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“Io non posso entrare”: a Prato la protesta contro le barriere architettoniche

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Adesivi in quantità industriale per abbattere le barriere architettoniche? Velleità pura? Senz’altro efficace provocazione, quale quella andata in scena a Prato, nella centralissima via Garibaldi, dove le vetrine di numerosi negozi sono state tappezzate da adesivi recanti la scritta “Io non posso entrare”, con tanto di disco rosso sul simbolo dei portatori di handicap. Come riportato da Pratosfera, i protagonisti dell’iniziativa hanno chiarito che “l’obiettivo è quello di sensibilizzare sul tema dell’accessibilità. La presenza di gradini e scale rende impossibile o estremamente difficoltoso l’ingresso nei negozi per le persone con disabilità”. prato-disabili-protesta-adesivoColpisce – lo si può riscontrare dal filmato immesso su Youtube – il numero degli adesivi incollati alle vetrine, davvero numerosi: “Ne abbiamo stampati cinquemila. Continueremo ad incollarli finché non verrà risolto il problema degli ostacoli all’esercizio dei diritti che sono propri di tutti i cittadini, disabili e non”. Il numero dei negozi del centro toscano inaccessibili ai disabili è impressionate: “Sono otto su dieci. A volte si tratta anche solo di scalini di pochi centimetri: un’inezia per i normodotati, una montagna da scalare per le persone costrette in carrozzina”. Non è dato sapere della reazione dei titolari degli esercizi commerciali coinvolti loro malgrado dall’iniziativa di protesta, tuttavia gli ideatori della stessa ribadiscono che “queste barriere, semplicemente, non ci dovrebbero essere. I portatori di handicap in qualsiasi momento potrebbero fare denuncia contro i titolari, che rischierebbero multe anche salate”. Soluzioni? “Esistono carrozzine e ausili modernissimi in grado di garantire all’utilizzatore libertà e autonomia di movimento, ma contro gradini e scale c’è poco da fare. Occorrono interventi di abbattimento delle barriere architettoniche, ci vuole sensibilità e buona volontà da parte di tutti”. E rispetto delle regole: “Ci sono, sono anche chiare, ma non vengono rispettate o fatte rispettare da chi di dovere”. E non è solo un questione di accesso agli esercizi commerciali: “Pensate alla condizione delle strade: buche, marciapiedi sbrecciati, ostacoli di ogni genere: una giungla per chi si muove in carrozzina, ma anche per chiunque abbia problemi di mobilità, come gli anziani o le donne incinte o con figli da spingere sui passeggini”.

La lotta alle barriere si fa anche a suon di adesivi. Basterà?



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