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Accompagnamento legge 104. Un aiuto fondamentale per i disabili

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Possono beneficiare di una indennità di accompagnamento legge 104, o assegno di accompagnamento, tutte le persone alle quali è stata riconosciuta una invalidità totale al 100%. Questa provvidenza economica viene erogata dall’Inps, a tutti gli invalidi civili che la richiedano, per permettere loro di agevolarsi con una assistenza sanitaria continua e adeguata alle esigenze.

Accompagnamento legge 104 - Portale Inps per la richiesta.


Legge 104 art 3 comma 3 accompagnamento.

Va specificato innanzitutto come la sola certificazione di handicap grave prevista dall’art 3 comma 3 della legge 104/92, non sia sufficiente per ottenere l’assegno di accompagnamento. Per poterne usufruire è infatti necessario richiedere anche il riconoscimento dell’invalidità civile in quanto ci si trova in una di queste due condizioni:

  • Totalmente inabili a causa di minorazioni fisiche o psichiche. La minorazione deve essere totale, non sono ammesse quelle con percentuali inferiori al 100%.
  • Impossibilitati a deambulare in maniera autonoma senza essere aiutati in forma permanente da un assistente. Oppure dimostrare di non poter compiere tutti gli atti quotidiani della vita senza necessità di un’assistenza continua.

L’invalidità civile viene riconosciuta da una Commissione medica che sottopone il richiedente agli accertamenti clinici del caso. La commissione medico-legale solitamente ha sede presso le Aziende Sanitarie Locali, oppure presso l’Inps nei casi in cui la Regione abbia delegato all’Inps la gestione dell’accertamento.


Accompagnamento legge 104: quali sono i requisiti richiesti?

Le patologie che portano al riconoscimento della condizione di handicap grave, devono soddisfare pienamente i requisiti richiesti per la presentazione della domanda di riconoscimento dell’invalidità civile e quindi per l’indennità di accompagnamento.

L’indennità di accompagnamento è stata istituita con la legge 11 febbraio 1980, n. 18, espressamente destinata agli invalidi civili, è fondamentale quindi richiedere il riconoscimento e la relativa certificazione.

Riepiloghiamo dunque i requisiti essenziali richiesti dalla normativa vigente per ottenere l’indennità di accompagnamento:

  • Essere cittadini italiani residenti e stabili in territorio nazionale
  • Essere cittadini stranieri dell’unione europea ma residenti in Italia
  • Essere cittadini extracomunitari risiedenti in Italia e con permesso di soggiorno da almeno un anno.
  • Avere riconosciuta l’invalidità civile al 100% per malattie invalidanti fisicamente o psichicamente, non deambulanti totalmente o parzialmente.

Come funziona l’assegno di accompagnamento?

Va subito detto che, per ottenere l’indennità di accompagnamento, non ci sono limiti di età. Tutti coloro che ne fanno richiesta devono avere riconosciuta l’invalidità civile al 100%, ovvero hanno difficoltà permanenti a svolgere le proprie attività quotidiane, causate da malattie che portano disabilità fisica o psichica. Inoltre non ci sono limiti di reddito.

E’importante però che il beneficiario sia residente stabile sul territorio di competenza. Anche gli extracomunitari con permesso di soggiorno che abbiano i requisiti, possono farne richiesta.

L’indennità di accompagnamento non può essere riconosciuta a invalidi che vengono ricoverati in forma gratuita in istituti sanitari per periodi superiori a trenta giorni continuativi, oppure che percepiscono già una indennità di guerra o una pensione perché inabili al lavoro; sempre che queste non superino l’importo stabilito per l’assegno di accompagnamento legge 104.

L’importo dell’accompagnamento viene accreditato comodamente su conto corrente bancario o postale indicato dall’interessato, per dodici mensilità, a partire dal 1° giorno del mese dopo la presentazione della richiesta di accompagnamento.

L’indennità non è cumulabile con altre prestazioni simili, tra le quali le pensioni per invalidità di guerra o di lavoro. Si cumula invece alla pensione diretta da lavoro dipendente o autonomo e viene riconosciuta anche nel caso di prestazione lavorativa da parte di portatore di handicap, purché ci sia il riconoscimento dell’invalidità civile.

Dal 1° gennaio 2018, l’importo dell’assegno di accompagnamento è di €. 516,35 per 12 mensilità. L’indennità di accompagnamento non è reversibile, gli eredi hanno però diritto, in parti uguali, alla liquidazione di eventuali arretrati.
Viene precisato che l’indennità di accompagnamento non è soggetta a Irpef e dunque non va indicata nella dichiarazione di reddito.

Infatti la prestazione spetta a prescindere dal reddito.


Indennità di accompagnamento e ricoveri

Se il disabile che percepisce l’indennità di accompagnamento è ricoverato in struttura ospedaliera, a titolo gratuito e per un periodo di trenta giorni e più, la stessa indennità viene sospesa per tutto il periodo di ricovero. Questo perché il costo per il ricovero in struttura pubblica è già a carico dello Stato. Contrariamente, se il ricovero è previsto in struttura privata a pagamento, non viene sospeso l’assegno di accompagnamento.

Ecco perché il disabile, o chi per lui, è tenuto a presentare ogni anno una dichiarazione riguardo eventuali ricoveri intervenuti nel periodo precedente. Questa dichiarazione va presentata tramite un apposito modulo che viene inviato dall’Inps stesso. Gli importi già erogati, relativi al periodo di ricovero superiore a trenta giorni, saranno recuperati dall’Inps tramite la sospensione corrispondente al periodo di ricovero.

La Cassazione ha chiarito che l’indennità di accompagnamento è indirizzata non tanto a sostenere il disabile, quanto a supportare invece la famiglia che se ne occupa quotidianamente. L’obiettivo è quello di incoraggiarne la presa a carico per l’assistenza, ed evitare così il ricovero presso i vari istituti di degenza, contribuendo alla riduzione della spesa sociale.

C’è da dire che a trarne vantaggio è soprattutto la persona disabile con handicap grave o l’anziano non autosufficiente. In questo modo possono restare a casa insieme ai propri familiari e godere del vantaggio di essere assistiti a domicilio.


Indennità di accompagnamento: come fare domanda?

La domanda per ricevere l’assegno di accompagnamento legge 104, deve essere presentata all’Inps se si è in possesso del certificato di invalidità civile al 100%. Altrimenti sarà necessario richiederne prima il riconoscimento e solo alla conclusione dell’iter relativo, e una volta ricevuto il verbale, sarà possibile inoltrare la domanda.

L’inoltro della domanda all’Inps può essere fatto autonomamente dagli interessati accedendo all’apposito servizio sul portale dell’Inps utilizzando il proprio codice fiscale e il PIN o SPID. L’invio telematico è comunque facile e sicuro, inizialmente bisogna inserire i dati anagrafici e procedere come segue:

  • Nella prima parte del modulo telematico, vanno inseriti i dati anagrafici e, se presente, anche del coniuge o di un rappresentante;
  • Nella seconda parte del modulo si indicano eventuali ricoveri, modalità di riscossione dell’indennità, ovvero personalmente o tramite terze persone o associazioni.
  • Infine indicare le modalità di pagamento desiderate con l’inserimento di un codice di conto corrente bancario o postale, per ricevere comodamente il bonifico direttamente sul proprio conto.

Compilato il modulo telematico, lo si invia selezionando “Invio domanda”.
In alternativa a questa procedura la domanda per l’assegno di accompagnamento legge 104, può essere presentata anche attraverso l’assistenza di un patronato o di un’associazione di categoria.


Un’agevolazione in più per gli over 65

L’Inps ha modificato e semplificato le modalità per gli over 65. Per questa categoria, l’Inps ha rivisto tutta la procedura di concessione per ridurre i tempi di erogazione, inviando anticipatamente tutte le informazioni che in tutte le altre fasce di età vengono trasmesse soltanto dopo la fase medica. Il requisito per avere questa agevolazione è stabilito nell’età di 66 anni e 7 mesi. Verificata questa età, si passa subito alla presentazione della domanda all’Inps, saltando così la fase precedente di certificazione medica.


Per approfondimenti torna alla pagina principale: legge 104


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