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Vent’anni, universitaria, disabile: Elisa e la sua epopea in stazione

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Elisa ha vent’anni, è disabile ed è iscritta in Giurisprudenza all’università di Bologna. Per raggiungere l’ateneo ogni giorno viaggia clandestinamente sul treno che da San Felice sul Panaro, suo paese natale, la conduce al capoluogo emiliano. Clandestinamente, avete letto bene. Come ha raccontato la stessa ragazza alla Gazzetta di Mantova, “le Ferrovie vorrebbero che comunicassi tutti i miei spostamenti in treno, in ogni zona d’Italia, e attendessi relativa autorizzazione”. Autorizzazione che, nemmeno a dirlo, da Roma non arriva mai.Elisa-disabile-treno-stazione Risultato? Elisa, inchiodata dalla disabilità su una carrozzina, con l’indispensabile aiuto della madre (che è costretta a chiedere permesso dal lavoro, coi relativi problemi) sale lo stesso tutti i giorni sul treno per Bologna partendo da una stazione, quella di San Felice sul Panaro, mancante delle strutture per il trasporto delle persone disabili (ed è questo il perché del mancato arrivo delle autorizzazioni pretese dalle Ferrovie), e non senza patemi: “Non so mai se quello che arriva è un treno attrezzato o meno. Spesso devo attendere l’arrivo del successivo, e anche il funzionamento dell’elevatore è quasi sempre un’incognita”. Le mancate autorizzazioni dalla Capitale espongono inoltre la ragazza al rischio di una multa “anche se finora non è mai capitato, per fortuna”. Del suo caso si è interessata la preside della facoltà di Giurisprudenza, Nicoletta Sarti: “Finora i contatti con le Ferrovie non hanno portato risultati. In collaborazione col servizio per gli studenti disabili, ad Elisa abbiamo garantito supporto e un tutor che la accompagni nei suoi spostamenti tra le varie sedi universitarie“. Un piccolo grande gesto d’aiuto per affrontare la quotidiana odissea sui treni italiani.



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