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Disabilità e cooperazione, dalla Farnesina il piano in cinque punti

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disability-newsletter-croppedConsta di cinque punti il “Piano di azione sulla disabilità della Cooperazione italiana” approvato dalla Direzione generale per la Cooperazione e lo Sviluppo della Farnesina, risultato di un’operazione condotta con la Rids (Rete Italiana Disabilità e Sviluppo).
Questi gli elementi cardine:

  1. Allestimento di programmazione e monitoraggio delle politiche sulla disabilità.
  2. Identificazione di criteri di misura dell’impatto dei progetti e creazione di una cultura specifica attraverso gruppi di lavoro, brainstorming e corsi di formazione a livello universitario.
  3. Creazione di competenze specifiche per il soccorso e l’assistenza delle persone colpite da disabilità. in situazioni di emergenza e nell’ambito degli aiuti umanitari.
  4. Accessibilità e fruibilità di beni e servizi.
  5. Valorizzazione delle esperienze individuali attraverso lo scambio di competenze anche a livello imprenditoriale.

Hands touching a globe
Il viceministro degli Esteri, Lapo Pistelli, ha definito questo progetto (che vede la  Cooperazione italiana come prima tra i Paesi firmatari della convenzione Onu sui  diritti dei disabili a dotarsi di Linee Guida sulla disabilità e di un piano d’azione in  armonia con la convenzione stessa) “ambizioso”, a maggior ragione in virtù  dell’obiettivo di arrivare, nel 2017, al traguardo del 0,29 % del Pil da destinare alle  attività di cooperazione. Secondo i dati Oms l’80% della popolazione disabile  mondiale è concentrata nei Paesi in via di sviluppo, penalizzata da condizioni di  grave disagio e povertà.

Un esempio di intervento realizzato con successo è quello attuato in Kosovo, col  coinvolgimento delle istituzioni, della popolazione civile e di organismi  internazionali in tutte le diverse fasi di attuazione del progetto. Analoghe iniziative  di inclusione sociale vedranno la luce, tra gli altri, in Sudan, Ruanda, Madagascar,  Palestina ed Etiopia.

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