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Montascale, servoscala e piattaforme elevatrici in Lombardia

Il montascale e servoscala in Lombardia.

In Lombardia le problematiche legate alla presenza delle barriere architettoniche non riguardano solo le 310.000 persone con disabilità (di cui 26.000 minori) e le 38.000 persone con disabilità gravissime, ma anche 380.000 anziani non autosufficienti. Già da soli, questi numeri bastano per comprendere l’importanza degli strumenti –normativi e pratici- di superamento degli ostacoli all’accessibilità e alla mobilità in particolare di anziani e disabili.

L’installazione di ausili quali montascale e servoscala trova sua disciplina a livello regionale nella legge 20/89, che nel riprendere il concetto di “barriere architettoniche” già espresso nella legge 13/89, fissa le condizioni e i criteri per la concessione dei contributi di natura economica.


Normativa di riferimento per la regione Lombardia

Con la Legge Regionale n. 6/89 la Regione Lombardia ha dettato norme operative e tecniche per incentivare il superamento  delle barriere architettoniche sia nel settore privato che nel settore pubblico. In base a ciò furono assegnati fondi per l’eliminazione delle barriere negli edifici già esistenti.

L’accesso a tali contributi era concesso con riferimento a interventi su edifici esisteti da prima dell’11 agosto 1989.

Dal 2008 con l’art. 3 della Legge Regionale n. 5, viene disciplinata la richiesta di contributi anche su edifici costruiti dopo tale data, ma solo a condizione che ci sia il provvedimento di agibilità, relativamente ai soli lavori di adattabilità, concetto chiarito dall’art. 2 del DM 236/89.


Legge Regionale Lombardia n°20/1989

LE BARRIERE ARCHITETTONICHE

Le barriere architettoniche sono considerate ostacoli fisici e senso-percettivi che impediscono ai soggetti con disabilità di muoversi liberamente all’interno dell’abitazione privata, in particolare:

  • ostacoli fisici che impediscono o limitano gravemente la possibilità di deambulare in modo autonomo e sicuro;
  • ostacoli localizzativi che impediscono o rendono difficoltoso, in mancanza di accorgimenti tecnici e segnalazioni, l’orientamento nell’ambiente costruito;
  • mancanza di attrezzature o componenti idonei a garantire la piena fruibilità degli spazi;

I CONTRIBUTI NELLA REGIONE LOMBARDIA

La Lombardia concede contributi per tramite dei Comuni a soggetti che ne facciano richiesta per l’eliminazione o il superamento delle barriere architettoniche all’interno della propria abitazione di residenza.


INTERVENTI FINANZIABILI

Sono finanziabili le richieste e connesse al tipo di disabilità o handicap comprovato da idonea certificazione medica.

Non sono finanziabili le domande di migliorie per gli adeguamenti a norma.

Non vengono inoltre finanziate le richieste di ampliamento che determinano un aumento di volumetria, nonché gli interventi di manutenzione.

Si può richiedere un contributo per opere interne all’alloggio e un contributo per opere esterne e per il posizionamento di meccanismi di sollevamento, presentando due distinte domande. In caso però di lavori funzionalmenti connessi, si potrà presentare una domanda unica (si veda il caso tipico di adeguamento dei percorsi esterni di pertinenza dell’edificio e di adeguamento dell’ascensore).


GLI EDIFICI INTERESSATI

Sono interessati dalle disposizioni sopra esaminate gli edifici già esistenti alla data dell’11 agosto 1989 (si considerano esistenti anche gli immobili con concessione edilizia), e ciò in ordine a tutti gli interventi di superamento e abbattimento delle barriere architettoniche.

Dunque:

  • Edifici esistenti dopo l’11 agosto 1989, a condizione che ci sia il provvedimento di agibilità, relativamente alle sole opere di adattabilità
  • Immobili destinati a centri o istituti residenziali pubblici e privati per l’assistenza ai disabili esistenti alla data dell’11 agosto 1989
  • Parti comuni dei condomini privati e a partecipazione mista pubblico/privata.

I CRITERI

Possono presentare domanda:

  • I soggetti con disabilitài laddove provvedano a proprie spese;
  • Altro soggetto che deve, in tal caso, sottoscrivere la domanda unitamente all’interessato (es: il condominio o il proprietario dell’immobile ove risiede la persona con disabilità);
  • I portatori di menomazioni o limitazioni funzionali permanenti, ivi compresa la cecità (o il tutore o curatore) che abbiano la residenza nell’immobile per cui si chiede il contributo o l’abituale e stabile dimora in centri o istituti residenziali (pubblici o privati) per l’assistenza delle persone con disabilità

LA DOMANDA

La domanda di contributo può essere presentata entro il 1° marzo di ogni anno per far sì che  rientri nella dotazione finanziaria dei contributi relativi a quell’anno.

La domanda va inoltrata al Comune di residenza e ubicazione dell’immobile oggetto dell’intervento, con allegata documentazione, dal soggetto interessato o dal tutore o curatore, corredata dalla firma dell’intestatario dell’immobile. I Comuni raccolgono le domande, ne attestano l’ammissibilità e le trasmettono agli uffici regionali per farle rientrare nella dotazione finanziaria dell’anno di pertinenza.

Il contributo, in conto capitale, è erogato ai Comuni in base alla graduatoria stilata dalla Regione


Legge regionale Lombardia 20/1989


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