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Vigile-giustiziere a Genova: caccia ai furbetti del pass disabili.

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“Non li sopporto proprio, è un malcostume che vorrei contribuire a spazzare via”.

Non usa certo mezzi termini Ugo Forcieri, 51 anni, sovrintendente capo della polizia municipale di Genova, che da tempo ha intrapreso la sua personalissima battaglia contro i furbetti del pass disabili, quelli che lo utilizzano indebitamente -con l’effettivo titolare magari lontano chilometri o addirittura defunto- o, più semplicemente, decidono di lasciare senza problemi l’auto parcheggiata nello stallo destinato ai portatori di handicap.

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Come si legge sulle pagine de La Repubblica, dall’inizio dell’anno sono ben 78 i contrassegni sequestrati, grazie anche a un trucco: tutte le persone portatrici di disabilità che abitano nella zona in cui Forcieri presta servizio hanno il suo numero di telefono, che possono chiamare giorno e notte per segnalare anomalie, irregolarità o casi sospetti.

Racconta l’interessato “A causa di un incidente a un piede che mi ha costretto all’immobilità per molti mesi, ho sperimentato sulla mia pelle quali problematiche deve superare una persona disabile. Anche per questo motivo mi impegno affinché le regole siano rispettate”.

Il suo metodo è infallibile: oltre a conoscere a menadito il posizionamento dei vari stalli destinati ai portatori di handicap, Forcieri gira spesso in borghese, due ore al giorno quasi tutti i giorni.
“Occorre distinguere tra chi magari rimane in auto col motore acceso e chi lascia il pass in bella vista e si allontana dalla vettura. Nel primo caso basta di solito una osservazione per farli andare via in tutta fretta, mentre nel secondo caso li blocco sul fatto”.

E lì inizia la giaculatoria delle scuse: “Il più delle volte mi dicono che c’è un parente o il coniuge in visita presso uno studio medico. Quando allora chiedo di essere accompagnato sul posto per le giuste verifiche, vuotano il sacco imbarazzati”.

I peggiori? “Quelli che si trovano nella zona dell’ospedale, recidivi cronici”.vigili-urbani-genova-disabili
O ancora “quelli che lasciano la macchina per andare a fare shopping nei negozi di lusso, per non pagare il parcheggio o per evitare la fatica di muoversi a piedi”.

Il nostro ordinamento, come conferma la consolidata giurisprudenza, prevede per questi casi l’ipotesi di illecito amministrativo, senza sforare nel penale.
In particolare, multe da 59,50 a 335 euro, due punti decurtati dalla patente e la confisca del contrassegno, apparentemente degli ottimi deterrenti, ma non secondo Forcieri: “Il fenomeno è ampio e si argina solo pensando a delle task-force, col compito di verificare a domicilio numero e titolare effettivo dei permessi, arginando anche i tentativi di duplicazione di fotocopia – di regola molto maldestri, peraltro – dei pass”.

Un esempio, quello di Forcieri, che sarà seguito anche in altre città italiane?

 



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