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Giornata internazionale delle persone con disabilità.

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Lo scorso 3 dicembre si è celebrata in tutto il mondo la Giornata internazionale delle Persone con Disabilità, istituita nell’ormai lontano 1981 (Anno internazionale delle persone disabili) con il dichiarato intento di sostenere l’inclusione dei diversamente abili in ogni ambito e contesto, combattere le manifestazioni di violenza e discriminazione e informare e sensibilizzare sul tema delle barriere architettoniche e dell’accessibilità.

L’edizione di quest’anno ha avuto come tema principale la Questione di inclusione: accesso e empowerment per le persone con tutte le abilità: una occasione – come ha dichiarato Piera Cipresso, vicepresidente dell’Aias – “per volgere l’attenzione su una problematica trascurata dai governi, che ancora oggi pare far paura. L’edizione 2015 ha come tema centrale la “Questione di inclusione: accesso e empowerment per le persone con tutte le abilità“Chi non conosce da vicino la disabilità spesso si trova a disagio davanti ai portatori di handicap, non è in grado di riconoscerne la dignità di persone e di cittadini”.

Per la Cipresso la soluzione non è certo il pietismo o la carità pelosa: “Irrinunciabile è il sostegno alla piena e totale inclusione nella società delle persone con disabilità, promuovendo l’abbattimento di ogni tipo di barriera, architettonica e mentale. Questo è il senso più profondo della giornata del 3 dicembre”.

Che in Italia si tratti di una tematica scottante lo si deduce immediatamente dai dati Istat: nel Belpaese vivono oltre 3 milioni di persone con disabilità gravi, delle quali soltanto 1,1 milioni godono dell’indennità di accompagnamento.
Circa 200.000 adulti sono costretti in istituti o residenze sanitarie assistite, situazioni del tutto sfavorevoli all’integrazione.
A ciò si aggiunga l’annoso problema delle persone “prigioniere in casa propria” a causa delle barriere architettoniche o dell’assenza di un servoscala o di un montascale, ausili di primaria importanza per restituire libertà e autonomia di movimento.

Sul punto, è stato chiaro il Presidente della Repubblica nel suo discorso: “E’ dovere della società nel suo insieme, delle istituzioni, dei corpi intermedi, delle famiglie, dei singoli, abbattere i muri e far crollare le barriere, fisiche e culturali, che impediscono una piena partecipazione alla vita della società alle persone portatrici di disabilità, siano fisiche, mentali o relazionali”.

Alle parole di Mattarella hanno fatto eco quelle del presidente della Fish, Vincenzo Falabella: “La disabilità aumenta il rischio di emarginazione e povertà, intaccando giorno dopo giorno le finanze delle famiglie e dei singoli. Del resto, solo 7 disabili su 100 beneficiano in Italia di assistenza qualificata presso la propria abitazione, il che costringe in pratica le famiglie ad arrangiarsi da sole, spesso rinunciando al lavoro”.disabilita-2015-internazionale-giornata

L’allarme di Falabella non è affatto infondato: secondo l’Eurostat, la spesa pro capite sostenuta dal governo italiano in favore dei disabili è inferiore alla media europea (430 euro contro 538). La spesa annua media dei Comuni si aggira attorno ai 3000 euro, con profonde disparità tra il Nord e il Mezzogiorno.

Sulla necessità di fare informazione e di sensibilizzare sulle infinite problematiche legate al tema dell’handicap ha insistito anche Luigi Querini, presidente della Uildm (Unione italiana lotta alla distrofia muscolare): “Gli argomenti centrali della Giornata Internazionale sono gli stessi sui quali ci battiamo ogni giorno. L’obiettivo finale è sempre lo stesso: porre la persona al centro, con la sua esistenza e le potenzialità che essa offre. Ci battiamo perché  l’inclusione sociale e l’accessibilità dei luoghi e degli spazi relazionali siano ovunque diritti fondamentali rispettati e pienamente goduti da tutti. Le persone non vanno racchiuse in categorie. Non ci sono soggetti di serie A e di serie B: solo un mondo più accessibile sarà davvero fruibile da parte di tutti i cittadini”.

 



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