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Ufficio Asl senza montascale: disabile a Salerno visitato nell’androne

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Erminio Garofano, 55 anni, è un signore di Salerno che convive con la disabilità.
Costretto in carrozzina dall’età di 10 anni, non rinuncia a tutto quanto significhi autonomia: vive per conto proprio, guida l’automobile, va in handbike… ma non avrebbe mai pensato di dovere fare i conti con la Asl 2 della sua città: “Entrato nell’androne dell’edificio, ho notato i quattro gradini che conducono all’ascensore. Nessuna rampa, nessun montascale per disabili che gli possa permettere di superare la scala in autonomia e sicurezzaIn più, la porta dell’ascensore non permette di entrare con la carrozzina”, ha raccontato Garofano sulle pagine de La Città di Salerno.

salerno-invalido-disabile-androneL’uomo doveva sottoporsi a una normale visita medica in vista del rinnovo del contrassegno per la sosta dei disabili.
Appurato l’inatteso, e paradossale, disagio, non si è certo perso d’animo: ha contattato telefonicamente gli uffici della Asl per sapere come fare a raggiungere i piani superiori dello stabile.
Come è andata a finire la vicenda è lui stesso a raccontarlo: “Alla faccia della privacy, sono stato visitato direttamente nell’androne del palazzo. E devo pure ritenermi fortunato ad aver trovato un medico disposto a visitarmi in quelle condizioni per il rinnovo del contrassegno, che ho ottenuto”.

A quanto pare, il direttore della Asl 2 Salerno, l’appena insediato Vincenzo D’Amato è cascato dalle nuvole. Alle sue richieste di accertamenti, si è sentito rispondere dai suoi funzionari che “la domanda per installare un servoscala per disabili per l’abbattimento delle barriere architettoniche era stata sottoposta al condominio, ma questo ha espresso parere negativo”.

L’abbattimento delle barriere architettoniche è un’innovazione importante, resa ormai obbligatoria dalla normativa vigente e dalle numerose sentenze della Corte di Cassazione, è diventato argomento di rilevanza sociale assoluta.

L’installazione di questi dispositivi è ormai abbastanza facilitata sotto l’aspetto burocratico, in ragione della ormai larga diffusione di questi strumenti, anche il prezzo del montascale si è abbassato notevolmente. Pertanto è diventato possibile realizzare un impianto anche per percorsi articolati ad un costo minimo.

Ora, la legge 13 1989  , recante le disposizioni per favorire il superamento e l’eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici privati, non parrebbe sulle prime di grande aiuto anche nella parte in cui dispone che sussistendo il rifiuto del condominio di eseguire le opere, viene consentito direttamente al portatore di handicap, o chi lo rappresenta, di porre in essere una serie di strumenti per ovviare a dette barriere.

In realtà, il 503/96 nelle sue ampie previsioni ha di fatto esteso i principi normativi della legge 13 anche agli edifici pubblici, introducendo altresì una nozione di carattere generale di barriere architettoniche intese come:asl-salerno-disabile-garofano

  1. gli ostacoli fisici che sono fonte di disagio per la mobilità di chiunque ed in particolare di coloro che, per qualsiasi causa, hanno una capacità motoria ridotta o impedita in forma permanente o temporanea;
  2. gli ostacoli che limitano o impediscono a chiunque la comoda e sicura utilizzazione di spazi, attrezzature o componenti;
  3. la mancanza di accorgimenti e segnalazioni che permettono l’orientamento e la riconoscibilità dei luoghi e delle fonti di pericolo per chiunque e in particolare per i non vedenti, per gli ipovedenti e per i sordi.

In presenza di un quadro normativo così dettagliato, e tenuto conto che in queste ipotesi è proprio la Asl a essere titolare del potere di controllo, le giustificazioni addotte per spiegare il caso del signor Garofano appaiono del tutto inadeguate.

Piuttosto, si registra l’ennesimo caso di inadeguatezza in materia di accessibilità pubblica riscontrabile nella realtà dei comuni italiani.

 

 



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