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Il volo di Klepetan e Malena inseparabili oltre qualsiasi barriera.

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Valentina Usala firma per il nostro blog un racconto sulla più potente arma per volare oltre le barriere, oltre qualsiasi disabilità, con le ali vere. Quelle dell’amore.

 Vi racconto di una vicenda che ha attirato la mia attenzione, dopo essermi commossa nel riflettere su quella pubblicata dal poeta veneto Fabio Panozzo.

Entrambe hanno un comune denominatore: la parola amore.

L’amore che si prova nei confronti di un altro essere vivente, quello di una relazione. Quello che ti fa battere il cuore, che ti fa stare sopra le righe e che accende una luce fortissima dentro, facendoti provare brezze sulla pelle fino alla carne. Tutto appare più armonico, più primaverile e meno solo.

E’ uno schiocco di dita, una melodia che prende vita: accade in un attimo.

E se questo amore non fosse capito? Se di fronte all’altro ci fosse una persona con disabilità a dichiararsi?

Fabio ci ha spiegato quel che si prova in prima persona e questo accade con ogni probabilità perché non siamo abituati a metterci nei panni di chi la società etichetta come un diverso.

La nostra società. cicogne-croazia-malena-usala

Vorrei riportare per Contact Srl la storia citata all’inizio. Una storia che ai nostri occhi ha dell’incredibile. Agli occhi della nostra società.

Accade che nel 2002 Malena rimane vittima di un incidente, a causa di un colpo di fucile. Da questo brutto episodio riceve in eredità la disabilità, risultando impossibilitata dunque spostarsi e di sostenere viaggi. Vive confinata a Brodski Varos, in Croazia. Prima di questo incidente conduceva una tranquilla esistenza assieme al suo compagno di nome Klepetan, che annualmente è costretto a spostarsi nell’Africa del Sud. E sempre periodicamente Klepetan si fa ben 13.000 kilometri pur di trascorrere parte dell’anno con la sua amata e bella  Malena.

Il loro amore ha dato alla luce numerosi germogli e Malena è mamma di molti figli. Klepetan ha insegnato loro tutto ciò che dovevano conoscere: gli istinti, la sopravvivenza e le ali della vita. Klepetan questi 13.000 kilometri non li compie con alcun mezzo. Lui possiede ciò che di più straordinario la madre Terra potesse creare: le ali. Non quelle di un aereo intendiamoci.

Le sue ali.

Klepetan e Malena sono due cicogne. E l’una vive per l’altro.

Si separano durante l’inverno, quando Klepetan emigra e Malena gode delle amorevoli cure dell’ex portiere della casa in cui ha trovato riparo, ovvero nel camino di una scuola, dove puntualmente nidifica.

Lei che ha smesso di volare nei cieli liberi, sa che annualmente la fedeltà del suo amato la farà star bene e il pensiero di lui la terrà in vita. klepetan-malena-cicogne-croaziaLo sa, perché Klepetan sono ben 13 anni che la fa sentire viva con il suo essere amorevole. Cure che curano il cuore di un vivente, alla quale l’uomo ha strappato la libertà. Klepetan sa che in Croazia al suo rientro dal flusso migratorio, ad attenderlo c’è un nido confortevole, un riparo in cui sostare e Malena, il suo cuore.

Una storia che poche volte si ascolta, dall’unicità brillante, forse perché i soggetti sono due animali. Ci sorprendiamo perché li consideriamo esseri inferiori incapaci di provare emozioni o solo perché non saremmo in grado di fare altrettanto? Eppure l’uomo può e sa tutto. Quando si parla di cuore però, no. Siamo il genere dalle etichette facili e se la pensi al contrario ti becchi una bella etichetta pure tu. Troppo spesso siamo poco abili –anzi, disabili – nel creare e mantenere legami, nel viverli seguendo l’istinto.

Chi è diverso da chi?



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