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Cassazione: no al licenziamento degli invalidi.

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Stop al licenziamento di un lavoratore disabile se non preceduto dall’accertamento della Commissione competente. Questa la sintesi della recente pronuncia della Corte di Cassazione n° 8450 del 10 aprile scorso, in cui i giudici della Suprema Corte hanno preso in esame il caso di un portatore di handicap assunto come invalido attraverso le liste di collocamento per le persone con disabilità. L’interessato era stato ritenuto idoneo alla mansione dall’apposita Commissione ma con l’obbligo di evitare di mantenere la stazione eretta per tempo prolungato. A causa dell’assenza di postazioni di lavoro idonee a soddisfare questa esigenza, il datore di lavoro aveva proceduto con il licenziamento. Nel richiamare le regole fissate dalla legge n° 482 del 1968 (per cui il licenziamento è ammissibile solo in virtù della “perdita totale della capacità lavorativa o la situazione di pericolo per la salute e l’incolumità degli altri lavoratori o per la sicurezza degli impianti, accertati dall’apposita commissione medica”), la Cassazione ha chiarito che tale principio di specialità riguarda anche l’ipotesi in questione, che ricade nella disciplina della legge n°68 del 1999. cassazione-sentenza-illegittimo-disabileRagion per cui il licenziamento del lavoratore disabile è legittimo solo se la apposita Commissione accerta l’impossibilità di provvedere al suo reintegro, e ciò anche in presenza di adattamenti e modifiche all’organizzazione del lavoro.  “La verifica di tali condizioni, poi – si legge nella sentenza – è categoricamente riservata alla competenza della apposita commissione, che valuta le condizioni stesse in funzione della maggior tutela riservata ai disabili (per i quali ai fini della risoluzione del rapporto è necessaria la definitiva impossibilità di reinserimento all’interno dell’azienda anche attuando i possibili adattamenti dell’organizzazione del lavoro)”. La Commissione competente in materia è quella individuata dall’articolo 4 della legge 104/1992. Nel caso in questione la Corte di Appello, riformando la sentenza di primo grado, aveva dichiarato l’illegittimità del licenziamento deciso da un’azienda nei confronti di un lavoratore invalido, condannando la stessa a reintegrarlo nel posto di lavoro e al risarcimento danni. La Corte aveva riformato la sentenza del primo giudice per non aver considerato che il lavoratore era stato assunto come soggetto invalido avviato al lavoro tramite le liste di collocamento dei portatori di handicap e che, pertanto, il recesso poteva ritenersi legittimo solo stanti le condizioni di cui all’art. 10 della legge n°68/1999. Infine, la pronuncia della Suprema Corte a chiudere la vertenza.

Leggi la sentenza:

cassazione-sentenza-2014_8450.pdf (277 download)

 



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