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Nuove regole condominiali e scetticismo tra i disabili

Nuove regole condominiali e scetticismo tra i disabiliIl 18 giugno entrerà in vigore la legge 229/12 che modificherà il regolamento condominiale.

Molte sono le novità, come l’accesso agli atti, gli impianti di energia da fonti rinnovabili esclusivi, la mediazione, il sito web condominiale, la videosorveglianza.

Leggi il testo integrale (tratto da www.affaritaliani.it)

Su un aspetto in particolare però, si soffermano le persone con disabilità, che definiscono “un passo indietro” le nuove disposizioni in materia di abbattimento delle barriere architettoniche negli spazi comuni, dato che viene modificata la maggioranza sufficiente a deliberare tale rimozione.

Infatti ora, non basterà più la maggioranza agevolata (legge 13/89), parte di un terzo dei partecipanti al condominio e un terzo del valore millesimale, ma sarà necessario (art. 5 nuova legge) “la maggioranza indicata dal secondo comma dell’articolo 1136 del Codice civile”.

In questo modo non si fa altro che complicare il percorso di ottenimento di un diritto per un disabile, come per esempio l’installazione di un ascensore del palazzo condominiale.

Le critiche non mancano, Simona Petaccia, presidente di Diritti diretti onlus commenta dicendo: “Un altro passo indietro verso il diritto all’autonomia e alla libertà personale” e non da meno anche il commento di Pietro Membri, presidente nazionale dell’Associazione amministratori condominiali immobiliari che afferma: “Le norme oggi modificate hanno consentito alla giurisprudenza, in questi anni, di estendere sempre di più fronte delle tutele proteggendo così non soltanto i disabili residenti negli edifici condominiali ma anche tutti coloro che hanno occasione di accedervi per qualsiasi motivo. Abbiamo così dimostrato che la battaglia per l’eliminazione delle barriere riguarda tutti i cittadini e non soltanto i disabili”.

Rosario Calabrese, presidente dell’Unione nazionale amministratori Immobiliari dichiara: “Un pasticcio, si litigherà di più. La riforma ha cancellato 70 anni di giurisprudenza, in particolare sui cambi di destinazione d’uso delle parti comuni. Per giurisprudenza consolidata il cambio di destinazione è ormai considerato un’innovazione, e fino all’altro ieri, con le vecchie norme, una richiesta di questo tipo otteneva il via libera in assemblea con un quorum più basso. Ora, invece, la situazione sarà molto più complicata. E che dire dei disabili e dei permessi per ottenere l’abbattimento delle barriere architettoniche, compresa l’installazione di un ascensore negli stabili? La riforma cambia le regole, e anche in questo caso stabilisce un nuovo quorum, stravolgendo prassi ormai consolidate”.

L’architetto ed esperta per il sito dell’Inail Superabile.it, Daniela Orlandi, dice che “sarebbe necessario un atto che chiarisca alcuni commi della legge 11 dicembre 2012, n. 220 che tacitamente modifica la legge 13/89 nella parte relativa alle maggioranze agevolate per l’eliminazione o il superamento delle barriere architettoniche negli spazi comuni.
In una paese dove dal 1989, anno di emanazione della legge 13, continuiamo a vedere realizzati stabili non conformi a queste normative è ancora più negativo questo passo indietro.
I contenziosi condominiali per le opere di abbattimento o superamento delle barriere saranno più frequenti e la persona disabile avrà più difficoltà a far valere un proprio diritto”.



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