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La stupidità in una recensione: Troppi disabili nel villaggio vacanze

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“Il pacco è servito”. 
Una nuova trasmissione televisiva? No, l’infelice “titolo” di una ancor più infelice recensione comparsa di recente su Tripadvisor a firma di tale cico33 (nessuna certezza sulla sua reale identità), che ha scatenato lo sdegno del popolo del web.
Costui, prenotata la sua vacanza presso la struttura ricettiva Lido d’Abruzzo, si è trovato spiazzato dalla presenza di “una miriade di ragazzi disabili”.
Una visione, a quanto pare, insopportabile per gli occhi dei figli, che erano lì “per divertirsi”.

disabili-recensione-cico33-tripadvisorQuesto il testo incriminato, rilanciato prima dai responsabili del Rotary Campus Abruzzo e Molise, poi con assai maggiore risonanza dalla blogger Selvaggia Lucarelli:
“Ho prenotato questo viaggio per far divertire soprattutto i miei figli. Siamo arrivati e nel villaggio era presente una miriade di ragazzi disabili. Premetto non per discriminare ci mancherebbe sono persone che purtroppo la vita gli ha reso grandi sofferenze ma vi posso assicurare che per i miei figli non è un bello spettacolo vedere dalla mattina alla sera persone che soffrono su una carrozzina. Bastava che la direzione mi avvisava e avrei spostato la vacanza in altra data. Sto valutando o meno di intraprendere una via legale per eventuali risarcimenti”.

Facile immaginare le reazioni indignate del popolo della rete. La recensione è rimbalzata sui social network diventando virale, e il malcapitato cico33 si è trovato nell’occhio del ciclone.
Tra le voci ufficiali, quella dell’organizzatore del Rotary Campus, Peppino Terenzio: “Sono trent’anni che organizziamo questo appuntamento pensato per i disabili di Abruzzo, Molise, Umbria e Marche. Inizialmente la partecipazione era sporadica, oggi le cose sono cambiate con quasi 400 partecipanti. La nostra prenotazione al villaggio Lido d’Abruzzo era nota da tempo, purtroppo personaggi come quel cico33 ci sono sempre, siamo vaccinati”.

Non ha mancato di far sentire la sua voce Iacopo Melio, celebre sul web fin dai tempi della campagna #voglioprendereiltreno, in cui difende a spada tratta i diritti delle persone, come lui, colpite da disabilità.
La sua Onlus ha stampato magliette con la scritta Keep calm e io in vacanza ci vado. iacopo-melio-tripadvisor-lucarelli#testaApinolo, commentando così: “Trasformiamo un episodio censurabile in una opportunità. I proventi delle vendite della maglietta andranno a sostenere i nostri progetti di sensibilizzazione sul problema dell’abbattimento delle barriere architettoniche”.

Ovviamente, il rammarico più grande per l’accaduto è stato espresso dai genitori dei ragazzi che hanno partecipato al campus.
La Repubblica ha raccolto la testimonianza della mamma di due ragazzi con disabilità di 7 e 13 anni: “Questo signore avrebbe dovuto vivere la vacanza come una esperienza di confronto e di crescita, anziché scrivere quelle cose. Chiamano i nostri figli “diversamente abili”, ma nessuno come loro sa far sentire il calore dell’accoglienza e dell’amore”.
La signora ha proseguito: “I nostri figli sono un dono. Grazie a loro, vediamo la vita per quella che è veramente, ne cogliamo l’essenza, il significato profondo. Quando mi dicono che sono stata sfortunata, mi arrabbio”.



2 Commenti

  1. Massimo

    Questa persona dovrebbe solo VERGOGNARSI

  2. Gattobianco2016

    Io rispondo a Iacopo e ai tanti disabili che sono insorti: tu Iacopo andrai in vacanza al Villaggio per tua scelta e la “miriade di disabili” che ci sono andati l’hanno fatto per loro scelta. Cico33 si è trovato catapultato a sua insaputa in una realtà che non era la sua, si è ritrovato un pesce fuor d’acqua e si è sentito lui l’emarginato: dobbiamo avere la libertà di passare le vacanze come vogliamo e con chi vogliamo. Di norma si cerca di frequentare persone con le quali si abbiano argomenti da condividere, anche semplicemente per poter scambiare due parole con il vicino su esperienze comuni. Se una qualsiasi struttura turistica ospita in determinati periodi dell’anno eventi eccezionali (e non si può sostenere che una riunione di disabili patrocinata dal Rotary con la presenza di 280 disabili contemporaneamente non sia un evento eccezionale), ha secondo me il dovere di avvisare eventuali ospiti che prenotino al di fuori del circuito. Ma si sa, perdere anche una sola prenotazione al giorno d’oggi costa caro! E questo credo sia l’unico vero motivo per il mancato avviso, al di là di ogni falsa retorica e perbenismo. Vale per i disabili e per qualsiasi altro tipo di raduno di categoria. Non si tratta certo di discriminare ma di poter scegliere liberamente. Cico33 non aveva voglia di una vacanza istruttiva ma di una vacanza divertente e spensierata, diciamolo pure “normale”. Non è forse un suo diritto? Se “una miriade di disabili” si sono riuniti in gruppo, invece di andare in ferie come singoli, magari è perchè anche loro volevano stare insieme per scambiarsi opinioni e esperienze comuni, e non si sarebbero trovati altrettanto bene in un altro villaggio dove potevano confrontarsi solo con normalmente abili. I diversamente abili hanno avuto il diritto e la libertà di scegliere la loro vacanza, questo diritto e questa libertà non sono stati concessi a Cico33.
    Scusate ma dopo anni di lotte per i diritti dei disabili, per l’inclusione scolastica ecc ecc, qua le cose si invertono. Qua vogliamo a tutti i costi l’inclusione del normalmente abile nel mondo, nelle attività e negli interessi dei diversamente abili. Lasciate anche a noi i nostri diritti e se non tutti abbiamo voglia di arricchirci spiritualmente tollerate la differenza. La tolleranza non può essere a senso unico.

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