Disability Manager: una professione per gestire la disabilità

Disability Manager

Quando si parla di disability manager ci riferiamo principalmente a una nuova figura professionale che opera nelle aziende pubbliche e private per favorire l’accessibilità e l’inclusione sociale alla persona disabile e in Italia sono già 150 i professionisti che fanno parte della SIDIMA, la Società Italiana Disability Manager. In questo post vogliamo parlare brevemente del ruolo e delle caratteristiche di questi professionisti, per poi analizzare cosa cambierà in concreto nel campo dell’inclusione lavorativa del disabile.


Le caratteristiche del Disability Manager

Chi lavora nel campo della disabilità per agevolare l’inclusione sociale della persona diversamente abile è oggi comunemente definito Disability Manager, ma di cosa si occupa davvero? In poche parole il nuovo “manager della disabilità” supporta il disabile e la sua famiglia per costruire una rete di servizi attivi sul territorio e facilmente fruibili, tra cui l’accessibilità urbanistica, il coordinamento socio-sanitario, l’inclusione sociale, scolastica e lavorativa e il turismo accessibile.

Per fare tutto questo si occupa di prendersi cura non solo della persona, ma anche dell’ambiente che la circonda e che deve essere strutturato sulla base di caratteristiche specifiche.


Disability Manager e inclusione lavorativa: le competenze

Particolarmente apprezzato è il ruolo del Disability Manager nel contesto aziendale, allo scopo di favorire l’inclusione lavorativa della persona diversamente abile per portare vantaggio all’intera azienda, valorizzando la persona disabile. Quali caratteristiche deve quindi possedere questa figura?

Risponde Rodolfo Dalla Mora, presidente della SIDIMA, che afferma come il Disability Manager possa provenire dal campo dell’ingegneria così come dall’architettura, dal settore delle HR oppure dalla fisioterapia, dato che si tratta di acquisire competenze specifiche sul tema della disabilità con un percorso formativo strutturato o un master.

In particolare chi svolge questo ruolo deve conoscere la normativa sul lavoro in tema di valutazione della disabilità, bioetica, inclusione lavorativa e saper definire piani di Disability Management volti all’inclusione sociale della persona. In particolare, non è necessario che sia una persona con disabilità anche se, in questo secondo caso, il coinvolgimento sarebbe sicuramente maggiore così come l’interesse a risolvere le problematiche che il disabile vive e affronta ogni giorno.


Alcuni funzioni specifiche del Disability Manager

Cosa fa, quindi, in concreto, un Disability Manager? Tra le funzioni specifiche possiamo indicare:

  • Ruolo di referente aziendale per il lavoratore con disabilità, sia nel momento di accesso all’impiego sia in caso di situazioni di disagio;
  • Ruolo di risolutore nel caso di situazioni di disagio che influenzano l’inclusione lavorativa e il mantenimento nel tempo di un posto di lavoro;
  • Referente per l’adeguamento delle postazioni, strumenti e luoghi di lavoro e per la pianificazione di azioni di formazione del lavoratore con dispositivi elettronici eventualmente adattati;
  • Ruolo di monitoraggio dell’ambiente e del contesto lavorativo, ma anche delle caratteristiche individuali per prevenire ed evitare eventuali problematiche sul luogo di lavoro;
  • Ruolo di coinvolgimento con i responsabili della sicurezza e gli addetti alle risorse umane per prevenire infortuni.

Gli strumenti con cui lavora il Disability Manager

Per svolgere la sua professione e assicurare la piena inclusione sociale delle persone con disabilità, il Disability Manager utilizza alcuni strumenti e crea il cosiddetto piano di Disability Management che prevede diverse fasi:

  • Analisi organizzativa, con interviste, questionari e focus group per analizzare il clima aziendale in cui andrà ad inserirsi il lavoratore disabile;
  • Fase operativa, con la definizione degli strumenti necessari all’attività di mentoring e tutoraggio, compresi gli strumenti e gli incentivi economici previsti dallo Stato (INAIL, Fondi Regionali per l’Occupazione dei Disabili, Industria 4.0 e Smart Working.

Le competenze del Disability Manager

Come abbiamo visto, questa figura può provenire da diversi ambiti di studio, ma al termine del suo percorso di specializzazione in Disability Management dovrà avere competenze manageriali, economiche e psicologico sociali, in particolare sul tema del Change Management ovvero la gestione del cambiamento. Naturalmente, come si può capire, il Disability Manager è una figura complessa, che svolge un ruolo di facilitatore e organizzatore all’interno dell’azienda. In particolare si trova a interagire costantemente con:

  • Istituzioni locali;
  • Sindacati;
  • Professionisti con cui attuare le iniziative del piano di Disability Management, come medici, informatici e architetti

Possiamo, quindi, affermare che questa nuova figura professionale ha il compito di coordinare e gestire altri professionisti per assicurare l’inclusione social e lavorativa del disabile, valorizzando la sua identità e soddisfacendo i bisogni al fine di apportare benefici concreti a tutta l’azienda.

Si tratta, inoltre, di un professionista che può essere assunto in azienda o lavorare come consulente esterno, ma in ogni caso ha il potere di intervenire in modo significativi sulle strategie e politiche aziendali, in accordo con il responsabile delle risorse umane. La soluzione di affidarsi al consulente esterno è preferita, in particolare, dalla PMI meno organizzate e di dimensioni minori.


Conclusioni

Quello che ci si aspetta dall’introduzione della nuova figura professionale del Disability Manager è una generale inversione di tendenza nell’approccio all’inclusione sociale e lavorativa della persona con disabilità, in un’ottica di idee che veda la formazione di un mercato del lavoro orientato alla valorizzazione delle persone. In questo contesto, proprio il Disability Manager può svolgere un ruolo importante nel processo di cambiamento delle aziende, rappresentando un vero punto di riferimento nel settore.

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