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La “vita al rallenty” di Eleonora Goio, in un libro l’universo disabilità

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C’era una volta una donna intraprendente e coraggiosa, al punto da percorrere la Via della Seta in solitaria a bordo di una vecchia Citroen Mehari del ’74 e di fare il giro del Mediterraneo per poi raccontare le sue avventure in due libri di buon successo. Può capitare che la stessa donna, in un nuovo libro, affronti un argomento del tutto diverso, quello della disabilità. Vissuta in prima persona per le conseguenze di un intervento al cervello. eleonora-goio-vita-rallentyQuesta donna si chiama Eleonora Goio, vive a Bolzano, e di recente ha dato alle stampe per l’editrice Aras il volume “Una vita al rallenty”, dove senza peli sulla lingua e con stile asciutto e diretto descrive l’universo della disabilità esaminato a 360 gradi. Un percorso tutto in salita quello che i portatori di handicap devono affrontare, a partire dall’ostacolo rappresentato dalla presenza delle barriere architettoniche (scale, gradinate, marciapiedi, ascensori inesistenti o non funzionanti) nelle case così come negli edifici pubblici. E che dire della patente automobilistica e dei mille cavilli burocratici di cui tenere conto per riuscire a far valere i propri diritti, comuni a tutti i cittadini? Nella stesura del suo libro Eleonora Goio è stata a lungo insegnante di educazione fisica. Convive con l’handicap a seguito di un intervento chirurgico al cervello risalente a cinque anni fa. Per la stesura del suo libro ha raccolto le testimonianze di numerosi compagni di riabilitazione, senza alcun timore di affrontare temi per lungo (troppo) tempo tabù come ad esempio quello della sessualità: “L’ostacolo più grande è quello dell’accettazione dell’handicap, soprattutto quando sopraggiunge in età adulta” osserva la scrittrice. “Le persone con disabilità nell’immaginario collettivo sono asessuate, ma non è così. Non sono d’accordo con chi sostiene che un portatore di handicap non possa avere una vita affettiva e sessuale piena e soddisfacente, e questo è anche un modo per evitare di finire ai margini della società, tagliati fuori dai normali rapporti interpersonali”. Colpisce del libro della Goio il taglio autobiografico, senza moralismi o finti pudori. Ci si stupisce nel rendersi conto di quanto poco si sa del reinventarsi quotidiano che ogni giorno impegna le persone con disabilità: la riabilitazione, la fisioterapia, le relazioni sociali, il lavoro, la famiglia… Chiacchiera col lettore la Goio, senza imbarazzi, con fluidità. Un po’ come incontrare qualcuno sul treno che ha voglia di raccontarti la sua vita… ed è un racconto di quelli che lasciano il segno.



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