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Alex Zanardi: Al volante, sci o bicicletta campione oltre le barriere.

Alex Zanardi campione paralimpico di hand bike

È la condivisione a lenire i disagi, anche i più gravi, e a moltiplicare la gioia

Semplice e diretto, come nel suo stile: Alex Zanardi, ex pilota di Formula 1 e Cart (e ora portabandiera della tedesca BMW), medaglia d’oro nella handbike ai Giochi paralimpici di Londra 2012, è pronto a lanciarsi in una nuova sfida sportiva, un progetto che mira ad avvicinare allo sci i bambini e i ragazzi colpiti da disabilità, per far provare loro l’emozione e la gioia di scivolare lungo le piste innevate. Sciabile è il nome dell’iniziativa, lanciata dalla casa automobilistica di Monaco in collaborazione con Dynamo Camp.

Il testimonial ideale per avvicinare bambini e ragazzi con disabilità allo sport non poteva che essere lui, lo sportivo disabile per eccellenza visti i successi conseguiti ai massimi livelli nelle diverse discipline.

Alex Zanardi, bolognese, classe 1966, non vede l’ora di iniziare: “Quando scendono in campo le grandi aziende, niente è lasciato al caso. Si studia per capire in profondità le problematiche da affrontare, considerandole il tutti i loro aspetti e pensando agli strumenti da mettere a disposizione di persone che partono da una condizione iniziale di svantaggio”.


Incidente Alex Zanardi: una svolta nella vita di un campione

L’ex pilota di Minardi, Lotus e Williams conosce fin troppo bene l’argomento. Dopo la sua ultima esperienza in Formula 1, nella stagione 2000/2001 tornò a gareggiare nella categoria CART
Il 15 settembre 2001, mentre gareggiava sul circuito europeo del Lausitzring rimase vittima di un terrificante incidente, le conseguenze del quale portarono all’amputazione di entrambi gli arti inferiori.

Durante la gara ci fu un violento acquazzone, l’incidente di Zanardi si verificò mentre il pilota rientrava in pista dopo un pit-stop; a causa del ristagno d’acqua e la presenza di olio sulla traiettoria, andò in testa-coda e venne investito in pieno da una vettura che sopraggiungeva a tutta velocità.

Alex Zanardi Incidente
Nell’urto venne completamente distrutta la parte anteriore della sua vettura, proprio dove erano appoggiate le gambe del pilota, che vennero traumaticamente amputate. Zanardi rischiò seriamente di morire dissanguato, lo salvò la prontezza del medico della sua squadra che riuscì a chiudere le arterie femorali e a bloccare provvisoriamente l’emorragia. La situazione era talmente compromessa che il cappellano gli diede addirittura l’estrema unzione.

Venne immediatamente ricoverato all’ospedale di Berlino dove subì diverse operazioni tra le quali anche l’amputazione chirurgica di quello che rimaneva del suo ginocchio destro. Ancora oggi i medici si chiedono come sia potuto sopravvivere ad un incidente simile, alle 16 operazioni alle quali è stato sottoposto e, per non farsi mancare niente, alla mezza dozzina di arresti cardiaci.

Per comprende lo spirito di Alex Zanardi, e come abbia affrontato l’evento traumatico, sono sintomatiche le sue parole quando parla del giorno dell’incidente: “Una delle più grandi opportunità della mia vita”. Ancora più significativa la sua risposta a chi gli chiede cosa provi a non sentirsi più le gambe: “Ho saputo guardare a quello che era rimasto e non a ciò che mancava”.

Ciò che accadde dopo è già leggenda: pur costretto in carrozzina, nel giro di due anni si ritrovò nuovamente impegnato nell’automobilismo agonistico, prima in formula Cart poi nel campionato italiano Superturismo.


Alex Zanardi diventa campione olimpico di handbike

Spirito indomito, sorriso sempre sulle labbra e battuta pronta, Alex Zanardi si confermò campione non soltanto sulle quattro, ma anche sulle due ruote. Abbandonate le corse, si dedicò con successo all’handbike, riuscendo addirittura a centrare l’oro ai Giochi Paralimpici di Londra nel 2012. Vinse infatti due medaglie d’oro e una d’argento guadagnandosi sul campo la passerella come portabandiera azzurro nella cerimonia di chiusura dei giochi. Come ciliegina sulla torta, in un sondaggio online del Comitato Paralimpico internazionale, venne eletto anche atleta del mese.

Di questa olimpiade è passata alla storia un’immagine emblematica, con Alex Zanardi che, dopo la sua vittoria nella gara a cronometro individuale, si siede sulla pista sollevando in alto la sua handbike con un braccio. Ebbene questa è stata poi scelta come immagine simbolo dal Comitato Paralimpico Internazionale per promuovere le successive Olimpiadi di Rio de Janeiro. Medaglia d'oro a Londra 2012

Nel periodo che precede la manifestazione sportiva brasiliana e alle soglie dei 50 anni dichiarava alla stampa: “Tiro ancora a bestia. So che hanno modificato il regolamento per motivi di sicurezza, ora per partecipare ai Giochi devi avere un personale di 1 ora e 25 minuti per i 42 chilometri del percorso (lui scende senza problemi sotto l’ora e 13, impressionante!), ma mi sembra una fesseria. Lo slogan dei giochi dedicati a noi disabili era “Inspire a generation”, sii d’esempio a una generazione, e io ci sarò, non ci sono dubbi”.

Ormai cinquantenne Alex Zanardi non delude neppure questa volta, alle olimpiadi di Rio de Janeiro si conferma vincendo nuovamente due medaglie d’oro e una d’argento.

Non sono state solo medaglie ai giochi Paralimpici, dal 2011 al 2019 Alex è stato una presenza costante sul podio dei vincitori anche ai mondiali: può vantare infatti 12 medaglie d’oro, 5 medaglie d’argento e una di bronzo. Nel panorama sportivo nazionale sono pochi a vantare un palmares simile.

Dal circo della Formula uno al paraciclismo, un grande cambiamento: “Una volta sfrecciavo a 300 all’ora in pista, ora vado forte in bici. Tanta gente mi vuole bene, l’Italia è con me.
A pensarci bene non ho fatto poi granché: ho inforcato la bici, ho spinto, ho pedalato”
.


Una nuova sfida per Alex Zanardi Ironmann

Ora, una nuova frontiera, quella dello sci. A un secolo dalla fondazione, la BMW sposa la linea della responsabilità sociale col programma SpecialMente, specificamente pensato per le persone con disabilità.

Due le iniziative in fase di lancio.  La casa di Monaco ha dato seguito all’idea dell’atleta disabile Carlotta Visconti, quella di essere la prima sportiva italiana a gareggiare nella Boccia Paralimpica ai Giochi in programma quest’anno a Rio de Janeiro, in Brasile. Così Sandrino Porru, presidente Fispes: “Sono queste le sfide che incarnano l’autentico spirito paralimpico: mente e corpo che lavorano assieme, sorrette da uno spirito forte, quello che ti fa pensare che nulla è impossibile”. 

Alex Zanardi Ironmann: pratica anche lo sciLa seconda iniziativa riguarda l’armonizzazione del Progetto SciAbile con Dynamo Camp, e qui è Alex Zanardi a illustrare gli obiettivi: “Se un ragazzo disabile si rende conto di saper scendere lungo una pista da sci, questa per lui è una grande iniezione di fiducia nei propri mezzi. Se supera quel traguardo si rende conto che anche altri possono essere raggiunti, un diploma, la laurea, una specializzazione. Nulla è precluso a nessuno”.

Il campione riflette sui passi avanti in campo tecnologico, che possono offrire strumenti sempre più validi ai portatori di handicap. “Le grandi case costruttrici per fare veramente centro devono ascoltare i diretti interessati, ampliare i propri cataloghi, proporre degli elementi non più solo opzionali ma di serie. Le esigenze sono varie e legate spesso alla gravità della disabilità, si procede per tentativi e ogni passo avanti è lodevole, ma occorre fare le scelte giuste a monte”.

La sinergia con una grande azienda come fonte di ispirazione per le generazioni a venire? “Assieme abbiamo fatto qualcosa di veramente importante, anche se all’inizio non è stato facile. Abbiamo studiato e faticato assieme per creare il feeling tra l’uomo e l’auto, ma ce l’abbiamo fatta.

Sogno il giorno in cui un ragazzo con disabilità, proprio come me, riesca a dimostrare di avere stoffa per la guida e a farsi notare. Verrebbe visto non più con curiosità o scetticismo, ma magari  come il prossimo campione del mondo di Formula 1″.


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