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Beatrice Vio, campionessa di autoironia: Scherzo sulla mia disabilità

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La nuova difficile quotidianità della piccola Bebe

Maria Beatrice Vio, conosciuta da tutti con il diminutivo di Bebe, è nata il 4 marzo del 1997 a Venezia. Fin dall’età di cinque anni ha iniziato a praticare la scherma, uno sport per cui ha provato immediatamente una grande passione. Per questi motivi Bebe ha passato tutti i pomeriggi della sua infanzia a tirare di scherma sulla pedana.

A novembre del 2008, Bebe venne ricoverata d’urgenza in ospedale perchè da ormai diversi giorni aveva la febbre alta. Diagnosticata l’affezione da meningite, Bebe si ritrovò in bilico tra la vita e la morte nel giro di poche ore. Oltre il danno anche la beffa: il personale medico, nell’estremo tentativo di salvarle la vita, dovette amputarle le gambe (da sotto il ginocchio) ed entrambi gli avambracci. Fortunatamente dopo l’intervento Bebe si riprese fisicamente; in seguito, tuttavia, dovette trascorrere cento giorni tra il reparto di terapia intensiva e quello di chirurgia plastica (per colpa delle cicatrici lasciate dalla meningite sul suo volto e su numerose altre parti del corpo) prima di poter tonare a casa.
All’inizio non è stato facile per Bebe riadattarsi alla sua nuova condizione di adolescente amputata, dovendo fare la spola, per circa sei mesi, tra i banchi di scuola a Mogliano Veneto (TV) e le sedute di fisioterapia a Budrio (BO) presso il Centro Protesi dell’Inail.

In un intervista rilasciata nel 2017 ai microfoni di Fabio Fazio a “Che tempo fa”, nota trasmissione televisiva della Rai, Bebe ha raccontato, con la sua solita ironia, la disperazione che l’aveva assalita una volta ripresa la sua vita quotidiana: ”ricordo come se fosse ieri che mentre mio padre era solito medicarmi le ferite, io singhiozzavo dal dolore e continuavo imperterrita a ripetere che volevo farla finita. A un certo punto lui mi ha chiesto: sentiamo, come avresti intenzione di suicidarti? Mi butto giù dal letto, risposi io. Lui ha riso. Allora io ho fatto per lanciarmi come un missile, ma per fortuna mi ha afferrata e mi ha risposto seduta stante: così ti fai ancora più male e poi vieni da me a lamentarti. Se vuoi me lo dici, siamo al secondo piano e ti porto alla finestra. Se ti butti da lì è sicuro che ci lasci le penne. Quindi non rompere le palle perchè la vita è una figata!

Dopo una breve pausa, Bebe ha poi aggiunto: “quella di mio padre non era stata una frase di circostanza: a differenza di molti che contraggono la meningite, io sono sopravvissuta. Anche se avevo undici anni, solo sapere questo avrebbe dovuto darmi la forza di rialzarmi perchè avevo superato il peggio. E così ho fatto”.

La svolta: dalla depressione al ritorno in pedana

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Bebe Vio non solo ha dimostrato di essersi rialzata, ma ha vinto tutte quelle sfide che poteva vincere con se stessa, soprattutto nella scherma. Bisogna dire che terminato il ciclo di riabilitazione, Bebe si era dedicata per un periodo all’equitazione ma, in realtà, non aveva mai abbandonato il sogno di risalire prima o poi sulla pedana; così con l’aiuto dei tecnici delle protesi, dei suoi insegnanti e della sua famiglia, ha ricominciato a tirare di scherma. Questa svolta è avvenuta dopo alcuni anni dall’operazione di amputazione, cioè quando Bebe ha ricevuto le tanto desiderate protesi, utili sia per muoversi con maggior libertà nella sua quotidianità che per ritornare a praticare lo sport che più di tutti amava: la scherma. Questi ausili sono stati messi a punto dal Centro Protesi di Budrio in collaborazione con il Comitato Paraolimpico Italiano.

Nel panorama dello sport praticato da atleti disabili Beatrice Vio è considerata un emblema, i suoi tanti successi ai più alti livelli, fanno di lei una figura che è d’esempio per tutti. La sua forza di volonta, la serenità con la quale vive la disabilità e la sua rara capacità di creare empatia, hanno fatto di lei una figura di riferimento per tutti.

Determinante per la sua carriera, ha confessato la stessa Bebe, è stato l’incontro con Oscar Pistorious in occasione della Family Run della maratona di Venezia. Grazie alla testimonianza dell’atleta infatti, quest’ultima ha conosciuto maggiormente i retroscena del mondo paraolimpico rimanendone totalmente affascinata. Cosi Bebe ha incominciato ad allenarsi a tempo pieno nella scherma, spostandosi tra Padova, Bologna e Roma, dove ha potuto trovare il sostegno di Fabio Giovannini e del polacco Ryszard Zub, (due degli allenatori di scherma più famosi al mondo).

I successi di Bebe Vio nello sport paraolimpico

L’inarrestabile Bebe Vio, dopo aver lavorato sodo in palestra per un paio d’anni, a partire dal 2013 ha cominciato a tagliare i primi traguardi: si è aggiudicata il primo posto individuale, salendo sul podio, ai campionati italiani di categoria B, dopo aver conquistato il torneo di Montreal e quello di Lonato. Ha raggiunto il secondo posto ai campionati mondiali under 17 disputatisi a Varsavia, in Polonia. In seguito nel 2014 ha vinto gli Europei, sia nel torneo individuale che in quello a squadre, ripetendo il successo l’anno dopo ai Mondiali in Ungheria. Alle Paralimpiadi di Rio de Janeiro ha conquistato il suo terzo oro paraolimpico, dopo aver battuto per 15 a 7 in finale una delle favorite, la cinese Jingjing Zhou.

Perché Bebe Vio è diventata un personaggio mediatico

Grazie a questi ottimi risultati sportivi a livello internazionale, Bebe Vio ha attirato l’attenzione delle più grandi testate giornalistiche italiane, che le hanno dedicato diversi articoli. Così facendo, in breve tempo Bebe è passata dalle testate giornalistiche alla radio fino a partecipare, in qualità di ospite, in alcuni programmi televisivi della Rai. In tutte queste occasioni ha potuto far conoscere al pubblico il suo carattere esuberante ed autoironico, dimostrando che si può parlare di disabilità in maniera giocosa pur mantenendo il senso del buongusto. Dall’altra parte, l’opinione pubblica, seguendo le straordinarie gesta che Bebe ha compiuto nelle paralimpiadi nel corso degli anni, è rimasta incredula.

Se per tutti coloro che non sono mai entrati a contatto con la disabilità, Bebe rappresenta la prova che anche una persona disabile può avere una vita piena e attiva, per le persone disabili costituisce un esempio positivo da seguire e, perché no, la sua testimonianza può indubbiamente fungere da stimolo per avvicinarsi al mondo paraolimpico. Sicuramente l’aver potuto leggere il suo libro autobiografico dal titolo: ”Mi hanno regalato un sogno” aiuta a trovare l’imput per affrontare, in un’ottica più combattiva, le difficoltà della vita. Infine, con grande stupore da parte di tutti, nel 2017 Bebe è stata anche al timone in veste di conduttrice di due programmi televisivi sulla disabilità dal titolo “Diversamente amore” e “La vita è una figata”, entrambi prodotti dalla Rai.

“Sì alla tv, ma lo sport viene prima di tutto”

Nonostante la proposta di trasmettere 2 programmi televisivi su una rete generalista, ha registrato un basso indice di ascolti, Bebe non si è demoralizzata più di tanto poiché nelle successive interviste alla chiusura del programma ha ribadito testuali parole: “Mi ha entusiasmato condurre due programmi sulla disabilità perché, purtroppo, questo tema oggigiorno molto attuale, non ha né una forma e né un linguaggio televisivo che si addica. Io nel mio piccolo, attraverso “Diversamente Amore” e “La vita è una figata”, spero di aver diffuso una buona cultura e informazione sulla disabilità. Ci tengo a precisare però che io non ambisco alla carriera televisiva perché sono un atleta e per me la scherma viene prima di tutto, una volta terminata questa esperienza, infatti, sono tornata ad allenarmi a tempo pieno in palestra per riuscire a raggiungere il podio nei prossimi campionati paralimpici invernali 2018.

Come volevasi dimostrare Bebe è stata di parola; anche quest’anno, infatti, ha stravinto. In un comunicato apparso su ansa.it dell’11 novembre scorso, impazzava il titolo: “Bebe Vio trascina l’Italia alla Coppa Mondo”. Ebbene sì, i nostri azzurri, grazie al lavoro di squadra hanno vinto l’ambita coppa del mondo a Tbilisi, capitale della Georgia. Inizialmente durante la semifinale il punteggio era a favore della Cina: 40-31, poi l’exploit di Bebe ha portato la sua squadra alla vittoria per 45-31. Successivamente, in fase finale contro l’Ungheria un’altra impresa: Bebe ha battuto la sua avversaria con 14 stoccate di fila: una vittoria meritatissima, a dimostrazione del fatto che anche “l’impossibile diventa possibile”, slogan di uno spot pubblicitario in cui la stessa Bebe ha preso parte.

La notorietà mediatica porta solo consensi e glorie?

È risaputo che quando una persona come Bebe acquisisce una certa notorietà può diventare anche un bersaglio facile da parte dei detrattori, i cosiddetti haters del Web, pronti a denigrare il vip di turno solo per il gusto di farlo. Anche Bebe in passato è stata presa di mira da un vespaio di pesanti insulti. La prima ondata risale a ottobre 2016 quando Bebe, facendo parte della delegazione italiana paralimpica, ha partecipato alla cena di Stato tra il premier Matteo Renzi e Barack Obama alla Casa Bianca. Secondo il popolo dei social sarebbe stato un passo falso quello di postare su Istagram, una foto in cui si rivelava l’outfit in esclusiva di Bebe prima dell’evento: un abito di Dior che, seppur sobrio, metteva in evidenza la sua avvenenza, scatenando una pioggia di offese da parte dei cosiddetti “leoni da tastiera”: sulla sua bacheca c’è chi ha scritto che l’atleta era solo una povera raccomandata o peggio, secondo un utente, il denaro speso per quell’abito era solo sprecato perché sarebbe stato meglio a qualcun’altra anziché su di lei e così via Se si scorre sui social di Bebe, si possono trovare una sfilza di commenti di questo tono ingiurioso dettato solo dall’invidia.

bebe-vio-disabilita-schermaÈ evidente che la notorietà mediatica non porta solo consensi e glorie, ma attira anche tanta cattiveria, non solo da parte dei leoni da tastiera, come per esempio, quando qualche mese fa si discuteva a livello mediatico sulla questione pro o contro le vaccinazioni, partecipando un servizio fotografico per una campagna di sensibilizzazione contro la meningite, Bebe aveva dichiarato pubblicamente da quale parte fosse schierata. In “Win For Meningitis” (il nome dell’iniziativa) diversi bambini erano stati fotografati in braccio agli atleti di tutto il mondo colpiti dalla meningite, con diversi gradi di mutilazione. selfie-beatrice-vio-obama

L’intento, tramite questa campagna, era quello di trasmettere il messaggio che la meningite si può evitare, basta solo una vaccinazione preventiva: “Sì, la vita è una figata – aveva dichiarato Bebe Vio – ma senza questa rottura di palle è meglio”. La dura reazione dei “no vax” contro la campionessa non si è fatta attendere, quest’ultima infatti è stata accusata di essere solo alla ricerca di visibilità mediatica. Addirittura c’è chi ha insinuato che Bebe abbia prestato la sua immagine a quest’iniziativa in cambio di lauti compensi per via della sua popolarità.

All’epoca dei fatti, la replica diplomatica di Ruggero Vio (papà di Bebe) ha messo a tacere la polemica con delle semplici ma efficaci parole, dettate non solo dal cuore di un padre ma dal buon senso: ”Bebe ha contratto la meningite perché a suo tempo non è stata vaccinata. Pur essendo una donna forte e serena per tutto quello che la vita le ha donato, non si sente di certo beatificata dalla malattia, anzi lei è la prima ad ammettere che se si può evitare è meglio per tutti. Mia figlia ha il diritto di dire ciò che pensa in merito a questo argomento perché solo noi sappiamo tutto quello che ha passato, lei in prima persona ovviamente. Affermare che Bebe stia facendo tutto questo per ottenere fama e visibilità trovo che sia di cattivo gusto e fine a se stessa.

In questo contesto Bebe, alla domanda relativa alle persone che dietro uno pseudonimo l’attaccano ingiustamente, ha semplicemente risposto: “Purtroppo gli haters sono una categoria di persone molto triste e insoddisfatta della propria vita. È impossibile aiutare un haters perché le sue azioni sono guidate da tanto rancore. Posso solo dire che mi dispiace per tutti coloro che decidono di vivere secondo questi modus operandi, io di certo non mi faccio influenzare e vado avanti per la mia strada a testa alta”.

Andrea De Chiara firma per il nostro blog questa biografia di Beatrice Vio

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22 Risposte

  1. Stefano Belloni
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    Un articolo molto impegnato, sudato e pazientemente descrittivo.
    Molto interessante.
    Stefano Belloni

  2. Aldo
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    Grazie Stefano siamo contenti che ti sia piaciuto, quello che ha sudato più di tutti è stato però Andrea.
    Se ti interessa l’argomento dai un’occhiata vedrai che in questa sezione del blog ci sono tante altre belle storie di persone spesso meno famose di Bebe che possono essere considerate un esempio.

  3. Fabiana
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    È sempre un emozione leggere queste storie di forza e passione per la vita .

  4. Aldo
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    Fabiana hai proprio ragione, quella di Bebe e le altre pubblicate precedentemente, sono storie che ci danno delle belle emozioni.

  5. Claudia
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    Bell’articolo, scritto bene e scorrevole… e bella la scelta della foto!

  6. Aldo
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    Grazie Claudia, siamo contenti che ti sia piaciuto, Andrea ha fatto proprio un bel lavoro.

  7. Filippo
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    Non sapevo delle 2 trasmissioni. In ogni caso, è importante parlare di disabilità, se se ne parlasse di più ci sarebbero più “Bebe” probabilmente.

  8. Aldo
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    Siamo talmente convinti che sia importante parlarne che abbiamo fatto un blog!
    Di esempi come Bebe ce ne sono molti altri, se vai a leggere gli articoli pubblicati precedentemente in questa categoria, troverai tante belle storie di “ordinaria disabilità”.
    Alcune sono scritte direttamente dagli interessati, persone sicuramente meno famose che ci raccontano la loro storia in maniera veramente coinvolgente.

  9. Olivia
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    Ottimo articolo! Grazie, ho scoperto tante cose che non sapevo. Continuate così ??

  10. Aldo
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    Grazie. Non solo continuiamo, ma ti invitiamo a leggere anche le altre belle storie di disabilità raccontate precedentemente.
    Credimi, scoprirai altre belle storie di vita, in alcuni casi raccontate direttamente dagli interessati.

  11. Faby
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    Proprio un bell’articolo! Leggere queste storie ti fa rendere conto che spesso ci abbattiamo per banalità, che ci perdiamo in un bicchier d’acqua quando in realtà…volere è potere! Credere in noi stessi è la chiave per affrontare le difficoltà che colorano, nel bene e nel male, la nostra vita!

  12. Aldo
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    Grazie Faby. La tua riflessione è perfettamente in linea con il messaggio che volevamo lanciare.

  13. Daniele
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    Bell’ articolo conoscevo la sua storia ma scritta così mi ha permesso di conoscerla ancora meglio bravi !!!

  14. Aldo
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    Un bel grazie anche a te Daniele per la considerazione, seguici così potrai leggerne altre di belle storie come questa. Se ti interessa l’argomento, ne trovi delle altre che sicuramente ti piaceranno tra quelle pubblicate precedentemente.

  15. Martina
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    Articolo meraviglioso commovente come sempre il piccolo grande Andrea non ci delude mai!

  16. Aldo
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    Sono d’accordo con te Martina, Andrea è stato Grande, d’altronde chi meglio di lui poteva raccontarci una storia così positivamente!
    Ti confesso una cosa: primo o poi riuscirò a fargli scrivere la sua di avventura, mi sa tanto che farà scintille.

  17. Stefano
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    Un grande esempio di vita, grande forza di volontà che ha portato questa splendida ragazza a superare le avversità e gli ostacoli che ha trovato sul suo cammino con forza e coraggio.
    Tutto ciò che segue è frutto del suo impegno (meritato).

  18. Aldo
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    Grazie Stefano per il tuo commento che sintetizza egregiamente l’esempio di questa splendida persona.

  19. Alessandro
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    Brava Bebe! Questo Paese ha un sacco bisogno di belle persone come lei! E bravo Andrea che ha scritto questo lungo articolo!?

  20. Celeste
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    Una grande combattente!
    leggere di te è come se ti conoscessi da una vita ,molto bravo a chi ha saputo descriverti sei arrivata direttamente nel mio cuore!!!!!!

  21. Mary
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    Complimenti per l’articolo.
    Leggendolo ti fa riflettere che nonostante la sua disabilita è riuscita a raggiungere il proprio obbiettivo realizzando il suo sogno con grande determinazione.

  22. Francesco
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    Bell’ articolo su una persona ormai diventata d’ ispirazione per molti nella sua condizione 🙂 .

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