italia e in Europa

Siamo ancora ben lontani dagli standard nord europei, dove la cultura della disabilità è in uno stadio molto più avanzato. C’è da dire che in questi paesi non solo hanno legiferato prima, ma anche l’approccio è stato completamente diverso.

La cultura della disabilità viene inculcata sin dai primi anni della scuola dell’obbligo, le persone crescono maturando in maniera spontanea e naturale l’abitudine ad includere ed integrare le persone con disabilità. In Italia capita spesso di leggere sui quotidiani di fatti eclatanti che vedono la prevaricazione dei diritti di una persona disabile, in questi paesi è una rarità.

L’esempio classico è quello delle insuperabili barriere architettoniche, da noi sono necessarie le battaglie mediatiche per ottenere un montascale in una scuola o in un ufficio pubblico, ci accorgiamo dell’esigenza quando il problema è già presente. Nei paesi anglosassoni realizzano la soluzione a prescindere, quando si presenterà l’esigenza per loro non sarà un problema, sono già attrezzati a gestirla.

Basti pensare all’abbattimento delle barriere nelle abitazioni private, il presupposto iniziale per la piena integrazione di una persona disabile nella società. E’ abbastanza semplice capire il perché: se non può uscire di casa come potrà integrarsi nella società e nel mondo del lavoro?


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Legge 104 e burocrazia: un’ostacolo spesso insormontabile

Ebbene, nel belpaese non solo le risorse riservate a questo capitolo sono insufficienti, spesso ci si trova anche a dover combattere delle vere e proprie battaglie per superare la barriera peggiore: la burocrazia.

Nei sopracitati paesi nord europei sono davanti a noi anche in questo: l’abbattimento barriere nelle abitazioni private, per disabili e anziani, viene garantito direttamente dal servizio sanitario. Questo avviene con le procedure collaudate e strutturate per l’assistenza protesica.

Sentiamo spesso parlare di Europa, di ciò che ci chiede di fare o di ciò che ci può dare, mai però di come mettere in pratica gli esempi di maturità culturale e di crescita civile che ci “sbatte continuamente in faccia”.

La legge 104/92 può risolvere il problema, purtroppo non ha ancora trovato piena applicazione!

Disabili suddivisi per fascia di età e area geografica
Persone disabili in Italia suddivise per area geografica e fasce di età – Dati ISTAT

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Handicap o disabilità, le differenze per la Legge 104/92

Con l’esigenza di seguire con precisione le linee di indirizzo e le regole stabilite dalla legge 104 che distingue le caratteristiche della disabilità, risulta naturale affrontare il discorso di queste definizioni, in genere utilizzate impropriamente senza particolari distinzioni.

E’ questo il caso delle definizioni “Handicap” e “Disabilità”. Questi due termini, che hanno significati completamente diversi, nel gergo comune vengono spesso confusi ed utilizzati impropriamente.

Si rende pertanto necessario approfondire i differenti significati dei termini Disabilità ed Handicap per meglio comprendere anche alcune definizioni della Legge 104 92.

In generale, con il termine Disabilità si definisce la presenza di una qualche menomazione psichica oppure fisica, che porta il soggetto interessato a trovarsi in una situazione di svantaggio. Il fatto, ad esempio, di non vederci bene, di non sentirci, oppure di avere difficoltà a camminare saranno tutte forme di disabilità.

L’handicap è una conseguenza della disabilità.

Per meglio comprendere possiamo considerare una persona che a causa di un incidente è diventata paraplegica, non ha più la funzionalità degli arti inferiori: questa è la sua disabilità.
Questa persona non avendo la funzionalità degli arti inferiori ovviamente non può più camminare: questo è il suo handicap.

Quando si parla della condizione di disabilità e degli handicap che ne derivano, non si può non pensare a quello che è lo svantaggio sociale che la persona vive sulla sua “pelle” proprio a causa della menomazione che lo riguarda.

Quindi, nel momento in cui una persona sia stata riconosciuta come invalida, si potrà evidenziare anche la persistenza di quegli svantaggi che fanno parte del suo handicap.

Questo fa capire anche per quale motivo il termine handicap sia spesso utilizzato anche fuori dal contesto della legge 104/92 e, in generale, delle disposizioni che regolano i diritti di una persona disabile.

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Legge 104 agevolazioni: Quali sono?

Il quadro delle agevolazioni previste dalla legge 104 del 1992 e dai successivi aggiornamenti, apre un argomento articolato e complesso, è infatti uno dei cardini di questa importante norma. Queste diverse categorie di agevolazioni sono destinate direttamente alle persone con handicap o ai familiari che li assistono.

Le agevolazioni, quindi, riguardano non solo la persona disabile direttamente, ma anche la sua famiglia in modo da garantire al massimo chi abbia bisogno di assistenza.

Volendo fare un elenco delle agevolazioni legge 104, essendo come detto un argomento articolato per approfondire il quale si rimanda alla pagina dedicata, queste sono riassumibili cosi:

Permessi per disabili e familiari che li assistono

  • Agevolazioni lavorative sotto forma di permessi retribuiti riservati ai lavoratori disabili o ai parenti che li assistono. Le agevolazioni lavorative riservate alle persone disabili o ai Caregiver, vale a dire i familiari che li assistono, sono abbastanza flessibili, l’interessato può infatti usufruirne distribuendole nel corso del mese seconde le proprie specifiche necessità.
  • Le Detrazioni fiscali per i figli a carico sono uno degli altri benefici riservati alla persona disabile o al familiare che lo ha a carico. Ne esistono di diverse fasce con limiti di importo differente in funzione dell’età e del numero dei figli. Altro elemento che concorre a definire la soglia di queste detrazioni è ovviamente l’ammontare del reddito annuo del nucleo familiare.

Legge 104 agevolazioni fiscali per l’acquisto di ausili per disabili

  • Agevolazioni per l’acquisto, per l’adeguamento e per la gestione dei veicoli destinati al trasporto delle persone con handicap, sia che vengano utilizzati direttamente dalla persona interessata, sia che invece si riferiscano all’assistente familiare che se ne occupa.
  • Agevolazioni sotto forma di detrazioni Irpef o di Iva agevolata per l’acquisto di strumenti tecnici o informatici utili alla comunicazione o alla mobilità della persona disabile. In questa categoria di benefici sono comprese anche le detrazioni per il mantenimento del cane guida per i non vedenti o per i servizi di interpretariato di cui possono necessitare i non udenti.

Detrazioni per spese sanitarie e di assistenza

  • Le detrazioni per le spese legate all’assistenza, come quelle per poter pagare un OSS per le persone anziane non autosufficienti o per la persona con handicap, un educatore nel caso di bambini in età evolutiva e così via.
  • Le detrazioni per le spese sanitarie si riferiscono soprattutto a quelle relative all’acquisto di mezzi per deambulare, per le visite specialistiche e per eventuali ricoveri o trattamenti terapeutici per i quali ci si debba rivolgere a strutture sanitarie diverse da quelle del Servizio Sanitario Nazionale.

Pensione anticipata legge 104

Uno dei benefici più conosciuti tra quelli inseriti nella legge 104/92 è costituito dal pensionamento anticipato. L’anticipo pensionistico viene concesso ad alcune categorie di persone che, qualora ne abbiano diritto, dovranno farne domanda all’INPS.
In particolare, tale pensionamento anticipato viene consentito in presenza dei seguenti requisiti aggiuntivi.

  • Il lavoratore che abbia un’invalidità che superi il 75% avrà diritto, partendo dalla data del riconoscimento dello stato di disabilità, a due mesi annui di contributi aggiuntivi, in modo da poter andare in pensione anticipatamente;
  • Si prevede la possibilità di anticipare la pensione al massimo per cinque anni rispetto a quanto stabilito per chi abbia un problema di disabilità. Quindi, ad esempio, nel caso in cui l’età pensionabile sia prevista come riferita a 65 anni, la persona che abbia una disabilità potrà andare in pensione a partire dai 60 anni;
  • Per chi abbia un’invalidità superiore all’80% si prevede la possibilità di accesso anticipato rispetto alla pensione di vecchiaia.
    Si vede, quindi, come sia possibile usufruire della pensione anticipata legge 104 92, ma solo nel caso in cui ci sia la corrispondenza dei requisiti legati alla disabilità, sia di quelli correlati all’età.

Altre agevolazioni per chi ha la certificazione legge 104

Oltre a queste agevolazioni principali e maggiormente richieste, ne sono previste anche delle altre che ampliano l’ambito di strumenti per la tutela e per l’assistenza delle persone con handicap.

C’è il bonus sulla bolletta Enel per i disabili in condizione di gravità che utilizzano dispositivi salvavita che consumano energia elettrica. Nel testo originario la legge 104 non prevedeva questa agevolazione, si è aggiunta indirettamente a seguito di una deliberazione dell’Autorità per l’Energia entrata in vigore a gennaio 2013.

In questa deliberazione viene stabilito che il bonus energia in presenza di dispositivi elettromedicali salvavita, spetta alle persone con handicap grave riconosciuto ai sensi dell’art. 3 comma 3 della legge 104/92.

Pur essendoci dei benefici sotto forma di detrazioni fiscali per l’acquisto di mezzi tecnici e strumenti per la comunicazione, non è prevista invece nessuna agevolazione per quanto riguarda il canone RAI. L’esenzione da questo tributo è concessa solamente in alcune specifiche situazioni ad esempio agli anziani con età superiore ai 75 anni che abbiano un reddito annuo inferiore a 8000 euro.

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I permessi lavorativi secondo la Legge 104

La legge 104 del 1992 aggiornata, all’articolo 33, riconosce al lavoratore disabile alcune facilitazioni nel corso del rapporto lavorativo: i permessi di lavoro retribuiti.

Giova evidenziare cosa succede nei casi in cui i permessi riguardino disabili nella delicata fase di revisione del verbale di riconoscimento. Con la circolare n. 127 del 2016 l’Inps ha specificato le modalità di fruizione di questi benefici nella fase che intercorre tra la scadenza del verbale e il completamento dell’iter di revisione.

A chi spettano i permessi retribuiti art. 33 legge 104/92?

I permessi legge 104 retribuiti spettano solamente a lavoratori dipendenti con le seguenti caratteristiche:

  • Lavoratori dipendenti disabili in situazione di gravità;
  • Genitori di bambini che abbiano un handicap grave, con possibilità non solo di permessi, ma anche di congedi parentali, che possono arrivare ai sei mesi per ogni genitore e che possono prevedere anche delle estensioni;
  • Parenti affini e coniugi che potranno avere i permessi retribuiti per assistere il familiare disabile che sia stato certificato come grave. Questi soggetti saranno sia il coniuge, sia la persona che faccia parte di un’unione di fatto, sia, ancora, i parenti e gli affini entro il secondo grado e i genitori. Questo diritto spetta al terzo grado di parentela nel caso in cui la persona disabile non abbia la possibilità di affidarsi ad un parente o un affine che rientri nel secondo grado.

Permessi legge 104 ai lavoratori disabili gravi

Ai lavoratori dipendenti, purché disabili in situazione di gravità, spettano permessi orari giornalieri di una o due ore in funzione del numero di ore lavorate. Sono concessi permessi di due ore se la giornata lavorativa è di sei ore; di un’ora se l’orario giornaliero è inferiore alle sei ore.

In alternativa si può usufruire di tre giorni al mese di permessi retribuiti. Questi ultimi sono frazionabili, in modo che si possano avere delle ore di permesso distribuite in diversi giorni del mese.

Permessi legge 104 ai parenti che assistono disabili gravi

Ai parenti di persone con handicap grave, che siano lavoratori dipendenti, sono concessi i permessi orari giornalieri rapportati alle ore di lavoro effettivamente svolto. Se lavorano meno di 6 ore al giorno avranno diritto ad 1 ora di permesso, se l’orario di lavoro è superiore alle 6 ore il permesso sarà di 2 ore.

In alternativa potranno fruire di 3 giorni di permesso mensili che possono essere anche frazionati in ore. Infatti, in molti casi i così detti caregiver, cioè le persone che si prendono cura di un parente disabile, potrebbero non avere bisogno di giornate intere, ma anche solo di qualche ora per accompagnare il familiare a visite e ad incontri importanti.

Per i genitori di un bambino disabile grave di età inferiore ai 3 anni è previsto il diritto a un prolungamento del congedo parentale fino al terzo anno di vita del bambino. In questo periodo di congedo verrà corrisposta un’indennità pari al 30% della retribuzione.

Ai genitori di un figlio disabile in situazione di gravità che abbia già compiuto i tre anni e sino ai 12 anni di vita spettano i tre giorni di permesso mensili frazionabili in ore, o in alternativa il prolungamento del congedo parentale con un’indennità pari al 30% della retribuzione.

A chi non spettano i permessi retribuiti?

Non possono usufruire dei permessi di lavoro retribuiti:

  • i lavoratori a domicilio;
  • gli addetti ai servizi domestici e familiari;
  • lavoratori agricoli assunti a tempo determinato o occupati a giornata;
  • tutte le categorie di lavoratori autonomi;
  • i lavoratori parasubordinati come i lavoratori a progetto o le collaborazioni occasionali;

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Le competenze dell’INPS nella Legge 104

Legge 104 Inps: l’Istituto Nazionale Previdenza Sociale è sicuramente l’attore principale quando si fa riferimento a questa normativa. L’ente previdenziale si occupa anche di erogare i contributi per i disabili, ha un ruolo attivo anche nel riconoscimento della disabilità e nella gestione delle agevolazioni e dei benefici che ne conseguono.

Quale ruolo ha l’INPS nel riconoscimento dell’handicap?

Sarà infatti l’Inps a ricevere la domanda del disabile che avvia la procedura per la visita presso la commissione medica che accerterà i requisiti per il riconoscimento dell’handicap.

Proprio questa commissione medica istituita presso la ASL di appartenenza, ma alla quale partecipa anche un rappresentante dell’Inps, determinerà se la persona che ne ha fatto richiesta abbia i requisiti previsti dalla legge 104/92 per poter ottenere il riconoscimento della condizione di handicap.

Tutta la procedura si svolge ormai quasi interamente per via telematica sul sito dell’Inps. Qui gli interessati potranno scegliere il giorno, tra quelli disponibili, per l’appuntamento relativo alla visita che si dovrà effettuare. Successivamente alla visita presso la commissione, potranno monitorare anche lo stato di avanzamento delle loro pratiche.

Sempre l’Inps, attraverso il suo Responsabile del Centro Medico Legale, convaliderà il verbale approvato all’unanimità dalla Commissione Medica e provvederà a notificarlo all’interessato. Il ricevimento del riconoscimento farà partire il diritto a tutti i benefici e alle agevolazioni previste dalla legge 104 92 a vantaggio della persona interessata.

In caso di verbale della commissione approvato senza unanimità, sarà sempre il Responsabile del Centro Medico Legale dell’Inps a decidere se convalidarlo oppure se convocare una nuova visita entro 20 giorni.

Cosa compete all’INPS dopo il riconoscimento dell’handicap?

Essendo l’Ente previdenziale dello Stato, l’Inps si occupa di gestire tutto quanto concerne il trattamento pensionistico, quindi anche le pensioni riservate ai disabili, gli assegni di invalidità e le indennità di accompagnamento. Allo stesso modo si occupa di ricevere e di riconoscere le richieste di pensionamento anticipato spettanti ai disabili o ai familiari che li assistono.

Una delle agevolazioni più importanti a favore dei disabili o dei loro Caregiver è sicuramente quella che permette loro di potersi assentare dal lavoro, senza perdere la remunerazione, per un determinato numero di ore al mese. Presupposto fondamentale per poter usufruire di questo beneficio è che sia stata riconosciuta la condizione di handicap grave.

Una volta ricevuto il verbale con il quale viene certificato l’handicap grave come previsto dalla legge 104/92, si è nella condizione di poter richiedere le agevolazioni previste. Per queste agevolazioni, che siano richieste direttamente dal disabile o dal familiare che lo assiste, il meccanismo non cambia: si dovrà sempre presentare una domanda all’Inps.

Questo avviene soprattutto per i permessi lavorativi, per i quali, il richiedente è tenuto a presentare la richiesta attraverso i Servizi Online per il cittadino nel portale dell’Ente, oppure attraverso il Contact Center Inps-Inail. Come ultima ipotesi l’interessato potrà presentare la sua richiesta attraverso un patronato.

Allo stesso modo, la competenza dell’Inps per la legge 104 riguarda anche i controlli e gli accertamenti successivi: è l’organismo che si occupa, ad esempio, di individuare e di smascherare quelli che abusano delle agevolazioni lavorative.

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Legge 104 scuola: il diritto allo studio

L’istruzione può essere vista non solo come un mezzo per acquisire delle conoscenze, ma anche come uno strumento per l’integrazione sociale della persona con disabilità, per questo la legge 104/92 prevede anche degli indirizzi specifici proprio alla scuola.

Sono diversi gli articoli della legge 104 che trattano del percorso scolastico e più in generale di quello educativo e formativo delle persone con disabilità.

Il ruolo della scuola per la legge 104/92

Per la legge 104 92 l’istruzione ha un ruolo di primo piano. Alla persona disabile deve essere garantito il diritto allo studio perché costituisce uno strumento importante per favorirne l’integrazione sociale.

Per dare attuazione a questo principio, la legge prevede anche l’assistenza scolastica da parte di personale qualificato. La scuola deve prevedere idonee dotazioni didattiche e tecniche, che possano garantire al disabile il diritto allo studio.

Più in particolare, la legge 104 92 obbliga le scuole di ogni ordine e grado a elaborare uno specifico profilo in collaborazione tra l’Azienda Sanitaria, gli insegnanti e la famiglia del disabile; tale profilo va aggiornato al termine di ogni ciclo scolastico.

Il profilo deve tenere conto delle specifiche caratteristiche psico-fisiche, sociali ed affettive del minore ed ha lo scopo di metterne in luce esigenze, difficoltà e capacità.

Suddivisione per titolo di studio e fasce di età delle persone disabili
Persone disabili suddivise per titolo di studio e fasce di età – Dati ISTAT

Per la legge 104/92 la scuola deve essere a misura di disabile.

Gli insegnanti di sostegno hanno il compito di assicurare una assistenza scolastica il più possibile completa. Nella legge 104 del 1992 si sottolinea l’importanza della loro formazione e aggiornamento. Per questo motivo è previsto un percorso specifico per ottenere l’abilitazione all’insegnamento di sostegno.

Per gli studenti ricoverati, e perciò costretti all’assenza temporanea, la legge prevede l’organizzazione di classi costituenti sezioni distaccate della scuola statale.

Negli asili nido, è previsto l’adeguamento e l’organizzazione finalizzato alla socializzazione e al recupero dei bambini disabili, anche attraverso la presenza di personale scolastico specializzato.

Agli atenei è consentito prevedere piani di studio individuali e servizi di tutoraggio, se pur nei limiti del bilancio delle singole università. Potranno essere così garantiti servizi di interpreti nel caso di sordità, o ausili braille per il caso di cecità.

Sia negli istituti scolastici che nelle università, gli esami o le prove di valutazione devono tenere conto della partecipazione dello studente con disabilità. E’ garantito il diritto a tempi più lunghi per le prove scritte e il tutoraggio.

Il diritto allo studio viene tutelato anche nel caso di formazione professionale finalizzata all’avvio al lavoro. In particolare, la legge 104/92 prevede che sia i centri pubblici che quelli privati debbano tener conto delle esigenze e capacità degli allievi disabili, garantendo loro l’apprendimento attraverso attività mirate.

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Legge 104: tutela sul lavoro

Particolare attenzione è dedicata all’inserimento nel mondo del lavoro delle persone disabili, gli articoli della legge 104 92 che regolamentano questa materia sono i seguenti:

  • Art. 18: definisce gli aspetti legati all’integrazione lavorativa;
  • Art. 19: stabilisce chi sono i soggetti aventi diritto al collocamento obbligatorio;
  • Art. 20: detta le linee di indirizzo per quelle che saranno le prove d’esame nei concorsi pubblici e per l’abilitazione alle professioni;
  • Art. 21: fissa il diritto di precedenza nell’assegnazione della sede di lavoro per i disabili assunti nella pubblica amministrazione;
  • Art. 22: decreta che ai fini dell’assunzione al lavoro non deve essere richiesto il certificato di sana e robusta costituzione;

Si può facilmente intuire che con la legge 104/92 si vogliano stabilire con assoluta chiarezza le regole per la piena integrazione delle persone con disabilità nella società ed in particolare nel mondo del lavoro.

Questo fa si che da persone bisognose di assistenza si trasformino in risorse utili alla comunità e soprattutto possano costruire in maniera attiva una loro piena autonomia.

Il lavoro è infatti un pilastro fondamentale attraverso il quale lo Stato italiano intende promuovere il pieno inserimento sociale della persona disabile. La legge 104 del 1992 prevede delle misure mirate a eliminare le difficoltà del lavoratore disabile, garantendo condizioni di parità sostanziale con gli altri lavoratori.

La legge 104 92 incentiva l’attività di enti, cooperative, centri di lavoro guidato e associazioni di volontariato che hanno lo scopo di facilitare o di consentire il lavoro dei disabili.

Se queste organizzazioni sono in possesso dei requisiti specifici prescritti anche dalla normativa regionale, possono richiedere l’iscrizione in appositi Albi regionali per ottenere il riconoscimento e gli incentivi da parte degli enti locali.

Obblighi per le Regioni

Anche le regioni, infatti, debbono prevedere delle misure attive per l’inclusione sociale del lavoratore disabile.
Le regioni possono:

  • stabilire apposite agevolazioni che consentano al disabile di recarsi al lavoro o di svolgere un’attività lavorativa autonoma;
  • prevedere agevolazioni ai datori di lavoro affinché assumano persone disabili e/o per adeguare il luogo di lavoro alle loro necessità.

La tutela del disabile comincia sin dal momento del suo accesso nel mondo del lavoro, sia pubblico che privato. In occasione delle prove d’esame dei concorsi pubblici o per conseguire l’abilitazione professionale la legge 104 stabilisce condizioni di effettiva parità tra i lavoratori.

Per questo motivo riconosce al diversamente abile il diritto di disporre degli ausili necessari e di tempi aggiuntivi per lo svolgimento delle prove o degli esami.

Più in generale, al momento dell’accesso al lavoro o durante lo svolgimento dell’attività lavorativa il portatore di handicap ha diritto a essere valutato sulla base delle proprie capacità piuttosto che per il proprio handicap fisico o psichico.

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Diritto di voto

Nei casi più gravi e per i soggetti impossibilitati a spostarsi dalla propria abitazione (per esempio, chi è supportato da macchinari salvavita come il polmone artificiale, ecc.) può essere richiesta la votazione a domicilio.

In tal caso, il seggio elettorale dove risulta iscritto l’elettore impossibilitato, deve mettere a disposizione uno scrutatore che si recherà presso il domicilio per raccogliere il voto di chi ne ha fatto richiesta.

Agli elettori impossibilitati a esercitare in modo autonomo il diritto di voto ma che possono fisicamente raggiungere il seggio è consentito votare con l’assistenza di un accompagnatore.
Rientrano in questa casistica ciechi, amputati delle mani, affetti da paralisi o portatori di impedimenti fisici certificati dal medico appositamente messo a disposizione dall’Asl in occasione delle consultazioni elettorali.
Il disabile che ne presenti i requisiti, può anche chiedere all’ufficio elettorale di appartenenza l’annotazione sulla tessera al diritto permanente al voto assistito (cosiddetto timbro AVD).

Il diritto all’accompagnamento non è previsto per i portatori di un handicap intellettivo.

Agli elettori non deambulanti iscritti in un seggio elettorale non accessibile, la legge 104 92 riconosce la possibilità di votare in un’altra sezione priva di barriere architettoniche, purché nel medesimo comune.

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Mobilità e trasporti

Nel rispetto delle prescrizioni contenute nella legge 104 92 aggiornata, le Regioni devono redigere dei piani di trasporto e di adeguamento delle infrastrutture urbane per consentire ai disabili la libera mobilità sul territorio. Questi piani regionali devono permettere il raggiungimento di questo importante obiettivo mediante servizi di trasporto pubblico o servizi alternativi.

I Comuni, a loro volta, devono garantire modalità di trasporto individuali per quei disabili che non possono fare uso dei mezzi pubblici.

Per favorire la mobilità e l’autonomia dei disabili, se essi sono dotati di patente A, B o C speciale, la legge prevede che possano richiedere alle Asl, un contributo pari al 20% delle spese necessarie. Il contributo si intende concesso per l’adeguamento dei sistemi di guida delle automobili alle proprie esigenze.

Questi sono gli aspetti di carattere generale definiti dalla legge 104 del 1992, o una diretta conseguenza delle disposizioni normative emanate successivamente in attuazione della legge quadro 104. Stabiliscono doveri di regioni e comuni in merito alle infrastrutture, ai mezzi di trasporto urbano e ai contributi per gli adeguamenti dei veicoli destinati ai disabili.

Per meglio comprenderne l’impatto e l’ambito applicativo vediamo nel dettaglio quali possono essere i servizi interessati.

Cosa prevede la legge 104/92 per i mezzi di trasporto pubblico?

In tema di trasporti collettivi c’è da dire che l’articolo 26 della legge 104 detta indirizzi precisi a diversi livelli, vediamo quelli espressamente citati:

  • Alle Regioni è demandato il compito di disciplinare con norme e regolamenti propri le modalità con le quali i comuni dispongono gli interventi che consentano alle persone con handicap di muoversi liberamente. Questo deve avvenire affinché le persone con disabilità possano usufruire dei mezzi di trasporto collettivo, o dei servizi di trasporto alternativi, alle stesse condizioni di tutti gli altri cittadini.
  • Ai comuni, in ottemperanza alle linee di indirizzo stabilite dalla legge 104 e delle norme attuative emanate dalle regioni, è fatto obbligo di provvedere all’adattamento dei mezzi di trasporto pubblici per renderli fruibili anche alle persone con handicap. Se ciò non è possibile, perché non è possibile l’adattamento, o, come nel caso dei piccoli comuni, mancano i mezzi di trasporto pubblici, dovranno predisporre servizi di trasporto individuali alternativi.
  • I piani predisposti dalle Regioni per la mobilità delle persone disabili dovranno essere coordinati con i piani di trasporto dei comuni per ottimizzare al massimo la spesa e la qualità del servizio.
  • Per quanto riguarda il trasporto ferroviario il comma 4 dell’art. 26, prevede che anche le Ferrovie dello Stato debbano fare la loro parte, eliminando le barriere architettoniche nelle strutture e nei treni. Viene stabilito che debbano destinare a questo scopo una quota non inferiore al 1 per cento degli importi di tutti i mutui autorizzati all’ente. Il tutto con la finalità ultima di rendere completamente accessibili tutte le strutture e i mezzi di trasporto ferroviario.
  • Al Ministero dei trasporti è demandato il compito di individuare ed omologare il prototipo di mezzo trasporto pubblico idoneo e conforme alle finalità della legge 104. Sulla base dei piani di mobilità regionali e delle caratteristiche dei prototipi omologati, il Ministero dovrà anche predisporre i capitolati d’appalto ai quali, tutto il sistema del trasporto pubblico, dovrà fare riferimento per la sostituzione dei mezzi di trasporto su gomma.

Cosa prevede la legge 104/92 per i mezzi di trasporto individuali?

Per favorire la mobilità delle persone con handicap il veicolo privato adatto allo scopo è di fondamentale importanza. Questo perché, oltre a consentire alla persona disabile interessata il massimo grado di autonomia e di libertà di movimento, sgrava notevolmente la pubblica amministrazione dall’onere di predisporre servizi individuali alternativi.

L’articolo 27 della legge 104, la legge quadro sulla disabilità, indica sostanzialmente quali debbano essere le modalità per favorire sia l’acquisto che l’adattamento del veicolo.

In quest’ottica sono previste diverse facilitazioni:

  • Le ASL devono contribuire all’adattamento dei sistemi di guida dei veicoli affinché questi possano essere condotti dalle persone con impedimento motorio permanente e titolari delle patenti di guida speciali. Questo perché gli adattamenti vengono considerati alla stregua degli altri strumenti protesici extra tariffario già previsti.
  • Per l’acquisto delle autovetture destinate esclusivamente o prevalentemente al trasporto dei disabili, è possibile usufruire dell’aliquota iva agevolata al 4% e una volta ogni quattro anni è possibile anche accedere ad una detrazione fiscale del 19% su un importo massimo di 18.075,99 euro.
  • Per le vetture con i requisiti di cui sopra è possibile accedere anche all’esenzione del bollo auto. Questo è possibile quando la vettura viene utilizzata direttamente dalla persona disabile, oppure dal familiare che lo abbia fiscalmente a carico.

Facilitazioni riservate ai veicoli di persone disabili

L’articolo 28 della legge 104 prevede che debba essere facilitato l’uso dei propri veicoli alle persone con handicap fisico. Questo è finalizzato a garantire autonomia di movimento e integrazione nella società e nel mondo del lavoro.

Oltre alle facilitazioni per l’acquisto e per l’adattamento, ci sono altri due aspetti particolarmente importanti:

  • I comuni devono realizzare e garantire degli spazi di parcheggio riservati esclusivamente ai veicoli utilizzati dalle persone con handicap. Questo deve avvenire sia nei parcheggi gestiti direttamente sia in quelli dati in gestione o in concessione.
    A questo obbligo devono sottostare anche i parcheggi realizzati dai privati che devono prevedere un numero congruo di spazi di parcheggio disabili appositamente delimitati.
  • Sempre ai comuni è demandato il compito di verificare le richieste e di rilasciare il Contrassegno Europeo per disabili che consente di parcheggiare negli spazi riservati. Per avere questo permesso, la persona interessata deve presentare la domanda al comune dove risiede allegando la documentazione sanitaria che comprova la patologia invalidante.
    Verificati i requisiti il comune rilascia il contrassegno disabili che autorizza al parcheggio negli spazi riservati e alla circolazione in alcune aree altrimenti interdette.

Va sottolineato che il contrassegno disabili e il contrassegno invalidi son la stessa cosa, hanno la stessa identica funzione.
La differenza nelle due categorie di persone interessate sta in altre agevolazioni quali permessi dal lavoro, agevolazioni fiscali e trattamento pensionistico etc.

Questo documento è stato ormai uniformato alle disposizioni della Comunità Europea ed è quindi valido su tutto il territorio comunitario.

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Eliminazione Barriere architettoniche

Anche il tema dell’abbattimento delle barriere architettoniche è inserito nella legge 104, ed in particolare nel suo articolo 24 rimandando ad ulteriori disposizioni già presenti nel nostro ordinamento per poter eliminare tali barriere.

Il riferimento è in primis alla legge 13 1989 che contiene le disposizioni per l’eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici privati, e al suo regolamento tecnico e di attuazione, il Decreto del Ministero dei Lavori Pubblici n. 236 del 14 giugno 1989.

Poi si riferisce alle norme in vigore relativamente all’accessibilità degli edifici pubblici e a come devono essere strutturati gli spazi e i percorsi urbani per renderli perfettamente accessibili alle persone con handicap.

Inoltre, sempre nell’articolo 24 della legge 104 92 si prendono in considerazione quelle che sono le procedure per l’esecuzione dei lavori, ad esempio con l’obbligo di includere una documentazione grafica per i lavori stessi, oltre ad una dichiarazione di conformità delle opere, proprio in relazione all’accessibilità dell’edificio o della struttura urbana.

Gli uffici tecnici comunali, sulla base delle disposizioni della legge quadro 104 92 e le sue norme di riferimento, hanno l’obbligo di controllare che il progetto che è stato presentato consenta di eliminare e/o di prevenire le barriere architettoniche. A tale controllo è subordinata la possibilità di ottenere la concessione oppure l’autorizzazione edilizia per poter iniziare i lavori.

Solo attraverso la completa eliminazione delle barriere architettoniche si può consentire l’effettiva e completa integrazione sociale della persona disabile. E’ pertanto indispensabile rimuovere tutte le difficoltà di accesso alle abitazioni, ai luoghi pubblici o di pubblica utilità.


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Progettazione e autorizzazioni per nuove costruzioni

Occorre particolare attenzione sia nella costruzione degli edifici pubblici e privati che nella modifica di destinazione d’uso di edifici pubblici. Alla presentazione dei progetti al comune deve essere allegata una scheda specifica che comprovi la corrispondenza alle norme.

Nel progetto presentato al comune deve essere compresa la scheda che comprovi la corrispondenza con i tre concetti fondamentali stabiliti dalla legge 13 89 riguardante: Accessibilità, Visitabilità e Adattabilità.

Ne consegue che, se non previsto all’origine, deve essere possibile in un momento successivo realizzare facilmente e a costi contenuti opere di abbattimento delle barriere architettoniche quali l’installazione di un montascale  o di una piattaforma elevatrice per disabili.

Solo dopo la verifica della conformità del progetto, compiuta dall’ufficio incaricato dal Comune, potrà essere rilasciata la concessione edilizia. Alla conclusione dei lavori dovrà essere poi verificato che le opere realizzate siano conformi al progetto autorizzato. Solo a questo punto verranno rilasciate le certificazioni di agibilità e di abitabilità.

Rimozione totale delle barriere architettoniche in luoghi pubblici.

Anche nella costruzione o rinnovo degli spazi urbani debbono essere inseriti percorsi adeguati. Un esempio sono i semafori acustici per non vedenti o l’eliminazione della segnaletica di ostacolo allo spostamento dei disabili.

Inoltre, nella legge 104 92 aggiornata è specificamente prevista la rimozione delle barriere architettoniche per favorire l’accesso alle attività mediche, sanitarie, sportive, ricreative, turistiche e agli impianti di balneazione. Per questi ultimi, in particolare, la legge prevede che il rilascio o il rinnovo delle concessioni demaniali sia subordinato all’effettiva possibilità di accesso al mare da parte dei disabili.

Nelle attività aperte al pubblico la legge vieta le discriminazioni contro i portatori di handicap. Sono previste sanzioni pecuniarie e la chiusura dell’esercizio fino ad un massimo di sei mesi.

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Legge 104 Testo aggiornato

Dalla sua entrata in vigore la legge 104/92 ha avuto diversi aggiornamenti che ne hanno modificato e integrato ambito di intervento ed efficacia. Questi aggiornamenti, sotto forma di decreti o articoli di altre leggi entrate in vigore successivamente, hanno integrato e meglio definito le specificità di alcuni dettami della legge quadro entrata in vigore il 18 febbraio del 1992.

Alcuni esempi di queste integrazioni e/o modifiche al testo legge 104 92:

Modifica all’articolo 4 con inserimento del comma 1-bis

Questa modifica interviene nei casi in cui gli accertamenti riguardino persone in età evolutiva, la commissione medica viene composta da un medico legale che assume la carica di presidente e da due medici specialisti con specializzazioni specifiche alla condizione di salute del soggetto da esaminare.

La commissione viene integrata da un assistente specialistico o da un operatore sociale e dal medico INPS.

All’articolo 10 viene inserito il comma 1-bis

Questa integrazione prevede che gli enti di cui al comma 1 dello stesso articolo possano organizzare delle prestazioni o dei servizi specifici e mirati alle persone disabili che non abbiano un adeguato sostegno familiare.

Integrazione dell’articolo 12 con la modifica del comma 5.

Questa modifica stabilisce che nella fase successiva all’accertamento della disabilità nei soggetti in età evolutiva e scolastica, debba essere elaborato un profilo di funzionamento che deve rispettare i criteri della classificazione Internazionale della Disabilità e della Salute come stabilito dall’Organizzazione Mondiale della Sanità.

Modifica e integrazione dell’articolo 15

Sono stati modificati i commi da 1 a 4 e sono stati inseriti i commi dal 5 al 9.
Con il Decreto Legislativo 13 aprile 2017 n. 66, con l’obiettivo della migliore integrazione scolastica viene stabilito che presso ogni Ufficio Scolastico Regionale (USR), vengano istituiti:

  • il Gruppo di Lavoro Interistituzionale Regionale (GLIR)
  • i Gruppi per l’Inclusione Territoriale (GIT)
  • i Gruppi di Lavoro per l’Inclusione (GLI)

Nella nuova formulazione dell’articolo 15 vengono definite nel dettaglio la composizione e le modalità operative e di intervento di GLIR, GIT e GLI.

Modifiche all’articolo 16.

In questo articolo della legge è stato modificato il comma 5 e integrato il comma 5-bis.

La modifica al comma 5 prevede un ulteriore affinamento di quanto già indicato ai commi 3 e 4 in merito alle prove di esame inserendo i servizi di tutoraggio e l’utilizzo di dispositivi tecnici specifici per la tipologia di handicap.

Il comma 5-bis istituisce invece la figura del docente delegato dal rettore con la funzione di coordinare, monitorare e supportare tutte le iniziative mirate all’integrazione dello studente nell’ambito dell’ateneo.

L’articolo 20 viene integrato con il comma 2-bis.

Questo nuovo comma stabilisce che la persona con handicap con una disabilità riconosciuta uguale o superiore all’80% non è obbligata a sostenere eventuali prove preselettive.

L’articolo 39 viene modificato

Questo articolo, sin dall’entrata in vigore della legge, definisce nel dettaglio i compiti delle regioni.

Viene successivamente modificato con un’integrazione al comma 2 mirata al miglior coordinamento tra gli Enti Locali.

Vengono aggiunti inoltre i paragrafi l-bis ed l-ter che definiscono gli interventi realizzati dagli enti locali a favore di persone con handicap grave.

Articoli aggiunti successivamente

  • Viene aggiunto l’aricolo 41-bis che definisce la Conferenza nazionale sulle politiche dell’Handicap.
  • Viene aggiunto l’articolo 41-ter sui Progetti sperimentali.
    Il comma 1 stabilisce che il Ministero per la solidarietà sociale debba promuovere e anche coordinare progetti sperimentali per gli interventi indicati agli articoli 10, 23, 25 e 26 della legge 104/92.
    Il comma 2 stabilisce invece i criteri e le modalità per presentare e valutare i progetti sperimentali e per la ripartizione dei fondi stanziati per finanziare gli stessi.

Legge 104 testo aggiornato: Altre modifiche

  • L’articolo 31 viene modificato con l’abrogazione dei commi 2, 3 e 4 come previsto dalla legge 30 Aprile 1999, n. 136.
  • L’articolo 32 viene abrogato dal Decreto Legge 31 maggio 1994, n. 330, convertito con modificazioni dalla Legge 27 luglio 1994, n. 473.
  • Con il Decreto Legislativo 26 marzo 2001, n. 151 viene abrogato il comma 1 dell’articolo 33.
  • All’articolo 36 viene meglio definito l’ambito di applicazione del comma 1 in merito ai reati commessi a danno di una persona con disabilità.

Altre modifiche sono sopravvenute a seguito di altre leggi e decreti che in parte intervengono sui temi della disabilità o sono complementari ad essa.

Oltre a queste modifiche intervenute direttamente sul testo della legge, ci sono anche da considerare le diverse sentenze della Corte di Cassazione.
Anche queste sentenze, come leggi e decreti emanati successivamente, hanno indotto delle modifiche al contenuto della legge 104, contribuendo all’aggiornamento del testo così come la conosciamo oggi.

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Argomenti correlati:

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  • DPR 503 del 96: eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici, spazi e servizi pubblici.