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Jesi: Poste Italiane inaccessibili e condannata al risarcimento di una donna con disabilità motorie

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Si sa che in Italia l’argomento Barriere Architettoniche è spesso al centro di polemiche e certamente il lavoro da fare per poterle abbattere è ancora tanto.
A Jesi, in seguito all’intervento dell’Associazione Luca Coscioni ed del ricorso esposto dal Consigliere Generale dell’Associazione Luca Coscioni, l’avvocato Alessandro Gerardi, il tribunale ha ordinato all’ente postale la “cessazione dei comportamenti discriminatori” nei confronti di una donna con disabilità motorie, che per la presenza di barriere architettoniche non aveva la possibilità di accedere agli uffici.
Il tribunale ha dunque deciso che la donna dovrà necessariamente poter accedere alla struttura e che sarà risarcita, da parte delle Poste Italiane, di 30mila euro per danni morali.

Il paradosso della vicenda è che oltretutto, Poste Italiane, circa un anno fa, emise un francobollo come sostegno celebrativo all’abbattimento delle barriere architettoniche.
Questo naturalmente è solo uno dei tanti episodi che caratterizzano la tuttora inadeguatezza degli spazi pubblici e privati all’accessibilità del nostro Paese.

E’ importante evidenziare che la condanna è stata generata per un comportamento discriminatorio nei confronti di un soggetto disabile al quale non è stata data la possibilità di poter svolgere in piena autonomia le proprie attività, ma solo con l’aiuto di altre persone.
La legge n°67/06, sottolinea chiaramente come la non rimozione di un qualsiasi ostacolo per un disabile nellambiente o per la relazione con altri, è una discriminazione che viola la dignità di chi non è autosufficiente.

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