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Barriere architettoniche nei condomini: quali sono i diritti dei disabili?

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La casa è sicurezza, la casa è espressione di sé stessi, è lo spazio vitale essenziale in cui sentirsi a proprio agio e in pieno benessere. Non a caso la frase ‘sentirsi a casa’ indica il grado massimo di comfort. In alcuni casi, però, nemmeno la propria abitazione può garantire una situazione di benessere. Anzi, in certi casi ci sono degli ostacoli fisici che compromettono completamente l’accessibilità e quindi la vivibilità di un ambiente domestico: parliamo ovviamente delle barriere architettoniche, le quali, se possono essere facilmente eliminate in un contesto abitativo singolo, possono diventare dei problemi talvolta insormontabili nei condomini.


Scala in condominio: barriera insuperabile.

Ascensori e montascale dei condomini: come funziona?

Intorno all’installazione di ascensori, di elevatori e di montascale in strutture condominiali, di fatto, regna la confusione più assoluta. È possibile obbligare il condominio ad installare delle piattaforme elevatrici? Chi deve pagare per questi interventi? Cosa succede se parte dei condomini proprietari è contraria? In questo post cercheremo di dare risposta a queste e ad altre domande molto comuni tra chi presenta delle disabilità motorie.


Cosa dice la legge circa l’abbattimento delle barriere architettoniche nei condomini?

Per quanto riguarda gli edifici pubblici, non ci sono dubbi: l’eliminazione delle barriere architettoniche è obbligatoria per legge. Per quanto riguarda gli edifici privati come i condomini, invece, il discorso è diverso. Guardiamo un attimo alle principali norme di riferimento: la legge n.13 del 1989 afferma che è possibile domandare al sindaco del comune dei contributi «per interventi atti al superamento delle barriere architettoniche su immobili privati già esistenti ove risiedono portatori di menomazioni o limitazioni funzionali permanenti (di carattere motorio e dei non vedenti)». Esistono dunque degli aiuti di tipi economico ai quali appoggiarsi. Ma quale ruolo hanno in tutto questo gli altri condomini? Possono forse bloccare l’eliminazione delle barriere? Ebbene, come spiega la legge n. 220 del dicembre del 2012, le modifiche devono essere approvate dall’assemblea condominiale: è infatti necessario «il voto favorevole della maggioranza degli interventi in assemblea che rappresentino almeno la metà del valore millesimale dell’edificio». Insomma, il veto di un singolo condomino non significa per forza di cose che un ascensore o un servoscala non possa essere costruito.

Il permesso di erigere strutture rimovibili, a proprie spese

In caso di mancata convocazione dell’assemblea, o in caso di mancata partecipazione, c’è un’altra possibilità: in queste situazioni, infatti, è possibile scegliere di installare a proprie spese delle strutture facilmente rimovibili. Cosa si intende con questo aggettivo? A fare luce sulla questione è stata la Suprema Corte di Cassazione con l’ordinanza n.6129 del 9 marzo 2017. Laddove infatti la Corte d’appello aveva affermato che, a differenza di un servoscala, un ascensore non è facilmente

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