Home » Blog » Sanità » Disabilità sensoriale: una definizione condivisa

Disabilità sensoriale: una definizione condivisa

Disabilità sensoriale: ciechi con i loro cani guida
Tra i tipi di disabilità che rientrano nella Legge 104/92 abbiamo la disabilità sensoriale, che comprende le due disabilità principali di sordità e di cecità. Già nel 1980 l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) pubblicava l’ICDH, ovvero il primo strumento per classificare la disabilità, inclusi i deficit sensoriali.

Nel manuale si identifica la malattia o il trauma come causa che dà vita a un problema e la menomazione come perdita a carico di una parte del corpo o di una funzione fisiologica o psichica. Sempre nell’ICDH si considera l’handicap come svantaggio sociale e la disabilità come conseguenza di una menomazione, che porta a non poter compiere una determinata attività.

L’attenzione all’handicap sensoriale torna rilevante anche nel 2001 quando l’OMS pubblica l’ICF, ovvero la “Classificazione Internazionale del Funzionamento, della Disabilità e della Salute“. Per fornire un linguaggio standardizzato che faccia da riferimento per la descrizione degli stati di salute.

In particolare l’ICF parla della salute della persona in due modi:

  1. ICD-10 descrive malattie, disturbi e lesioni e fornisce un modello di riferimento eziologico come causa della malattia;
  2. l’ICF è invece il riferimento per la descrizione della disabilità associata alla condizione di salute.

Nel dettaglio l’ICD-10 serve alla diagnosi di malattie, disturbi e altri stati di salute e maggiori informazioni vengono fornite dall’ICF. Vediamo ora cosa si intende per disabilità sensoriale e quali sono le possibili definizioni.


Una definizione di disabilità sensoriale

Parlare di disabilità sensoriale significa riferirsi soprattutto a tre tipologie di disabilità:

  • Cecità o ipovisione con visus non superiore a 3/10;
  • Sordità o ipoacusia con perdita uditiva di oltre 25 decibel in entrambe le orecchie;
  • Sordo cecità, con presenza simultanea di due disabilità sensoriali visive e uditive.

Oltre a pregiudicare la vita di relazione e la comunicazione tra le persone, la disabilità sensoriale incide anche sull’autonomia della persona nella vita quotidiana.


La Legge 104/92 e le disabilità sensoriali

Ai sensi della legge 104/02 possono presentare il riconoscimento dell’handicap tutte le persone che hanno una minorazione fisica, psichica o sensoriale che sia stabilizzata o progressiva e causi difficoltà di apprendimento, relazione e integrazione lavorativa e che porta a svantaggio sociale o emarginazione.

Oggi le scuole mettono, tuttavia, a disposizione dei bambini e ragazzi con disabilità sensoriali molti strumenti didattici e supporti di ogni tipo. Anche se rimane ancora molto da fare. In particolare esistono sistemi di didattica avanzati per chi ha una disabilità sensoriale a livello della vista e dell’udito, per rispondere ai bisogni educativi di ogni bambino o ragazzo.

Ad esempio, grazie alle nuove tecnologie, gli istituti didattici mettono in campo iniziative legate al settore della promozione della lettura, a vantaggio di chi ha un handicap sensoriale. Sicuramente c’è ancora molto da fare, ad esempio pensare a rendere possibile l’accesso al cinema al disabile sensoriale.


La disabilità sensoriale e l’autismo

Un caso particolare di disabilità sensoriale o, per meglio dire, sensibilità sensoriale è l’autismo o gli altri disturbi dello spettro autistico. Si tratta di una patologia che crea difficoltà di interazione e comunicazione e vede la presenza di comportamenti, interessi e attività ristretti e ripetitivi. In questo caso il bambino e il ragazzo fanno esperienza del mondo attraverso i sensi e quindi in modo completamente diverso rispetto a chi usa, ad esempio, la ragione.

Per diagnosticare questo tipo di disabilità sensoriale si considera l’iper/ipo responsività sensoriale e le difficoltà di sensibilità sensoriale si classificano in:

  • Iper responsività: una reazione comportamentale esagerata, negativa e di evitamento di rumori, luci e odori presenti nell’ambiente;
  • Ipo responsività: una mancata risposta a stimoli come dolore, temperature e sapori;
  • Ricerca compulsiva: interesse insolito per ogni esperienza anomala per intensità o durata.

Alcune di queste disabilità sensoriali sono descritte anche in altre patologie del neurosviluppo e nei bambini a sviluppo tipico, anche se con caratteristiche molto diverse. Nel 90% delle persone con autismo e disabilità sensoriale sono riportate anche risposte alterate a vista, gusto, olfatto e tatto che variano per tipologia e intensità.


I disabili sensoriali e l’integrazione scolastica

I disabili sensoriali o le persone con deficit sensoriali possono chiedere l’assistenza scolastica sia per quanto riguarda la comunicazione con gli insegnanti e gli altri alunni, sia a livello visivo con la fornitura di materiale didattico e altri supporti speciali. Per ottenere tali agevolazioni previste anche dalla Legge 104 sulla scuola è possibile rivolgersi ai servizi sociali del Comune o all’Istituto scolastico.

Inoltre, la persona con handicap sensoriale può accedere al bando per i servizi integrati offerti alla famiglia e alla scuola, con l’obiettivo di garantire la completa inclusione degli studenti. In particolare si presta attenzione a coloro che presentano casi di disabilità grave o di disabilità multiple.

Per accedere a questo servizio è necessario presentare il certificato di alunno disabile, la diagnosi funzionale e i documenti, oltre al modulo per la privacy. La persona che vuole accedere alle agevolazioni per i disabili sensoriali nella scuola deve portare anche l’audiogramma o il certificato di ipovisione o cecità parziale o totale.


Disabilità visiva e sport: un approfondimento

Lo sport nei disabili sensoriali e, in particolare, in chi è affetto da disabilità visiva permette di ottenere alcuni benefici sul piano fisico e muscolare, dato che sono molte le discipline sportive che possono essere praticate da chi ha una diminuita capacità visiva.

Molto spesso, l’unico limite alla pratica sportiva è la scarsa conoscenza di ciò che le palestre e le strutture sportive mettono a disposizione del disabile e, soprattutto, dei tipi di sport che il disabile sensoriale può praticare.

In particolare, pensando alle persone non vedenti, lo sport ha importanti benefici non solo sul piano fisico e muscolare, soprattutto vista la vita sedentaria di molte di queste persone. Inoltre lo sport permette di combattere gli stereotipi comportamentali dei disabili sensoriali con disturbi visivi, ovvero che rientrano nei cosiddetti “ciechismi”.

Tra questi ricordiamo, ad esempio, lo “ciechismo di relazione” ovvero la diffidenza e chiusura tipiche di molti non vedenti, ma anche la passiva accettazione e l’aspettativa di un aiuto esterno piuttosto che la fiducia nella solidarietà, basata su stima e fiducia. Anche se ci sono sempre i casi di chi ha saputo accettare la sua disabilità e farne un punto di forza, come puoi leggere in questo articolo.

Facebook Twitter WhatsApp Email LinkedIn

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.