IL MONTASCALE:
DAI "PIONIERI" ALLE INNOVAZIONI
DEL XX SECOLO

L'Esposizione Mondiale di Parigi
e i primi montascale moderni.
Dal successo di "Inclin-ator"
ai prodotti delle grande case
di progettazione

In principio fu "Inclin-ator": il montascale conquista Europa e Stati Uniti

archimede montascale

La fine del XIX secolo è passata alla storia come una stagione di grandi progressi tecnologici e di invenzioni di alto livello, e ciò anche nel campo dei montascale.
In occasione dell'Esposizione Mondiale di Parigi del 1889, ad esempio, suscitarono grande interesse i modelli di montascale per il sollevamento di persone ed oggetti messi in mostra sulla Torre Eiffel, che venne inaugurata quell'anno. In precedenza, l'americano Elisha Otis aveva provveduto a brevettare il primo ascensore, che fu presentato a New York nel 1857.

Il primo modello di montascale propriamente detto fu presentato a Parigi dal francese Amiot. La sua macchina era pensata per rendere meno faticoso l'utilizzo delle scale per le persone con mobilità ridotta (ciò in particolare negli uffici e nelle dimore private sprovviste di ascensore).
Il dispositivo prevedeva due piste metalliche sovrapposte con una piattaforma a ruote trainata grazie a un cavo azionato dall'alimentatore elettrico posto in cima alla rampa.

Nel 1920 l'imprenditore americano C.C. Crispen, originario della Pennsylvania, brevettò con grande successo il suo "Inclin-ator", il progenitore dell'odierno montascale a poltroncina. Crispen fu mosso dall'intenzione di aiutare alcuni amici resi disabili dalla poliomielite ad affrontare le scale di casa. La Inclinator Company esiste ancor oggi: ha sede negli Usa ed è attiva nel campo dei servoscala per uso domestico.

Dagli inizi del Novecento l'evoluzione del montascale è stata segnata dalle sempre più numerose innovazioni introdotte dalle grandi case produttrici statunitensi ed europee

Il fenomeno è andato sviluppandosi di pari passo con la crescente presa di coscienza a livello individuale e sociale, oltreché politico, delle problematiche delle persone colpite da disabilità. Parallelamente, anche il campo dei sistemi di sollevamento fu investito dal vento delle innovazioni, con l'introduzione di prodotti riconducibili a quattro grandi categorie:

  • Ascensori idraulici - Funzionavano sfruttando la pressione dell'acqua fornita dalla rete idrica o generata da accumulatori.
  • Elevatori elettrici – Impiegavano un motore collegato al meccanismo di sollevamento utilizzando l'energia elettrica per i movimenti della piattaforma verso l'alto e verso il basso.
  • Ascensori a trasmissione – Trasferivano la potenza generata dai motori elettrici al meccanismo per il sollevamento per mezzo di cinghie
  • Montavivande manuali – Con essi, a forza di braccia, era possibile trasportare su e giù vivande e oggetti di piccole dimensioni. Il loro impiego avveniva principalmente nei ristoranti, negli istituti per anziani e negli alberghi. Una particolare variante di maggiore portata, il console lift, veniva installato anche nelle ville e nelle case di campagna a più piani.
archimede montascale

A partire dal secondo dopoguerra, negli Usa così come nel Nord Europa il montascale si affermò come oggetto d'uso comune. Il progresso tecnologico consentì la realizzazione di varie tipologie di dispositivi, installabili tanto in interni quanto in esterni. Si poté dunque distinguere tra montascale rettilinei (che tutt'oggi presentano il non disprezzabile vantaggio di tempi di progettazione e installazione ridotti) e curvilinei (che consentono di affrontare in sicurezza scale tortuose o con più cambi di pendenza). Un'altra distinzione poté ricollegarsi alla disabilità più o meno grave dell'utilizzatore: si affermò così il montascale a poltroncina o, in caso di necessità di sollevamento della carrozzina, quello a piattaforma. Furono inoltre introdotti i montascale a ruota, a cingoli, e le moderne piattaforme elevatrici. Tra le grandi case produttrici si segnalarono, tra le altre, la britannica Stannah, attiva dal 1867; l'olandese Jan Hamer & Co (che nel 1997 cambiò il nome in Freelift e che dieci anni dopo fu assorbita dal gruppo norvegese Handicare), sul mercato dal 1886.
In tempi più recenti, si sono distinte per gli ottimi risultati altre aziende olandesi, tedesche e italiane.

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