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A Chent’annos, l’augurio per la longevità dei centenari della Sardegna.

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In Sardegna il termine a chent’annos viene utilizzato comunemente in occasione del compleanno per augurare affettuosamente una lunga vita. Volendolo assimilare ad una espressione equivalente in lingua italiana significa augurare alla persona interessata “Cento di questi giorni”.

Nella tradizione sarda il significato reale di questa frase è l’auspicio di arrivare a festeggiare i cento anni. Questo deriva probabilmente dal fatto che i centenari in Sardegna sono sempre stati quasi una normalità. Ci sono poi alcune varianti di questa espressione, le più diffusa è sicuramente ” A chent’annos cun salude”, che nelle sue diverse versioni dialettali è sostanzialmente un augurio di arrivare ai cento anni in perfetta salute ed entrare così nella squadra dei centenari di Sardegna.

Il fenomeno della longevità e dei centenari in Sardegna è una caratteristica emersa negli ultimi anni a seguito di numero studi che hanno portato l’argomento all’attenzione di tutti, vediamo di capirne le origini.


Centenari Sardegna: perchè tanto interesse su questo fenomeno?

Ci sono poche zone al mondo dove si osserva questo fenomeno di una longevità nettamente superiore alla media, sono solamente 5 le aree interessate in tutto il pianeta e vengono chiamate Blue Zones (Zone Blu). A segui di uno studio demografico degli studiosi Gianni Pes e Michel Poulain, pubblicato sulla rivista scientifica Experimental Gerontology nel 2004, si cominciò a parlare di queste aree del mondo dove la percentuale di centenari è nettamente superiore alla media.

Si tratta di alcune zone della Sardegna, dell’isola di Okinawa in Giappone, della penisola di Nicoya in Costarica, dell’isola Ikaria in Grecia e una piccola comunità di avventisti a Loma Linda nei pressi di San Bernardino in California. Da quel momento sono conosciute come le Blue Znes.

In queste zone, oltre ad un’alta percentuale di centenari si evidenzia una concentrazione di ultranovantenni fuori dal comune. Il tutto accompagnato da una ridotta incidenza di malattie e soprattutto una ridotta presenza di quelle tumorali.

Il Dr. Gianni Pes e il Prof. Michel Poulain hanno stabilito, nel loro studio, che le Zone Blu della Sardegna sono quelle con la più alta percentuale di centenari al mondo, con una particolare concentrazione soprattutto nella provincia di Nuoro. Dopo la scoperta dei due studiosi, dalla quale emergeva chiaramente che in Sardegna vi era il tasso di longevità più alto tra le Zone Blu, si susseguirono diversi altri studi, tutti confermarono il loro risultato.


Perché in Sardegna centenari e ultranovantenni sono superiori alla media?

Nel passato non erano sicuramente molte le persone che diventavano centenari, guerre, malattie senza le cure di cui disponiamo oggi e una scarsa alimentazione erano infatti la causa di un’età media notevolmente più bassa di quella odierna. Nel secolo scorso dopo le sofferenze e la fame causate dalle due guerre mondiali è sopravvenuto un periodo di benessere e di notevoli miglioramenti della qualità della vita.

Queste sono sicuramente le ragioni che hanno portato ad un notevole innalzamento delle aspettative di vita. Non spiega però completamente il fenomeno del’alta percentuale di centenari delle Zone Blu in Sardegna.

Quello che i numerosi studi hanno evidenziato è che un corretto stile di vita ed una sana alimentazione fanno la differenza. I nostri centenari dopo aver conosciuto le sofferenze e la fame di inizio secolo, hanno potuto vivere un periodo di tranquillità e serenità.

Il numero dei centenari in Sardegna e particolarmente significativo, circa 430 , nelle zone interne particolarmente interessate e classificate Blue Zones, si è rilevata una percentuale di 20 persone che hanno superato il secolo di vita ogni 10.000 abitanti. La media nel resto d’italia è di 2,6, nel resto del mondo è di circa 1 ogni 10.000). Se confrontiamo questi dati con quelli degli altri paesi occidentali notiamo che la percentuale di persone con più di 100 anni in Sardegna è tre volte superiore.

Essere un’isola non da solo svantaggi, l’isolamento geografico pare abbia mantenuto un maggior grado di purezza dei geni dei sardi, il marcatore genetico M26 legato alla longevità, è presente in maniera molto più marcata che nelle altre zone d’Italia e del mondo. Questo associato alle sane abitudini di vita e alla corretta alimentazione, spiegherebbe anche il perché in Sardegna vi sia un numero di centenari in percentuale 10 volte superiore a quello degli stati uniti.


A chent’annos con la dieta della longevità

Il segreto dei centenari in Sardegna probabilmente è anche semplice da spiegare: nel benessere del dopoguerra hanno mantenuto delle sane e semplici abitudini di vita. Ricercatori e studiosi che hanno trattato il fenomeno sono concordi nel definire l’alimentazione e la tranquillità sopraggiunta come elementi particolarmente incisivi.

Pare aver avuto una particolare importanza la variante sarda della dieta mediterranea, l’alimentazione basata su prodotti locali e di stagione, costituita in buona parte da alimenti autoprodotti, ricchi di sostanze nutrienti utili a prevenire le malattie a differenza dei prodotti della grande distribuzione.

Un recente studio condotto dall’Università di Sassari ha dimostrato che negli alimenti prodotti e consumati nell’isola, sono presenti in quantità tre volte superiore alla media, antiossidanti, flavonidi e polifenoli. E’ rilevante la quantità di Omega3 presenti nei prodotti base della dieta isolana, lo stesso latte ovino contiene dei bacilli che resistono all’attività gastrica e sono particolarmente importanti per limitare il colesterolo.

Dagli studi pubblicati è risultato che tutti gli appartenenti al club “a chent’annos” non hanno stravolto soprattutto le loro abitudini alimentari, applicando la regola più importante: mangiare bene ma con moderazione!
Come si spiega che in Sardegna ci siano molti centenari?
Un altro importante aspetto che emerge dagli studi pubblicati da diversi ricercatori che hanno analizzato il fenomeno, riguarda l’ambiente dove hanno vissuto questi centenari. Si tratta di contesti sociali con ben precise caratteristiche:

  • Un nucleo familiare sereno e presente, spesso numeroso. Figli, nipoti e sovente pronipoti fanno da rispettoso contorno a questi casi di longevità fuori dal comune.
  • Vivono in piccole comunità dell’interno dove i ritmi di vita sono ben diversi dalle citta più popolate, in assoluta assenza di stress.

La scienza ci svela la formula della longevità

Quello che emerge con assoluta certezza dalle numerose attività scientifiche pubblicate negli ultimi anni. Sono alcune caratteristiche comuni nelle tre principali Zone Blu che si può quindi ritenere essere fondamentali per la loro longevità.

  • La famiglia viene posta al centro di tutto, l’anziano gode di un profondo rispetto e delle attenzioni di tutto il nucleo.
  • Questi centenari non fumano o non hanno mai fumato.
  • La loro dieta è un giusto equilibrio di alimenti vegetariani con moderato consumo di carni, prevalentemente di maiale, in media 5 volte al mese. Quasi tutti, soprattutto in Sardegna bevono a pasto un bicchiere di vino rosso.
  • Consumano abitualmente legumi di vario genere, quelli più ricorrenti sono fagiolo, fave, soia e lenticchie.
  • Non svolgono vita sedentaria, hanno lavorato spesso fino alla soglia dei 90 anni, praticano un’attività fisica moderata ma costante. Vivono in ambienti che li stimolano a muoversi continuamente quasi senza pensarci. Molti di loro coltivano l’orto e svolgono i lavori domestici senza l’ausilio degli elettrodomestici.
  • Hanno la consapevolezza di avere un ruolo di riferimento nella società in cui vivono e nel loro nucleo familiare. Sanno quindi di essere utili socialmente.

Come arrivare quindi A Chent’Annos?

Per arrivare a chent’annos (100 anni), si è sempre pensato che fosse necessario vincere la lotteria genetica, gli studi pubblicati dimostrano invece che le abitudini di vita e una sana alimentazione sono la giusta ricetta. Non bisogna però attendere il superamento della fatidica soglia per applicarsi, tutti i profili dei centenari sardi dimostrano che bisogna farlo anche nei 90 anni precedenti, mangiando bene ed evitando le malattie croniche.

Tutti gli studiosi sono concordi nell’affermare che adottando le abitudini di vita delle Zone Blu, l’aspettativa di vita di una persona media potrebbe aumentare di circa 10 – 12 anni.


“Salone A Chent’Annos” un appuntamento alla Fiera di Cagliari

A chent’annos. In Sardegna è un augurio per una vita lunga e serena (“che tu possa vivere cento anni”), che non a caso è stato scelto per dare il nome al salone tematico organizzato per la prima volta in occasione della Fiera campionaria della Sardegna, svoltasi a Cagliari dal 25 aprile al 3 maggio 2015.

Ricerca scientifica nei campi della promozione della salute, della corretta alimentazione e dell’abbattimento delle barriere architettoniche; servizi e innovazione per la terza età; incentivazione dell’attività sportiva anche per i meno giovani; prospettive del turismo senior: questi i temi principali dell’appuntamento, che vedrà la squadra di Contact Srl protagonista in prima linea. fiera-sardegna-cagliari-achentannos

Infatti, lungi dall’essere organizzato come un ordinario spazio espositivo, A chent’annos deve essere anche un’occasione di socializzazione, divulgazione e sensibilizzazione sui temi di maggiore importanza per la terza età. “La qualità della vita è propedeutica all’invecchiamento attivo” ha fatto notare il presidente della Comunità mondiale della Longevità, Roberto Pili, in occasione della conferenza stampa di presentazione dell’evento.

Proprio in questa prospettiva si collocano gli incontri pubblici organizzati da Contact Srl, volti a evidenziare l’importanza del superamento di qualsiasi tipo di barriera per una vita piena, serena e autonoma.
 


Dibattiti tematici al salone dei centenari

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Si è cominciato domenica 26 aprile alle 18: Francesca Cardia, giornalista e direttore di Sardegna Medicina, converserà col vignettista satirico e scrittore Tullio Boi sul tema “L’incontro tra scienza e satira abbatte le barriere”.

Di grande prestigio è stato l’appuntamento di mercoledì 19 aprile: alle ore 17 si è svolto il convegno “Dalla neurobiologia al benessere. Spunti per una neuropsicopedagogia dell’invecchiamento”.
Sono intervenuti luminari del settore quali i docenti universitari Carmelo Masala (presidente dell’associazione Neuropsicopedagogia Onlus) e Maria Pietronilla Penna, la ricercatrice Maria Chiara Fastame e la pedagogista Valentina Napoleone.

Il ciclo di convegni è proseguito il 30 aprile alle 18: Tullio Boi ha dialogato con Corrado Zoppi, urbanista e docente universitario, sul tema “Spazi urbani accessibili: un sogno realizzabile?”.

Sabato 2 maggio alle 17 si è chiuso il ciclo di appuntamenti targati Contact Srl con l’incontro “Disabilità psichica e barriere sociali”, con la partecipazione di Ireneo Picciau, dirigente psicologo, Augusto Contu, psichiatra e direttore del dipartimento di salute mentale Asl 8 di Cagliari, e Miriam Picciau, dirigente psicologa servizio riabilitazione DSM.

Per Contact Srl è stata un’importante occasione per proseguire “sul campo” quell’attività di sensibilizzazione sui temi dell’accessibilità e dell’integrazione la cui conoscenza è fondamentale nella prospettiva di un invecchiamento attivo.

I seminari e i dibattiti hanno offerto preziosi spunti di riflessione e sono stati un’occasione importante per “fare cultura” su un tema che ci vede per numerosi aspetti ancora troppo indietro rispetto ad altre realtà europee o statunitensi. L’obiettivo finale è quello di divulgare e promuovere tutto ciò che possa contribuire al miglioramento della qualità della vita e del benessere psicofisico non solo delle persone con disabilità e degli anziani, ma di tutti coloro che “vogliono prepararsi attivamente all’età più matura”.

Quale l’augurio per tutti? A chent’annos, naturalmente.

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