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Escluso dal concorso il disabile che vorrebbe diventare magistrato

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Il concorso si non si fa. Anzi, sì. Con buona pace di una 34enne con disabilità, costretto da una grave patologia ai reni a sottoporsi a dialisi a giorni alterni. Intenzionato a partecipare al concorso pubblico per l’ingresso in magistratura, l’uomo aveva fatto ricorso al Tar perché impossibilitato a prendere parte alla prova, in programma dal 25 al 27 giugno prossimi. Tre giorni consecutivi di esami, decisamente troppo per il suo fisico così provato. Il disabile si è appellato alla legge n°68 del 1999 sulle categorie protette, che esplicitamente prevede che i portatori di handicap debbano essere messi in condizione di di partecipare ai pubblici concorsi a parità di condizioni con tutti i concorrenti, e ciò attraverso la previsione di speciali modalità di espletamento della prova. concorso-escluso-disabile-magistraturaE qui che si è scatenato il caos. Da un lato, infatti, il Tar del Lazio ha accolto il ricorso del trentaquattrenne decidendo per la sospensione del concorso. Dall’altro, il Consiglio di Stato ha stabilito la sospensione del provvedimento del Tar. Risultato: al momento il concorso si farà nelle date e sedi già previste. Intervenendo su West, il direttore del periodico Difficoltà di Apprendimento e Didattica Inclusiva, Dario Ianes, ha commentato: “La sospensione di un maxiconcorso cui partecipano 21.000 candidati è un qualcosa senza precedenti in Italia. Tuttavia, il caso in questione fa capire che la legge ormai è inadeguata. La regola del concorso uguale per tutti ha fatto il suo tempo, e deve essere la tecnologia a offrire una soluzione, consentendo al candidato disabile di sostenere la prova in modalità differita. La stessa tecnologia deve trovare la soluzione alla scontata obiezione legata al rischio di non identificabilità della prova scritta”. L’esperto mette in evidenza un altro aspetto del problema: “La questione è identica per quanto riguarda gli studenti disabili che devono affrontare gli esami universitari. Più si va avanti nel percorso di studi, più quelli dell’accessibilità e dell’integrazione risultano campi minati”

Osservazioni ineccepibili, senza dubbio. Ma in attesa che si traducano in fatti concreti, il concorso per magistrati si farà. E il candidato disabile? Dovrà arrangiarsi in qualche modo, a quanto pare.

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