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La danza di Dergin Tokmak a Sanremo, ovazione per ballerino disabile

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L’edizione 2014 del festival della canzone italiana non sarà probabilmente ricordata per la qualità dei brani in gara, risultati nel complesso noiosetti e scontati. Ha vinto Arisa, d’accordo… alzi la mano chi ricorda il titolo del suo brano.

Certo, qualche sprazzo d’arte pura c’è stato. Cat Stevens che intona “Father and son” e ci scappa la lacrimuccia; l’inossidabile Raffaella Carrà che piroetta e volteggia cento volte meglio delle varie veline, velone e compagnia; Claudio Baglioni che ci fa ricordare di quella  volta che, anche noi, siamo rimasti senza parlare, accoccolati ad ascoltare il mare…

Ma le emozioni più forti, più vere, sono quelle che ha regalato il ballerino disabile Dergin Tokmak, cui l’Ariston ha riservato una entusiastica standing ovation. Classe 1973, nato ad Augsburg da genitori di origini turche, all’età di un anno Dergin ha contratto la poliomielite.
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A causa della malattia ha perso quasi del tutto il controllo degli arti inferiori, ma ciò non gli ha impedito di coronare il sogno di diventare un ballerino provetto. Anzi, proprio ricorrendo alle stampelle è stato capace di creare uno stile unico, improntato a un mix magico di perizia tecnica, capacità atletiche e leggiadria, che nell’occasione ha deliziato la platea del teatro Ariston.

La svolta nella vita di Dergin Tokmak è rappresentata dalla visione del film “Breakin”, che racconta la storia di una danzatrice che a causa della disabilità si esibiva puntellandosi sulle stampelle. Da quel momento il quarantunenne tedesco non ha mai smesso di crederci, giungendo ad esibirsi col Cirque du Soleil. In questi mesi sta portando in giro per il mondo lo show “Varekai”, che significa “angelo zoppicante”. Quello stesso angelo che ha volteggiato sul palco del festival di Sanremo.

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