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Scuola rifiuta iscrizione ad alunno disabile, il Tar accoglie ricorso

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La famiglia non risulta residente all’interno dello “stradario” di competenza dell’istituto scolastico: con questa motivazione un ragazzino disabile di Parma si è visto negare l’iscrizione a scuola, e ciò nonostante l’istituto prescelto presentasse il vantaggio – non certo di poco conto – di essere privo di barriere architettoniche.

Consigliati dall’equipe medica che segue il loro bambino, i genitori avevano scelto di iscriverlo alla “Puccini”, una scuola vicina alla casa della nonna e, soprattutto, accessibile.
Il preside, tuttavia, si è mostrato sa subito irremovibile: troppe domande da smaltire, impossibile procedere all’iscrizione. E precedenza assoluta ai residenti nel comprensorio.alunno-disabile-scuola-rifiuta

Di fronte al serio rischio di dover saltare l’anno scolastico, la famiglia del ragazzo non si è persa d’animo e ha proposto ricorso al Tar, ottenendo piena soddisfazione.

I giudici, in primo luogo, hanno precisato che il criterio dello “stradario” per la decisione sulle iscrizioni a scuola è di tipo meramente burocratico, e quindi non direttamente stabilito da una norma giuridica.

Sempre secondo i giudici amministrativi, l’applicazione ferrea di questo criterio va contro la libertà di scelta dei genitori, e risulta oltremodo penalizzante nel caso di un alunno disabile, in favore del quale giocano le numerosissime disposizioni dell’ordinamento in tema di superamento delle barriere architettoniche.puccini-parma-alunno-barriere

Ne consegue dunque che un preside, sebbene non possa accettare più iscrizioni di quelle necessarie a formare le classi nel singolo plesso scolastico, allo stesso tempo non può decidere di dar luogo a “un impedimento all’accoglimento di una singola domanda di un alunno svantaggiato“.

Non è andata bene nemmeno al Miur, che si era attivato per opporsi al ricorso: il Tar ha deciso infatti per la condanna al pagamento di 3.000 euro di spese legali a favore dei ricorrenti.

Una volta tanto, anche dall’Italia una storia di integrazione che si conclude col lieto fine.

 

 

 



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