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Verso l’accessibilità: i comuni italiani abbattono le barriere

Stanziamenti del comune di Padova per abbattere le barriere architettoniche

Le campagne di sensibilizzazione degli ultimi anni iniziano ad avere un effetto concreto nei più disparati comuni italiani, ed è bello leggere sempre più spesso sui nostri quotidiani nazionali e locali di singole iniziative portate avanti da piccole e grandi amministrazioni per abbattere le barriere architettoniche.

scivolo-marciapiedeÉ per esempio di pochi giorni fa la decisione della giunta comunale di Padova di stanziare 400.000 euro per abbattere le barriere architettoniche cittadine, con il vicesindaco Arturo Lorenzoni a sottolineare come «alle volte bastano dei dettagli per rendere inaccessibili tanti spazi che siamo abituati a vivere ogni giorno. Una città vivibile è una città inclusiva e per questo abbiamo voluto inserire un importante capitolo nel prossimo piano dei lavori pubblici per l’abbattimento delle barriere architettoniche».

Si parla dunque della costruzione di marciapiedi facilmente percorribili da disabili, da anziani e anche da mamme con carrozzine.

 

L’esempio dei piccoli centri: i tre percorsi di Monteverde

Ma non sono solamente le grandi città che pian piano si muovono verso l’eliminazione delle barriere architettoniche: ci sono anche dei centri più piccoli che si stanno impegnando per migliorare la propria accessibilità, come per esempio il Comune di Monteverde, in provincia di Avellino, già tra i ‘Borghi più belli d’Italia’ nel 2013. Avvalendosi della collaborazione di diverse associazioni, l’amministrazione comunale ha richiesto l’intervento della  Commissione Nazionale Ausili, Nuove Tecnologie e Accessibilità della UICI (Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti), per creare dei percorsi accessibili entro la fine del 2018. Saranno tre, nello specifico, i percorsi che verranno ripensati per le persone con disabilità, ovvero quello naturalistico, quello storico e quello religioso.

 

Migliorare l’accessibilità nelle comunità montane Valli di Non e di Sole

Abbattere le barriere architettoniche è possibile davvero ovunque, allargando i marciapiedi e installando degli appositi montascale per rendere accessibili a chiunque tutti i servizi pubblici. É possibile anche nelle aree montane, dove il territorio si mostra già di per sé più aspro e meno percorribile, e lo sta dimostrando in pieno l’intensa attività di mappatura che si sta realizzando in Trentino, precisamente nelle Valli di Non e di Sole: qui la Cooperativa Sociale GSH di Cles sta infatti portando avanti il progetto ‘Una valle accessibile a tutti’, volto per l’appunto alla segnalazione sistematica degli ostacoli all’accessibilità, così da favorire e velocizzare i successivi lavori per abbattere le barriere architettoniche.

In questo modo anche dei comuni difficilmente accessibili potranno diventare più aperti sia per le persone con deficit motorio sia, anche in questo caso, per le famiglie dotate di carrozzine. Il monitoraggio coinvolge di volta in volta tutte le strade e le vie dei comuni delle due valli, con particolare attenzione agli accessi ai locali pubblici. E di certo non va scordato quanto sia importante far capire a tutti quanti l’importanza di abbattere le barriere architettoniche: a questo scopo, per esempio, la Cooperativa GSH ha coinvolto nel progetto anche i giovani studenti dell’Istituto Comprensivo Alta Val di Sole, i quali hanno così potuto capire cosa vuol dire vivere nei rispettivi paesi su una carrozzina.



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