IL MONTASCALE:
ORIGINI ED EVOLUZIONE STORICA

Dal "papà" del moderno montascale
progettato da Archimede
alla "sedia volante" di re Luigi XV,
secoli di passi in avanti verso i traguardi dell'integrazione e della sfida alla "diversità"

Dagli antichi Romani ai primi brevetti industriali: il montascale nella storia

archimede montascale

Il montascale, una storia antica come l'uomo. Un'esagerazione? Certamente no, stante che fin dall'antichità la soluzione al problema del sollevamento e del trasporto delle persone con ridotta mobilità o colpite da disabilità ha impegnato le menti più brillanti. Ne sa qualcosa il grande Archimede di Siracusa, matematico, fisico e astronomo vissuto nel III secolo a.C. Nessuno può dire se anche quella volta esclamò "Eureka!", ma senz'altro grande fu la sua soddisfazione per l'ideazione del "papà" del moderno montascale, consistente in un articolato sistema di corde e pulegge che consentiva il trasporto verso l'alto di materiali e persone. Dispositivi di caratteristiche analoghe furono impiegati anche dai Romani: nel Colosseo, ad esempio, erano in funzione veri e propri ascensori per l'ingresso in arena dei gladiatori e delle bestie feroci, con grande effetto scenico.

Col passare del tempo, l'esigenza del superamento delle scale si fece – soprattutto nei grandi centri abitati - sempre più pressante. La tradizione vuole che il vulcanico sovrano inglese Enrico VIII nel 1540 ordinasse l'installazione del primo vero montascale della storia nella sua sontuosa dimora di Whitehall, a Londra. A quanto pare, a seguito di una rovinosa caduta da cavallo il re dovette convivere con seri problemi di deambulazione, aggravati dai sui 190 chili di peso. Gli ingegneri reali costruirono così il "trono-montascale", un complicato congegno di funi e carrucole azionato a forza di braccia dai servitori di palazzo, grazie al quale Enrico VIII poté salire e scendere le scale senza dover più essere sollevato di peso dai suoi attendenti (pratica che non si addiceva alla sua dignità di capo di una nazione).

Un altro monarca, duecento anni dopo,
si segnalò per un impiego assai ingegnoso del montascale

Luigi XV di Francia camminava benissimo, ma la privacy non poteva dirsi uno dei punti forti della reggia di Versailles. Per raggiungere, nottetempo e con discrezione, le stanze delle cortigiane, il sovrano nel 1743 ordinò l'installazione della "sedia volante", un marchingegno dotato di un contrappeso e nascosto dentro una canna fumaria. Quando arrivava l'ordine, una squadra di servitori doveva entrare nel camino e azionare la macchina, che consentiva al re di salire, non visto, una scala esterna che lo conduceva dritto tra le braccia delle sue amanti, ospitate ai piani alti della reggia.

archimede montascale

Soltanto attorno alla fine del XIX secolo iniziarono ad apparire i primi montascale prodotti su scala industriale. Tanto in Europa quanto negli Stati Uniti, l'evoluzione delle tecnologie e dei materiali portò alla sostituzione della forza fisica con l'energia elettrica. Le braccia dei servitori ormai non erano più indispensabili e, soprattutto, il montascale passò dall'essere un dispositivo riservato a pochi eletti a uno strumento prezioso e insostituibile nell'ottica del superamento delle barriere architettoniche, installabile pressocché ovunque e accessibile alle diverse fasce sociali. Anche le tipologie del dispositivo si modificarono nel corso del tempo: non soltanto il più comune montascale a poltroncina per scale rettilinee, ma anche quello per percorsi curvilinei e tortuosi, per scale esterne, a cingoli, a ruote, fino ad arrivare ai montascale a piattaforma e alle piattaforme elevatrici. Dai tempi di Archimede a oggi la tecnologia ha fatto passi da gigante, pur partendo da un obiettivo rimasto immutato nel corso dei secoli: puntare ai traguardi dell'accessibilità e dell'abbattimento delle barriere architettoniche.

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