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Assegno di accompagnamento

L’assegno di accompagnamento detto anche indennità di accompagnamento, è una prestazione economica erogata dall’INPS in favore di individui riconosciuti come ciechi assoluti o invalidi civili. A favore quindi, di quelle persone bisognose di assistenza continua.

Tale prestazione è irreversibile, e viene erogata in base alla legge 18 del 1980.

Per poterne beneficiare, occorre presentare una apposita domanda e avere precisi requisiti. Ogni anno è soggetta a una rivalutazione economica. Significa che, annualmente, le somme degli importi concessi variano. I ciechi assoluti sono coloro che percepiscono una quantità di denaro maggiore.

Per maggiori informazioni sull’argomento, invitiamo alla lettura dei prossimi paragrafi.

Accompagnamento


Che cos’è l’Indennità di accompagnamento invalidità civile?

L’indennità di accompagnamento è una prestazione di tipo economico, destinata alle persone che hanno una invalidità al 100%, ai ciechi assoluti, e a quei soggetti mutilati non in grado di camminare senza accompagnatore o impossibilitati a svolgere autonomamente le comuni attività giornaliere (vestirsi, lavarsi, mangiare ecc.).

Si tratta sostanzialmente di una vera e propria pensione di accompagnamento. Che deve fungere da integrazione delle spese necessarie alla persona disabile che non può svolgere autonomamente le funzioni essenziali. Spesso viene utilizzata per coprire le spese della persona che si occupa dell’assistenza.

Allo scopo di ricevere questa prestazione INPS, il richiedente deve necessariamente soddisfare precisi requisiti. In caso contrario, la domanda viene respinta.


Assegno accompagnamento: importo e compatibilità

L’importo dell’assegno viene erogato mensilmente, a partire dal primo giorno del mese seguente a quello della domanda. Viene corrisposto per un totale di 12 mensilità, visto che non è prevista la tredicesima.

Si tratta di una prestazione che è cumulabile con altri tipi di trattamenti assistenziali, quali la pensione di invalidità civile, e le varie pensioni dirette (di vecchiaia, di anzianità di servizio, di inabilità, di privilegio) e indirette: queste ultime sono ad esempio, quelle di reversibilità, che spettano agli eredi dei pensionati deceduti.

Non è invece cumulabile con altri trattamenti simili, cioè quelli per invalidità contratte per causa di guerra, lavoro o servizio, e con l’indennità di frequenza.

Gli importi per l’assegno di accompagnamento variano annualmente. Ad esempio, per il 2020 sono i seguenti:

  • 517,94 euro al mese per gli invalidi civili;
  • 921,13 euro al mese per i ciechi assoluti.

Questo tipo di prestazione non è soggetta a IRPEF (imposta sul reddito per le persone fisiche), quindi non è tassabile. Non va menzionata nella dichiarazione dei redditi, perché se si possiedono i requisiti, l’assegno spetta a prescindere dalla condizione economica.


Indennità di accompagnamento requisiti

Al fine di ottenere l’indennità di accompagnamento, occorre essere in possesso dei seguenti requisiti:

  • Una invalidità al 100% dovuta a malattie di tipo fisico o psichico;
  • Non essere capace di camminare o svolgere le azioni quotidiane in autonomia, senza cioè l’aiuto di qualcuno;
  • Essere cittadini italiani, oppure stranieri comunitari iscritti all’anagrafe del proprio comune italiano di residenza, oppure extracomunitari con un permesso di soggiorno di almeno 1 anno;
  • Avere una residenza stabile in Italia.

Per beneficiare dell’indennità di accompagno non è necessario essere disoccupati, e non esistono limiti di reddito e nemmeno livelli minimi o massimi di età.

Non viene riconosciuta a coloro che sono invalidi ma ricoverati gratuitamente per più di 30 giorni presso un istituto di ricovero.

Non è prevista nemmeno per coloro che percepiscono già una indennità simile, vale a dire una pensione di inabilità per causa di lavoro, guerra o servizio. Se però l’importo della pensione di inabilità è inferiore, è possibile scegliere di non ricevere più tale prestazione, per poter così beneficiare dell’assegno di accompagnamento.


Come si fa la domanda per l’accompagnamento?

Prima di tutto va detto che è necessario avere il verbale di riconoscimento dell’invalidità civile o della cecità. Questo verbale viene rilasciato dopo che il richiedente si è sottoposto all’accertamento medico legale previsto dalla normativa.

Oltre a questo è necessario compilare ed inviare all’INPS il modulo di autocertificazione AP70 con i propri dato socio-economici. Questo è l’altro requisito fondamentale per la concessione e l’erogazione delle prestazioni previste a favore degli invalidi civili.

Una volta accertato di aver ricevuto il verbale di invalidità ed aver inviato il modulo AP70 si può procedere con la presentazione telematica della domanda per l’indennità di accompagnamento.

A tale scopo, occorre accedere al sito dell’INPS con il proprio profilo. Per farlo, bisogna andare nell’area “My Inps” inserendo il proprio codice fiscale e un codice PIN. Se non si possiede o non ci si ricorda del PIN è possibile richiederne uno. Ci sono anche altri modi per accedere, come ad esempio il sistema SPID, che permette di entrare in tutti i servizi online della pubblica amministrazione con una sola password.

Dopo aver effettuato l’accesso, bisogna andare nella sezione dedicata alla richiesta di accompagnamento, la quale si divide in due parti:

  • Nella prima parte sono richiesti i dati anagrafici riguardanti il richiedente (ed eventualmente anche quelli del coniuge oppure del rappresentante legale), ma anche altri dati, ad esempio relativi all’invalidità del richiedente.
  • Nella seconda parte sono da indicare gli eventuali ricoveri del richiedente, ma anche scegliere se riscuotere l’assegno di invalidità o accompagnamento personalmente, oppure se girarlo a un’associazione o a un altro soggetto terzo. Ci sono poi i quadri F1 e F2, nei quali viene chiesto di specificare le modalità in cui si desidera ricevere il denaro.

In alternativa, è possibile presentare la domanda di accompagnamento usufruendo dei servizi telematici offerti dagli enti di patronato, o da quelli delle associazioni di categoria dei disabili (ANMIC, ENS, ANFASS, UIC).


Inps indennità di accompagnamento minori

L’assegno di accompagnamento viene riconosciuto nella stessa misura anche agli invalidi totali minorenni. In questo caso la domanda verrà presentata dal genitore che ha la patria potestà o da chi ha la tutela legale sul minore. Il genitore o tutore legale riceverà l’indennità dall’INPS con l’obbligo di amministrarla nel miglior modo per le necessità del minore.

Al compimento del diciottesimo anno di età del minore totalmente inabile, titolare dell’assegno di accompagnamento, questo viene convertito automaticamente in pensione di inabilità. L’unico obbligo è quello di presentare il modulo AP70 all’INPS.

Per chi è interessato a questo argomento potrebbe essere utile leggere anche l’articolo dedicato a:

ACCOMPAGNAMENTO LEGGE 104

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