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Beatrice Vio, campionessa di autoironia: Scherzo sulla mia disabilità

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Beatrice Vio, veneziana, classe 1997, fa parlare di sé per due motivi.
Uno è rappresentato dai trionfi in ambito sportivo, essendosi di recente aggiudicata il titolo di campionessa paralimpica e mondiale di fioretto individuale per gli ultimi cinque anni di fila.
Appassionata di scherma dall’età di 5 anni, Beatrice (Bebe per gli amici) nel 2008 fu colpita da meningite fulminante. Sopravvisse alla malattia, ma a carissimo prezzo: l’avanzata necrosi alle braccia e alle gambe costrinse i medici a ricorrere all’amputazione.bea-vio-meningite-scherma

Il secondo motivo è legato proprio alla disabilità di Beatrice, condizione che lei vive con la più disarmante delle armi (per stare in tema): il sorriso. L’ironia o, meglio, l’autoironia.

Mamma mi ha sempre detto che sarei potuta diventare qualsiasi cosa nella vita… quindi ho deciso di essere un selfie stick”, ha dichiarato a commento di una foto che ha fatto il giro del web mentre si fa un selfie ricorrendo proprio a una delle sue protesi.

O ancora, parlando della cena alla Casa Bianca, ospite del presidente Obama: “Ho dovuto indossare per l’occasione le mie gambe col tacco”.
La capacità di affrontare la sua disabilità con serenità ed autoironia è stata particolarmente evidente durante la conduzione del sua programma televisivo in 8 puntate e andato in onda su Rai Uno tra ottobre e novembre del 2017, “La vita è una figata”.

Attenzione, l’obiezione è dietro l’angolo.
Non tutte le disabilità sono uguali, prima di tutto.
Non tutti i disabili sono campioni olimpici di qualche sport, né hanno (non è una colpa) la presenza di spirito e il mordente di Bebe.
Tutto vero, ma attenzione ancora: la Vio non si è mai proposta (né a dire il vero è stata additata) a “paladina” o “eroina” dei portatori di handicap. La Vio scherza solo su se stessa, sulla sua disabilità, si racconta per come è e per come vive, genuinamente e senza ammiccamenti o pietismi. Non pretende di parlare in nome di tutti, lei parla per sé.

Eppure, la polemica è sempre dietro l’angolo.
Sul web in molti non ci stanno:
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C’è chi sottolinea che la vita di chi convive con la disabilità è costellata da episodi negativi e penalizzazioni di vario genere, senza possibilità di riscatto rappresentato da un’Olimpiade o una cena alla Casa Bianca.

Oppure c’è chi perentoriamente chiede il rispetto per chi soffre,  preferendo il silenzio a qualsiasi forma di ironia (o autoironia), non trovando nella condizione del disabile proprio nulla di che sorridere .selfie-beatrice-vio-obama

Naturalmente, non sono poche nemmeno le voci in senso opposto, in parecchi ritengono che il saper ridere di sé, a prescindere da tutto, sia liberatorio, sia un segno di intelligenza e anche un modo di far capire che le persone disabili non sono poi così diverse – coi loro pregi e difetti – dai cosiddetti normodotati, né che devono essere “maneggiate con cura” come il più fragile dei cristalli.

Al di là delle opinioni, tutte rispettabili, una cosa va sottolineata: Beatrice Vio non rivendica alcun diritto, né sta lanciando provocazioni o messaggi più o meno criptati alla società e alle istituzioni.
No, sta semplicemente interpretando la parte di se stessa, sta mostrando il suo modo di affrontare la sua personalissima disabilità, senza pretendere d’essere bandiera o paladina di nessuna.

Se poi dal suo esempio qualcuno nelle sue medesime condizioni riesce a trovare spunto per andare avanti, per regalarsi un sorriso in più…beh, tanto di guadagnato.
Ecco perché nel 2017 ha deciso di racchiudere la sua storia in un libro. “Se sembra impossibile allora si può fare” (Rizzoli) racconta delle situazioni che ha dovuto affrontare per diventare la ragazza e soprattutto la campionessa che è oggi. Episodi più o meno difficili da affrontare, che hanno rafforzato la sua volontà di vincere ogni difficoltà e di realizzare i suoi sogni di sportiva adolescente. Un libro che porta a riflettere su quelle che sono le potenzialità reali di ognuno di noi e su come sfruttarle al massimo con i mezzi a disposizione.

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