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Empatia verso i disabili se i bimbi entrano in contatto con loro

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Uno studio pubblicato in agosto dalla British  Psychological Society ha svelato che i bambini che entrano presto in contatto con le persone colpite da disabilità sviluppano nei loro confronti una maggiore empatia e sensibilità.

La ricerca ha interessato circa 1500 soggetti dai 7 ai 12 anni. L’obiettivo è stato quello di analizzare atteggiamenti, eventuali contatti, ansietà ed empatia nei confronti dei disabili. Megan MacMillan , docente all’università di Exeter, ha specificato che “i quesiti erano rivolti a una idea generale di disabilità. Ai ragazzi è stato però chiesto di considerarne le tipologie: di apprendimento, di mobilità, uditive, visive”.

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Il dato di maggior rilievo è rappresentato dal fatto che i bimbi con maggiore contatto diretto coi portatori di handicap svilupperebbero meno ansia e avrebbero nel complesso un atteggiamento migliore (“riscontrabile maggiormente nelle femmine che nei maschi”, ha sottolineato la MacMillan) nei loro riguardi.

Ancora, la ricerca inglese mette in evidenza che anche nei casi di contatto indiretto (ad esempio, l’osservazione a distanza delle persone disabili, o l’avere amici in comune con esse) si attenuerebbe l’ansia e migliorerebbe l’empatia verso i portatori di handicap. In sede di conclusioni, i ricercatori inglesi suggeriscono l’inserimento di alunni disabili nelle classi tradizionali come via privilegiata di inclusione, socializzazione e sviluppo di buoni rapporti, al di là di qualsiasi “differenza”. Così la MacMillan: “Il nostro studio vuole evidenziare quanto è importante il contatto nella vita quotidiana per migliorare gli atteggiamenti e favorire i meccanismi di inclusione”.

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