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Antonella Ferrari: “Sul palco la mia sfida alla sclerosi multipla”

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“Chi l’ha detto che una persona con disabilità non possa stare sul palcoscenico, o che debba sempre essere triste, trascurata, senza sorridere mai?”. Decisamente di sorrisi non è avara Antonella Ferrari, in scena col suo spettacolo “Più forte del destino”, tratto dall’omonimo libro edito da Mondadori in cui l’attrice e danzatrice milanese racconta la sua sfida alla sclerosi multipla. La Ferrari fa il suo debutto nel mondo dell’arte da giovanissima come ballerina di danza classica. Seguono poi i successi in teatro e in televisione (spicca la sua partecipazione alla soap opera Centovetrine, in cui recita per per cinque stagioni, ed altre note fiction come CarabinieriButta la luna), un’avventura che però ha rischiato di interrompersi a causa di una infausta diagnosi: sclerosi multipla. Nel patinato mondo delle attrici, in cui l’immagine è tutto, come convivere con questo problema? “Mai arrendersi, mai smettere di pensare a chi sta peggio di te. Nonostante le tante porte in faccia prese sono andata sempre avanti, anche per rispetto verso chi soffre della stessa mia malattia”. più-forte-destino-ferrariCosì Antonella Ferrari (oggi madrina dell’Aism) parla del suo esordio in veste di scrittrice, dove senza troppi giri di parole e con prosa schietta e diretta racconta dell’insorgere della sclerosi multipla all’apice della carriera e delle difficoltà di mediare tra uno spirito battagliero ed energico come il suo e un corpo che non sempre “risponde ai comandi”. Parla delle cadute, dolorose e avvilenti, ma anche della gioia per ogni piccola conquista e per non aver dovuto rinunciare ad un posto nel mondo dello spettacolo.

Dall’esperienza letteraria è stato tratto uno show teatrale che la Ferrari ora porta in scena per l’Italia con la consueta grinta e soprattutto con tanta ironia. “Lo spettacolo è una sorta di flash back della mia esperienza personale, dagli esordi nella danza alla diagnosi di sclerosi multipla, arrivata dopo anni e anni di pellegrinaggio da uno studio medico all’altro. Metto in scena anche il mio rapporto con l’universo della disabilità e col problema delle barriere architettoniche, che spesso e volentieri sono quelle che abbiamo dentro noi stessi” ha raccontato l’attrice in occasione di numerose interviste alla stampa e alle riviste on line. Uno dei tratti più caratteristici di “Più forte del destino” è la massiccia dose di ironia cui ricorre Antonella Ferrari: “Mai prendersi troppo sul serio. Sulle persone con disabilità e sulla vita che conducono ci sono tanti, troppi stereotipi. Ad esempio pensa che sia un “disabile” solo chi è costretto in carrozzina. Sono tutti luoghi comuni, e io li combatto con l’arma del sorriso e della battuta”. L’attrice lombarda, classe 1970, conosce bene le difficoltà di chi deve convivere ogni giorno con la disabilità: “Le barriere architettoniche ci impediscono di muoverci in tranquillità. Sono un problema, ma non grave quanto quello delle barriere mentali: il pregiudizio, i luoghi comuni, possono fare ancor più male”. antonella-ferrari-destino-sclerosiEppure non è tutto nero: “Vent’anni fa nemmeno si poteva parlare pubblicamente di handicap e disabilità, l’argomento metteva a disagio e se ne sapeva pochissimo. Sono stati fatti grossi passi in avanti da parte delle istituzioni e dei mezzi di comunicazione, ma la strada è ancora lunga”. Nel suo spettacolo la Ferrari trasmette con energia e vitalità fuori dal comune messaggi forti e chiari: motivazione, fiducia in se stessi, entusiasmo per la vita. “La diversità? Non esiste, e se anche ci fosse basta non darle troppa importanza” è una delle battute del copione, un vero e proprio manifesto di lotta contro le barriere. Che vanno giù con la forza di un sorriso.

  1. Maria Giovanna iannizzi
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    Anch’io come te lotto contro la sclerosi e anch’io come te non ho intenzione di mollare. Grazi Maria Giovanna Iannizzi

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